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Riferimento: Gb 31,32
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1 Ho stretto un patto con i miei occhi, di non fissare lo sguardo su una vergine. 1 «Io avevo stretto un patto con i miei occhi; io non avrei fissato lo sguardo sopra una vergine. 1 «Io avevo stretto un patto con i miei occhi; come potevo quindi fissare lo sguardo su una vergine?
2 E invece, quale sorte mi assegna Dio di lassù e quale eredità mi riserva l’Onnipotente dall’alto? 2 Che parte mi avrebbe assegnato Dio dall'alto, quale eredità mi avrebbe data l'Onnipotente dai luoghi eccelsi? 2 Qual è la sorte assegnatami da Dio da lassù, e l'eredità dell'Onnipotente dai luoghi eccelsi?
3 Non è forse la rovina riservata all’iniquo e la sventura per chi compie il male? 3 La sventura non è forse per il perverso, e le sciagure per quelli che fanno il male? 3 Non è forse la sventura per il perverso e la calamità per chi fa il male?
4 Non vede egli la mia condotta e non conta tutti i miei passi? 4 Dio non vede forse le mie vie? Non conta tutti i miei passi? 4 Non vede egli le mie vie e non conta tutti i miei passi?
5 Se ho agito con falsità e il mio piede si è affrettato verso la frode, 5 Se ho camminato insieme alla menzogna, se il piede mio si è affrettato dietro alla frode 5 Se ho agito con falsità, o il mio piede si è affrettato a seguire la frode,
6 mi pesi pure sulla bilancia della giustizia e Dio riconosca la mia integrità. 6 (Dio mi pesi con bilancia giusta e riconoscerà la mia integrità), 6 mi pesi pure con una giusta bilancia, e Dio riconoscerà la mia integrità.
7 Se il mio passo è andato fuori strada e il mio cuore ha seguìto i miei occhi, se la mia mano si è macchiata, 7 se i miei passi hanno deviato dalla retta via, se il mio cuore è andato dietro ai miei occhi, se qualche sozzura mi si è attaccata alle mani, 7 Se i miei passi sono usciti dalla retta via, e il mio cuore ha seguito i miei occhi, o qualche macchia si è attaccata alle mie mani,
8 io semini e un altro ne mangi il frutto e siano sradicati i miei germogli. 8 che io semini e un altro mangi, e quanto è cresciuto nei miei campi sia sradicato! 8 che io semini e un altro mangi, e i miei discendenti siano sradicati.
9 Se il mio cuore si lasciò sedurre da una donna e sono stato in agguato alla porta del mio prossimo, 9 Se il mio cuore si è lasciato sedurre da una donna, se ho spiato la porta del mio prossimo, 9 Se il mio cuore è stato sedotto da una donna e ho spiato alla porta del mio prossimo,
10 mia moglie macini per un estraneo e altri si corichino con lei; 10 che mia moglie giri la macina a un altro, e che altri abusino di lei! 10 che mia moglie macini per un altro, e che altri si pieghino sopra di lei.
11 difatti quella è un’infamia, un delitto da denunciare, 11 Poiché quella sarebbe una scelleratezza, un misfatto punito dai giudici, 11 Poiché quella sarebbe una scelleratezza, una colpa che deve essere punita dai giudici,
12 quello è un fuoco che divora fino alla distruzione e avrebbe consumato tutto il mio raccolto. 12 un fuoco che consuma fino a perdizione, e che avrebbe distrutto fin dalle radici ogni mia fortuna. 12 un fuoco che consuma fino ad Abaddon, e avrebbe distrutto fin dalle radici tutto il mio raccolto.
13 Se ho negato i diritti del mio schiavo e della schiava in lite con me, 13 Se ho disconosciuto il diritto del mio servo e della mia serva, quando erano in lite con me, 13 Se ho respinto il diritto del mio servo e della mia serva, quando erano in lite con me,
14 che cosa farei, quando Dio si alzasse per giudicare, e che cosa risponderei, quando aprisse l’inquisitoria? 14 che farei quando Dio si alzasse per giudicarmi, e che risponderei quando mi esaminasse? 14 che cosa farei quando Dio si levasse contro di me, e che cosa risponderei quando mi chiedesse conto?
15 Chi ha fatto me nel ventre materno, non ha fatto anche lui? Non fu lo stesso a formarci nel grembo? 15 Chi fece me nel grembo di mia madre non fece anche lui? Non ci ha formati nel grembo materno uno stesso Dio? 15 Chi ha fatto me nel grembo materno, non ha fatto anche lui? Non fu lo stesso Dio a formarci nel grembo?
16 Se ho rifiutato ai poveri quanto desideravano, se ho lasciato languire gli occhi della vedova, 16 Se ho rifiutato ai poveri quanto desideravano, se ho fatto languire gli occhi della vedova, 16 Se ho rifiutato ai poveri ciò che desideravano e ho fatto languire gli occhi della vedova,
17 se da solo ho mangiato il mio tozzo di pane, senza che ne mangiasse anche l’orfano 17 se ho mangiato da solo il mio pezzo di pane senza che l'orfano ne mangiasse la sua parte, 17 se ho mangiato da solo il mio tozzo di pane senza che ne mangiasse una parte l'orfano,
18 – poiché fin dall'infanzia come un padre io l’ho allevato e, appena generato, gli ho fatto da guida –, 18 io che fin da giovane l'ho allevato come un padre, io che fin dal grembo di mia madre sono stato guida alla vedova, 18 (ma fin dalla mia giovinezza io l'ho allevato come un padre, e fin dal grembo di mia madre sono stato guida alla vedova),
19 se mai ho visto un misero senza vestito o un indigente che non aveva di che coprirsi, 19 se ho visto uno soffrire per mancanza di vesti o il povero senza una coperta, 19 se ho visto alcuno perire per mancanza di vesti o un povero che non aveva di che coprirsi,
20 se non mi hanno benedetto i suoi fianchi, riscaldàti con la lana dei miei agnelli, 20 se non mi hanno benedetto i suoi fianchi, ed egli non si è riscaldato con la lana dei miei agnelli, 20 se i suoi lombi non mi hanno benedetto, e non si è riscaldato con la lana dei miei agnelli,
21 se contro l’orfano ho alzato la mano, perché avevo in tribunale chi mi favoriva, 21 se ho alzato la mano contro l'orfano perché mi sapevo sostenuto alla porta della città, 21 se ho alzato la mano contro l'orfano perché sapevo di avere aiuto alla porta,
22 mi si stacchi la scapola dalla spalla e si rompa al gomito il mio braccio, 22 che la mia spalla si stacchi dalla sua giuntura, il mio braccio si spezzi e cada! 22 che la mia spalla si stacchi dalla sua scapola, il mio braccio si rompa al gomito!
23 perché mi incute timore il castigo di Dio e davanti alla sua maestà non posso resistere. 23 In effetti mi spaventava il castigo di Dio, ero trattenuto dalla maestà di lui. 23 Poiché la calamità che viene da Dio mi incute spavento, e a motivo della sua maestà non potevo fare nulla.
24 Se ho riposto la mia speranza nell’oro e all’oro fino ho detto: “Tu sei la mia fiducia”, 24 Se ho riposto la mia fiducia nell'oro, se all'oro fino ho detto: "Tu sei la mia speranza", 24 Se ho riposto la mia fiducia nell'oro, e all'oro fino ho detto: "Tu sei la mia speranza",
25 se ho goduto perché grandi erano i miei beni e guadagnava molto la mia mano, 25 se mi sono rallegrato che le mie ricchezze fossero grandi e la mia mano avesse molto accumulato, 25 se mi sono rallegrato perché le mie ricchezze erano grandi, e perché la mia mano ha accumulato tanti beni,
26 se, vedendo il sole risplendere e la luna avanzare smagliante, 26 se, contemplando il sole che risplendeva e la luna che procedeva lucente nella sua corsa, 26 se ho guardato il sole quando brilla o la luna che avanzava splendente, e il mio cuore si è lasciato segretamente sedurre e la mia bocca ha baciato la mia mano;
27 si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore e con la mano alla bocca ho mandato un bacio, 27 il mio cuore, in segreto, si è lasciato sedurre e la mia bocca ha posato un bacio sulla mano 27 anche questa sarebbe una colpa che deve essere punita dai giudici perché avrei rinnegato Dio che sta in alto.
28 anche questo sarebbe stato un delitto da denunciare, perché avrei rinnegato Dio, che sta in alto. 28 (misfatto anche questo punito dai giudici, perché avrei difatti rinnegato il Dio che sta lassù), 28 Se mi sono rallegrato della sciagura del mio nemico e mi sono innalzato, perché lo aveva colpito la sventura.
29 Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico? Ho esultato perché lo colpiva la sventura? 29 se mi sono rallegrato della sciagura del mio nemico e ho esultato quando gli è piombata la sventura 29 (ma io non ho permesso alla mia bocca di peccare, augurandogli la morte con una maledizione);
30 Ho permesso alla mia lingua di peccare, augurandogli la morte con imprecazioni? 30 (io che non ho permesso alle mie labbra di peccare chiedendo la sua morte con imprecazione), 30 se la gente della mia tenda non ha detto: "chi può trovare uno che non si è saziato con la sua carne?
31 La gente della mia tenda esclamava: “A chi non ha dato le sue carni per saziarsi?”. 31 se la gente della mia tenda non ha detto: "Chi è che non si sia saziato della carne delle sue bestie?" 31 (inoltre nessun forestiero passava la notte all'aperto, perché aprivo le mie porte al viandante);
32 All’aperto non passava la notte il forestiero e al viandante aprivo le mie porte. 32 (Lo straniero non passava la notte fuori; le mie porte erano aperte al viandante), 32 se ho coperto i miei peccati come Adamo celando la mia colpa in petto,
33 Non ho nascosto come uomo la mia colpa, tenendo celato nel mio petto il mio delitto, 33 se, come fanno gli uomini, ho coperto i miei errori celando nel petto la mia iniquità, 33 perché avevo paura della grande folla e il disprezzo delle famiglie mi spaventava, sì da star zitto senza uscir di casa.
34 come se temessi molto la folla e il disprezzo delle famiglie mi spaventasse, tanto da starmene zitto, senza uscire di casa. 34 perché avevo paura della folla e del disprezzo delle famiglie, al punto da starmene tranquillo e non uscir di casa... 34 Oh, avessi uno che mi ascoltasse! Ecco la mia firma! L'Onnipotente mi risponda! Il mio avversario scriva un documento,
35 Oh, avessi uno che mi ascoltasse! Ecco qui la mia firma! L’Onnipotente mi risponda! Il documento scritto dal mio avversario 35 Oh, avessi pure chi m'ascoltasse! Ecco qua la mia firma! L'Onnipotente mi risponda! Scriva l'avversario mio la sua querela 35 e io lo porterei certamente sulle mie spalle e lo cingerei come un diadema;
36 vorrei certo portarlo sulle mie spalle e cingerlo come mio diadema! 36 e io la porterò attaccata alla mia spalla, me la cingerò come un diadema. 36 gli renderei conto di tutti i miei passi, presentandomi a lui come un principe.
37 Gli renderò conto di tutti i miei passi, mi presenterei a lui come un principe». 37 Gli renderò conto di tutti i miei passi, a lui mi avvicinerò come un principe! 37 Se la mia terra grida contro di me e i suoi solchi piangono insieme ad essa,
38 Se contro di me grida la mia terra e i suoi solchi piangono a una sola voce, 38 Se la mia terra mi grida contro, se tutti i suoi solchi piangono, 38 se ho mangiato il suo frutto senza pagare, se ho fatto esalare l'ultimo respiro ai suoi padroni,
39 se ho mangiato il suo frutto senza pagare e ho fatto sospirare i suoi coltivatori, 39 se ne ho mangiato il frutto senza pagarla, se ho fatto sospirare chi la coltivava, 39 invece di grano crescano spine, ed erbacce al posto dell'orzo». Qui terminano le parole di Giobbe.
40 ain luogo di frumento mi crescano spini ed erbaccia al posto dell’orzo. 40 che invece di grano mi nascano spine, invece d'orzo mi crescano zizzanie!» Qui finiscono i discorsi di Giobbe. 40
40 bSono finite le parole di Giobbe. 40 che invece di grano mi nascano spine, invece d'orzo mi crescano zizzanie!» Qui finiscono i discorsi di Giobbe. 40