Santo del Mese

sant'Antonio, abate

Matthias Grünewald, Altare di Issenheim per l'ospedale degli Antoniani

Matthias Grünewald, Altare di Issenheim per l'ospedale degli Antoniani

Antonio nasce a Corna, in Egitto, nel 251 circa e muore nel deserto della Tebaide il 17 Gennaio 357. È considerato il fondatore del monachesimo cristiano.

A vent’anni, dopo essere rimasto orfano di entrambi i genitori, abbandona tutto lasciando ricchezze e agiatezza per vivere una vita solitaria da dedicare completamente a Dio. Nella sua lunga vita, che ha superato i cento anni, ha percorso una via di ascesi che ha affascinato e coinvolto molte altre persone. Antonio è diventato modello per molti e la fama di santità ha attirato molti pellegrini e bisognosi da tutto l’Oriente. Anche l’imperatore Costantino ne fu affascinato tanto da ricorrere a lui per avere consiglio.

Divideva il tempo tra preghiera e la cura l’orto per il proprio sostentamento. Poche volte lasciò il suo romitaggio. La prima fu per consolare i cristiani perseguitati dall’imperatore romano Massimino Daia. Seguirono altre uscite sempre di esortazione e sostegno verso i cristiani. L’amicizia in Cristo con Atanasio, vescovo di Alessandria, fu preziosa e spiritualmente ricca. In una delle poche volte in cui Antonio lasciò il romitorio su quando, su invito di Atanasio, andò a esortare i cristiani alla fedeltà verso il Concio di Nicea. Alla morte venne sepolto dai suoi discepoli in un luogo segreto.

Grande è l’eredità spirituale. Sul suo insegnamento nacquero monasteri e una lunga tradizione che vede Antonio amato e rispettato lungo il corso dei secoli. Oltre ottocento anni dopo, Sant’Antonio da Padova, al secolo Fernando Martins de Bulhões , cambiò il suo nome per gratitudine verso un cosi grande santo da prendere come modello al quale ispirarsi.