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Com’è fatto Dio?

Mon, 31/07/2017 - 13:44
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La nebulosa Elica, soprannominata l’ “occhio di Dio”

Natidallospirito.com ringrazia fr. Silvano Faletti, che ha tradotto quest’articolo dall’inglese, per la preziosa collaborazione. Dell’archimandrita citato nell’articolo, padre Basilios del monastero di Iviron, sul monte Athos, consigliamo vivamente il libro La bellezza salverà il mondo, nell’ottima traduzione pubblicata da Qiqaion.

“Oh, se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti” (Is 64,1)

Una domanda frequente che viene rivolta ai preti suona più o meno così: “ Se Dio esiste, perché non è così scontato per ciascuno?”.

Un modo con cui posso iniziare a rispondere a questo tipo di domande è il seguente: “Dio è evidente a tutti, evidente come l’aria che respiriamo. Ma proprio come diamo per scontato e non prestiamo attenzione all’aria che respiriamo (a meno che non sia inquinata o abbiamo problemi respiratori), così facilmente ignoriamo la vera presenza di Dio. L’unica eccezione a questa attitudine ad ignorare l’evidenza è quando vi prestiamo attenzione intenzionalmente. Quando consapevolmente osservo il mio respiro, mi accorgo dell’aria. Allo stesso modo, a meno che non mi impegni nel ricordo di Dio, posso dimenticarlo come se niente fosse.

Molti di noi, ad ogni modo, preferirebbero che la presenza di Dio fosse meno facilmente ignorata.
Come Isaia, noi vorremo che Dio squarciasse i cieli, e quindi non tutti possono negare la presenza del Dio creatore. Ma è proprio questo ciò che Dio non vuole. L’archimandrita Basilios ha detto che “Egli esiste come se non ci fosse. Interviene come se fosse assente per rispetto verso le sue creature”. Dio ama così tanto la sua creazione che la tratta proprio come noi ci relazioniamo con lui: con libertà. Dio non ci visita in nessuna maniera da travolgerci, da strapparci la libertà, da forzarci o da costringerci a obbedirgli e ad amarlo. Infatti, nel caso che l’obbedienza fosse forzata, smetterebbe di essere tale – non l’obbedienza della relazione, l’obbedienza che madre richiede da suo figlio o che l’amato si aspetta dalla sua amata. L’obbedienza imposta è pura conformità a criteri esteriori. Dio non vuole ciò e su questo non si può fondare una relazione genuina.

Dio non desidera neanche un amore obbligato, un amore necessario, un amore che deve esserci per forza perché non si sono alternative. L’unico amore che Dio richiede è quello che donato gratuitamente. La libertà di cui Dio ci fa partecipi è la stessa libertà che si addice a Lui. Come ho affermato prima, Dio si relaziona con noi proprio come vuole che noi ci relazioniamo con Lui.

Se Dio manifestasse la sua potenza, noi ne saremmo travolti. Noi non lo comprenderemmo. Saremmo proprio come i figli di Israele, che ha tremato davanti ai piedi del monte Sinai mentre la stessa montagna era scossa, ma prima che fossero passati quaranta giorni, avevano già cominciato ad adorare un vitello d’oro. Noi avremmo timore della potenza, non della Persona. Noi tremeremmo davanti alla manifestazione, ma siamo incapaci di comprendere la Persona dietro alla sua epifania.

Dio ci visita con umiltà. Egli viene a noi come una voce silenziosa e sussurrata (cf. 1Re 19,12). Dio viene come un bimbo nella mangiatoia. Dio umilia se stesso e prende le sembianze di un essere un umano e per questo noi possiamo sapere chi egli sia, la sua personalità, com’è fatto Dio. L’archimandrita Basilios lo dice in questi termini: “Io – Colui che è al di là dell’essere – discendo, svuoto me stesso, mi relaziono con te, divento uno con te  di modo che tu diventi mio; così che possa insegnarti cose impensabili. Rivelandomi attraverso le mie vie, ti insegno che ciò che in me è grandioso, inaccessibile e terribile non è la potenza, l’inconcepibile magnificenza, ma l’amore indicibile, la delicatezza della bellezza e la condiscendenza dell’umiltà che si manifesta nel mio modo di agire.

La modalità attraverso cui mi manifesto è modello kenotico di amare e di sacrificarmi. Quindi, non avere timore della mia potenza. Dovresti piuttosto avere timore della mia inesprimibile bontà e umiltà. Dovresti avere timore non perché ti minaccio, ma perché ti rispetto molto più di quanto tu ne sia degno o capisca” (Basilios di Iviron, The thunderbolt of ever-living fire, Sebastian Press Publishing House, p. 50)

Dio ci educa riguardo se stesso attraverso le sue azioni, nel modo in cui si comporta. Dio ci rispetta. Dio ci dona la libertà degna degli dei. Ed è proprio questo, e non la sua potenza che dovremmo temere. Dio mi lascia avere ciò che voglio.

Tu potresti obiettare: “ No, non lo fa! Io raramente riesco a ottenere ciò che voglio”.

Questo perché tu vuoi ciò che non è possibile. Tu vuoi il grano senza averlo piantato. Tu vuoi i fiori senza prenderti cura delle piante. Tu vuoi l’amore senza il sacrificio e l’autodisciplina. Tu vuoi seminare follia ma raccogliere saggezza. Tu vuoi che la realtà sia diversa da come essa è.

No, questo non è possibile, non per le creature. Dio ci dona la libertà, e noi costruiamo le case su un terreno allagato. Dio ci dona la libertà e noi costruiamo le case senza fondamenta in un paese dove ci sono tornadi. Dio ci dona la libertà e noi diamo le armi ai ragazzi e riempiamo la loro mente con l’odio. Dio ci dona la libertà e poi chiamiamo le conseguenze della nostre azioni “ira di Dio”.

Ma anche questa sofferenza, questa esperienza della cosiddetta “ira di Dio”, anche questo, e probabilmente soprattutto questo, ci rivela Dio, il Dio che è diventato uomo e ha sofferto, Nella nostra sofferenza possiamo, se vogliamo, giungere a conoscere il Dio che soffre, il Dio che ha patito tutte le conseguenze del peccato, tutto quello che noi chiamiamo l’ “ira di Dio”. Dio ha sofferto come un essere umano, nella speranza di mostrarci la via, di mostrarci il modo di amare, la strada della libertà, la via verso la resurrezione che passa dalla morte. E indicandoci la via, Dio stesso si è rivelato a noi.

Com’è fatto Dio? Dio è come Gesù. E quando Dio discende, Egli non squarcia i cieli, bensì permette che Lui stesso sia umiliato. Dio discende e le montagne non tremano, ma le porte e le sbarre della morte e degli inferi sono distrutte. Dio discende e gli angeli del cielo intonano canti, ma solo qualche pastore li sente. Dio discende e solo pochi uomini saggi proveniente da lontano notano la stella. Dio discende ed entra nel Tempio del suo popolo e solo un anziano una profetessa lo riconoscono. Dio discende con così tanta umiltà e mitezza che solo chi lo stava cercando lo riconosce. E venendo in questo modo, Dio ha stravolto i falsi cieli e scosso le false montagne che ci hanno raccontato che Dio è orgoglioso, terribile e pieno di vendetta nei nostri confronti. Ma in verità, ad essere squarciata e distrutta, è solo questa falsa concezione di Dio.

padre Micheal Gillis
presbitero della parrocchia ortodossa della Santa Natività (Patriarcato di Antiochia)
Langley, British Columbia, Canada
trad. dall’inglese di fr. Silvano Faletti

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Rivestiti di umiltà! (Isacco il Siro)

Sat, 22/07/2017 - 12:16

Una lampada in pieno sole à il giusto che non è sapiente.
Un seme su una pietra è la preghiera di colui che ha rancore.
Un albero senza frutti è l’asceta che non è compassionevole.
Una freccia velenosa è la correzione [che viene] dall’invidia.
Una trappola nascosta à il complimento [che viene] dal bugiardo.
Un consigliere stolto à l’osservatore cieco.
Una ferita al cuore à il sedere con gli stolti.
Una fonte amabile à l’intrattenersi con i sapienti.
Un consigliere sapiente à un baluardo affidabile.
Un amico stolto à un tesoro dannoso.
È meglio assistere a un lutto, che vedere un sapiente che segue uno stolto.
È meglio abitare con le fiere, che abitare con gli invidiosi.
È bene abitare in un sepolcro, piuttosto che abitare con coloro che hanno comportamenti perversi.
Siedi con gli avvoltoi, ma non con i vogliosi.
Abbi per compagno un assassino, ma non un litigioso.
Intrattieniti con un maiale, ma non con un chiacchierone.
È meglio il cucciolo di un maiale, della bocca di un chiacchierone.
Siedi in mezzo ai leoni, ma non in mezzo agli alteri.
Sii un perseguitato, ma non uno che perseguita.
Sii un crocifisso, ma non uno che crocifigge.
Sii un oltraggiato, ma non uno che oltraggia.
Sii un calunniato, ma non uno che calunnia.
Sii pacifico e non zelante. Persegui la bontà e non la giustizia. La giustizia non [appartiene] alla condotta del cristianesimo: non se ne trova menzione nell’insegnamento di Cristo!
Rallegrati con chi si rallegra e piangi con chi piange (cf. Rm 12,15): questo è il segno della limpidezza!
Con i malati, fatti malato; con i peccatori, affliggiti; e con coloro che si convertono, gioisci!
Sii amico di ogni uomo, ma solitario nel tuo pensiero.
Unisciti alla sofferenza di ogni cosa, ma con il tuo corpo tieniti lontano da ogni cosa.
Non rimproverare nessuno e non correggere nessuno, neppure coloro le cui condotte sono molto cattive. Stendi il tuo mantello sul peccatore e coprilo. Se tu non puoi prendere sulla tua anima le sue mancanze e riceverne il castigo al suo posto, almeno sopporta di essere svergognato
per non svergognare lui.
Non litigare per [ciò che riguarda] il ventre; non odiare per [ciò che riguarda] l’onore; e non amare il posto del giudice.
Devi sapere, fratello mio, che noi non stiamo dentro [una cella] per conoscere le opere malvagie degli uomini! Infatti, è quando noi vedremo tutti gli uomini come buoni, che avremo conseguito la purezza della nostra intelligenza. Se infatti anche noi siamo biasimatori, castigatori, giudici, inquisitori, spioni e censori, in cos’à che l’abitare nelle città è riprovevole rispetto all’abitare nel deserto?
Se non sei quieto nel tuo cuore, vi sia [almeno] quiete nella tua lingua.
Se non sei capace di mettere ordine nei tuoi pensieri, metti ordine [almeno] nei tuoi sensi.
Se non sei solitario nella tua intelligenza, sii solitario [almeno] nel tuo corpo.
Se non puoi affaticarti con il tuo corpo, [almeno] soffri con il tuo pensiero.
Se non sei capace di vigilare sui tuoi passi, [almeno] vigila sul tuo giaciglio.
Se non sei in grado [di digiunare] durante le veglie notturne, digiuna almeno la sera; e se non sei in grado [di osservare] il digiuno della sera, guardati almeno dalla sazietà.
Non sei santo nel tuo cuore? [Almeno] sii santo nel tuo corpo!
Se non sei un piangente nel tuo cuore, almeno ricopri di pianto il tuo viso.
Non sei capace di diventare giusto? [Almeno] parla come un peccatore!
Non sei un servo della pace (cf. Mt 5,9)? Almeno non essere un agitatore!
Non puoi essere diligente? [Almeno] sii modesto nella tua intelligenza!
Non sei un vittorioso? [Almeno] non infiammarti contro coloro che sono vinti [dal peccato]!
Non sei in grado di arrestare la bocca di colui che parla contro il suo prossimo? Almeno guardati dall’essere suo compagno.
Sappi che se da te uscirà un fuoco che brucerà gli altri, alle tue mani sarà chiesto conto delle anime di tutti coloro che quel fuoco avrà toccato. E se [anche] non sei tu a soffiare quel fuoco, ma sei d’accordo con colui che lo soffia e ti compiaci della sua azione, sarai suo compagno nel giudizio.
Se ami la tranquillità, sta’ nella quiete; e se sei stato reso degno della quiete, rallegrati in ogni tempo.
Domanda il discernimento e non l’oro!
Rivestiti di umiltà e non di bisso!
Acquisisci la quiete e non un regno!
Non c’à nessuno capace di discernimento che non sia anche umile: colui che non à umile, non ha neppure discernimento.
Non c’à umile che non sia anche pacifico: colui che non è pacifico, non à neppure umile.
Non c’à nessuno pacifico che non sia anche gioioso.
In tutte le strade che gli uomini percorrono in questo mondo, non trovano pace finchß non si accostano alla speranza in Dio. Il cuore non trova pace dalle ansietà e dalle offese, finché non si avvicina a questo luogo, e questa speranza non dà loro pace e non infonde gioia nel loro cuore. Questo à quanto ha detto quella bocca adorabile piena di santità: Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò riposo (cf. Mt 11,28). Dice: «Avvicinatevi alla speranza in me e allontanatevi dalle molte strade, e voi troverete riposo dalle fatiche e dal timore». La speranza in Dio innalza il cuore, mentre la paura della geenna lo spezza […]».

Isacco di Ninive
I,50
tratto da: Isacco di Ninive, Annuncia la bontà di Dio, Qiqajon, pp. 20-23

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Cristo, capitano della nostra nave (Macario)

Tue, 18/07/2017 - 16:43

Come nel mondo visibile nessuno può percorrere e attraversare il mare da se stesso, se non ha una barca di legno agile e leggera che sola è in grado di muoversi sulle acque, perché se uno cammina sul mare affonda e muore, così è impossibile che un’ anima da se stessa percorra, oltrepassi e attraversi l’amaro oceano del peccato e il pericoloso abisso delle potenze malvagie, delle passioni tenebrose, se non ha ricevuto lo Spirito del Cristo che è leggero, celeste e alato, e che cammina e passa sopra ogni malizia; grazie a lui potrà raggiungere direttamente e senza deviazioni il porto celeste del riposo, la città del re. Come quanti viaggiano in nave non attingono dal mare per bere, né da esso si procurano vestito e cibo, ma tutto questo lo portano nella barca da fuori, così le anime dei cristiani ricevono cibo celeste e vesti spirituali non da questo mondo, ma dall’ alto, dal cielo, e vivendo di ciò che viene dall’ alto, imbarcate sulla nave dello Spirito buono e datore di vita, passano oltre le potenze avverse e malvagie dei principati e delle potestà (cf. Ef 6,12). E come tutte le navi sono fabbricate con uno stesso tipo di legno e con esse gli uomini possono attraversare il mare amaro, così tutte le anime cristiane fortificate dall’ unica luce divina e celeste dei differenti doni
dell’ unico Spirito (cf. 1Cor 12,4) superano ogni malizia.

Per una buona traversata la nave necessita di un pilota e di un vento moderato e lieve. Il Signore stesso è tutto questo; egli viene nell’ anima che ha fede e le fa attraversare le terribili tempeste, i selvaggi flutti del male e le burrasche provocate dai venti impetuosi del peccato calmando la tempesta con forza, perizia e destrezza, come lui sa. Senza il pilota30 celeste, il Cristo, è impossibile infatti che uno attraversi il mare malvagio delle potenze di tenebra e le burrasche delle amare tentazioni. È detto infatti: salgono fino ai cieli e discendono fino agli abissi (cf. Sal 106,26). Ma colui che avanza sulle onde selvagge (cf. Mc 4,35-40) è esperto nell’ arte del pilota e in fatto di guerre e di tentazioni. È detto infatti: Essendo stato messo alla prova egli stesso può venire in aiuto a quelli che subiscono la prova (Eb 2,18).

Macario l’Egiziano
in Pseudo-Macario, Spirito e fuoco, Qiqajon. pp. 381-382

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Un cristiano può praticare lo yoga? Una prospettiva ortodossa

Fri, 07/07/2017 - 11:37

Esiste un modo in cui un cristiano può separare lo yoga dal suo ethos induistico, usare le sue tecniche, e continuare a rimanere un cristiano impegnato? Alcuni cristiani credono che ciò sia possibile. Affermano che lo yoga può fare molto per noi. Non solo può migliorare il nostro benessere fisico, ma può anche aiutarci a essere cristiani migliori, a patto che lo pratichiamo in una cornice di preghiera cristiana. Un esempio notevole è il monaco Benedettino Déchanet il cui libro, “Yoga cristiano”, accetta la sfida di cristianizzare lo yoga. Egli lo fa con una profonda consapevolezza dell’ethos anticristiano dello yoga tradizionale. Egli afferma con forza come i due ethos siano diversi: “Il cristiano parte dalla fede, fa una certa esperienza, nell’amore divino, del Dio della Rivelazione, fa esperienza di  ‘Emmanuele’, Dio con noi, Dio con me. L’induista ha soltanto qualche dato empirico a guidarlo e alla fine della sua strada scopre un sublime ma alquanto selvaggio isolamento”[1]. Déchanet dà indicazioni precise su come praticare lo yoga per essere un cristiano migliore: in preghiera, in adorazione, nell’amore di Dio e per il prossimo. Egli presenta una serie di esercizi di yoga e consigli sulla respirazione come modalità di presentarsi a Dio in maniera e sincerità: “Il nostro scopo è di portare calma e pace al nostro essere; fare un buon e fedele servizio al corpo; liberare l’anima dalle ansie e dai problemi che sono fin troppo comuni; e infine risvegliare lo spirito”[2].

Devo confessare di essere stato un po’ turbata da quest’ultima frase “risvegliare lo spirito”. Questo è il linguaggio di uno yogi indù che crede nel “risveglio” di poteri dormienti mediante un magistrale sforzo personale. Per questo non è adatta a descrivere l’esperienza cristiana dello Spirito. La preghiera ortodossa allo Spirito Santo “Re sovra celeste, Paraclito, Spirito di verità…” esplicita chiaramente che noi, in quanto creature decadute, abbiamo bisogno urgentissimo dell’infusione di una nuova vita. Ecco perché chiediamo di essere puliti e purificati da colui che “presente in ogni luogo e tutto ricolma”. Questa preghiera ci mette chiaramente nella posizione di supplicanti che cercano la presenza duratura dello Spirito in noi.

Quando ho iniziato a pensare all’argomento dello yoga cristiano, ho deciso di mettere alla prova le raccomandazioni di Déchanet. Ho praticato alcune posture basiche di yoga durante le mie preghiere del mattino e mi sono reso conta che, con quale sforzo conscio e con un po ‘ di concentrazione, era possibile sincronizzare le mie suppliche, la mia lode e il mio rendimento di grazie con le posture. Ciò ha certamente frenato il mio livello di ansietà e mi dicevo che ero in grado di “osservare i gigli del campo”, come nostro Signore ci ha comandato di fare, un po’ meglio del solito. Gli esercizi di respiro mi hanno dato un senso di benessere e hanno aumentato la mia abilità a relazionarmi con i disordini emotivi durante il corso del giorno. Tuttavia, nel combinare yoga e preghiera c’era una cosa che mi turbava abbastanza. Mi sono ritrovata molto più conscia di me stessa in preghiera. C’era un grado di autocoscienza con cui non mi sentivo a mio agio: avrei preferito piuttosto dimenticarmi di me stessa mentre pronunciavo le parole della preghiera o mentre entravo nel silenzio. Al contrario, mi sembrava che mi osservassi mentre pregavo.

Ho deciso che il senso di benessere di cui avevo fatto esperienza era abbastanza genuino ma come risultato degli esercizi, che erano chiaramente benefici. Ho deciso allora di ritornare alla mia vecchia abitudine di tenere gli esercizi separati dalle preghiere.

Avvertimenti e consigli

In conclusione:

  1. I cristiani che iniziano a praticare lo yoga dovrebbero essere coscienti pienamente che il suo ethos spirituale indu-buddista è incompatibile con la fede cristiana. I tentativi di cristianizzare lo yoga sono lodevoli ma possono distrarre.
  2. Lo yoga come pratica ginnica è perfettamente praticabile per regolare il corpo e tenerlo in forma per la preghiera cristiana. Dovremmo essere grati che i maestri moderni di yoga lo hanno ridotto a una forma leggera di esercizio fisico. Tuttavia, mi sento di mettere in guardia da un fatto. È importante essere sicuri di avere una salute normale prima di praticare certe posture di yoga. Un check-up medico è una buona idea. Per esempio, se avete problemi di pressione certe posture andrebbero evitate. Alcune posture stimolano la tiroide, e se avete problemi relativi a questa ghiandola, di nuovo, siate cauti. Alcune posture difficili, come quella verticale sulla testa, dovrebbero essere praticate solo per brevi periodo. Un guru indiano, che rifiuta lo yoga, si prende gioco del fatto che porti all’illuminazione. Dice che troppe shirshasana – posture sulle testa – danneggiano i finissimi vasi sanguigni del cervello – o perfino causano danni celebrali parziali – e il senso di torpore che ne consegue è salutato da alcuni indù come uno stato di illuminazione.

Ancor più attenzione è necessaria con ciò che viene insegnato sotto il nome di “meditazione”. Alcune forme avanzate di meditazione cambiano il ritmo celebrale e portano a un senso di euforia che può causare dipendenza. Come per altre dipendenza, quando l’effetto va via, si rischia di cadere in depressione. Le tecniche di respiro mirate a risvegliare quella che è chiamata kundalini, l’energia sessuale dormiente che è poi sublimata in energia spirituale, sono particolarmente pericolose perché ci espongono a forze psichiche al di là del nostro controllo. Qui è bene ricordare la parabola di Gesù sullo spirito immondo: “Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo, ma non ne trova. 44Allora dice: «Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito». E, venuto, la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, prende con sé altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora; e l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima” (Mt 12,43-45).

Avendo dato questi avvertimenti, credo ancora che un leggero regime di yoga ci può aiutare a migliore l’elasticità fisica e mentale, a restare vigili spiritualmente. Infine, ci può aiutare a vivere una vita cristiana con maggior gusto e gioia. Gli antichi Padri della Chiesa, che hanno studiato in scuole pagane di retorica e di logica, dopo aver filtrato l’ethos pagano, hanno impiegato le loro tecniche didattiche con effetti strabilianti nella loro teologia spirituale cristiana. Possiamo dunque avere a che fare con lo yoga ma senza essere sommersi o portati fuori strada dal suo ethos a noi alieno, a patto che ci affidiamo totalmente a Cristo, nostro Signore e nostro Dio.

Christina Mangala Frost
tratto da: An Orthodox posture on Yoga, Ancient Faith Publishing, 2012, pp. 10-15

[1] Déchanet, Christian Yoga, London, Burns & Oates, 1956, 1964, p. 121

[2] Ibid., p. 85.

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Sii servo e libero (Giovanni Nano)

Wed, 28/06/2017 - 11:28
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Un metodo per pregare la preghiera di Gesù insieme ai salmi

Mon, 19/06/2017 - 11:22

Una monaca ortodossa copta.

I Padri del deserto egiziano usavano pregare frequentemente durante il giorno per ottemperare al comando del Signore “Pregate senza stancarvi mai” (Lc 18,1), “Vegliate e pregate in ogni momento” (Lc 21,36) e quello dell’Apostolo “Pregate incessantemente” (1Ts 5,17). Lo facevano utilizzando invocazioni brevi, che sant’Agostino definirà “scoccate” (da cui il termine ‘giaculatoria’ da ‘iaculum’ che significa freccia in latino).  Solitamente, durante la giornata, ripetevano uno o più versetti dei salmi, o in generale della Scrittura. Oppure utilizzavano preghiere spontanee nelle quali appariva il santo nome di Gesù. È a partire da questa antica pratica monastica egiziana che si svilupperà la tradizione bizantina della preghiera di Gesù con la sua formula ben presto divenuta fissa: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me (peccatore)”. Più raro è trovare nelle fonti la preghiera di Gesù abbinata ai salmi.

Ancora oggi i monaci e le monache egiziane praticano la preghiera “scoccata”. Quello che segue è un metodo, sviluppato da un monastero di monache egiziane, il Monastero di Mar Girgis di Zuwayla, che unisce la preghiera di Gesù ai salmi. Consiste in due parti: la prima parte recita “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio”; la seconda, invece, contiene un brevissimo frammento salmico, spesso anche soltanto un verbo. Ad esempio: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, aiutami” (cf. Sal 109,26). In totale queste preghiere fonologiche  sono 303 e vanno recitate da seduti con in mano una croce.

Una delle monache, che preferisce restare anonima, spiega la genesi di questa preghiera:

Sin da quando ero novizia i salmi sono stati un grande scoglio per me. Recitarli era per me come scalare una montagna. Li trovavo ripetitivi, quando non addirittura incomprensibili. Ho sempre avuto molta difficoltà a pregarli e li pregavo per pura obbedienza. Ricordo la grande fatica di prendere in mano il salterio in cella. Spesso trovavo una scusa, recitavo preghiere più semplici. Ero una grande appassionata della preghiera di Gesù! Ricordo che mi colpì un detto di San Macario il Grande che trovai nel Giardino dei monaci, la collezione dei Detti dei padri del deserto che usiamo in Egitto. San Macario raccontava che da piccolo notava che le donne tenevano una specie di gomma da masticare in bocca per mandare via l’alito cattivo. Proprio come i nostri chewingum di oggi! Diceva Macario che se un chewingum è capace di togliere l’alito cattivo e di rinfrescare le viscere, quanto più il nome di Gesù è capace di mandare via l’alito cattivo dei peccati e quanto più questo va “masticato” continuamente per espellere ogni schifezza che abbiamo dentro. Il nome di Gesù ha un potere enorme perché è legato strettamente al Figlio di Dio. Il libro del Pellegrino russo, poi, mi ha fatto definitivamente innamorare di questa preghiera meravigliosa! Però ogni volta la mia madre spirituale mi spingeva a pregare anche i salmi che, diceva, erano la colonna vertebrale della preghiera del cristiano. Tutte le altre preghiere vanno abbinate ad esse. Per incoraggiarmi mi diceva sempre: “Anche Gesù pregava i salmi”!

Un giorno entrai in cella per pregare. Presi il salterio. Non ce la facevo. A una monaca copta è richiesto di recitare almeno un centinaio di salmi al giorno! Ho chiesto al Signore di aiutarmi. Dopo qualche giorno, riprendendo di nuovo il salterio, notavo che a ogni richiesta di azione da parte dell’uomo nei confronti di Dio, aggiungevo spontaneamente il nome di Gesù. “Conducimi a pascoli erbosi, Signore Gesù”, “Piega il tuo orecchio, Signore Gesù Cristo” ecc. E notavo, con mio grande gioia, che i salmi mi sembravano molto più leggeri. Non sapevo che, di fatti, applicavo nella vita di preghiera quello che i Padri hanno spesso detto e cioè che i salmi vanno pregati in chiave cristologica! Mi sentii rinata.

Giorno dopo giorno, iniziai allora a scrivere delle piccole preghiere che combinavano la preghiera di Gesù e dei versetti presi dai salmi. In fondo, anche la preghiera di Gesù “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi compassione di me” combina il santo Nome e la preghiera del pubblicano (cf. Lc 18,13). È così che ho iniziato ad amare i salmi. Giorno dopo giorno ho aggiunto sempre nuove preghiere e credo a oggi di aver inserito tutti i salmi. Oggi prego la preghiera di Gesù con i salmi o una volta al giorno oppure suddivido le 303 invocazioni in tre momenti diversi della giornata. Mi metto seduta con in una mano il mano il libretto che ho creato con le 303 preghiere, e in un’altra una corda di preghiera o una croce. Bisogna recitare queste invocazioni molto lentamente, gustando ogni singola parola. Il nome di Gesù è buono al palato spirituale, come dicono le Lodi mattutine copte. Il nome di Gesù è come miele per il nostro spirito, è dolcissimo per il nostro cuore. I versi del salmi sono parte della Scrittura e perciò nutrono la nostra anima e il nostro spirito. Bisogna diventare buongustai della preghiera, bisogna dare tempo, sentire il nome di Gesù nella bocca, come diceva san Macario.

Un altro metodo che uso spesso e che altre mie sorelle hanno adottato è quello di recitare, durante l’arco della giornata, una delle 303 preghiere mentre si lavora, si cammina, si fanno i servizi comunitari. Di solito io seguo l’ordine: il primo giorno la prima della lista, il secondo la seconda ecc. Ma ci sono alcune monache che conosco che invece scorrono ogni giorno la lista per cercare la preghiera che è maggiormente in sintonia con i sentimenti di quella giornata. C’è chi preferisce, nel giorno dell’angoscia, recitare versetti che invocano aiuto nell’angoscia. Ma c’è anche chi, nei giorni difficili, preferisce usare versetti che esprimono gioia e riconoscenza a Dio con una specie di metodo antirretico, come lo ha descritto Evagrio.

Anche questo metodo è molto utile ed è simile a quello con cui si può recitare anche la preghiera di Gesù.  Una modalità non esclude l’altra ma anzi l’una completa l’altra. Bisogna pregare sempre, non importa come! Certo, soprattutto tra i laici, c’è chi non riesce a stare seduto in camera per più di mezzora di fila. Non è solo una questione di mancanza di tempo. Chi non è abituato a un simile modo di pregare perde molto facilmente l’attenzione, si alza, accende la tv, si ricorda di stendere i panni, pensa a quell’episodio fastidioso successo al mattino, progetta cose per l’indomani… In una parola: è distratto! Tanto più che i Padri ci dicono chiaramente che nel momento della preghiera si ammassano su di noi tutte le distrazioni possibili e immaginabili! Per questo prima di pregare sarebbe bene sgomberare la mente dai pensieri e “chiudere la porta” (cf. Mt 6,6). Chiudere la porta non è soltanto chiudere fisicamente la porta della propria camera, ma spiritualmente chiudere quella della propria mente. Come diceva un padre del deserto: “Se l’uomo in dice in cuor suo: ‘Io solo e Dio siamo in questo mondo’ non avrà pace” (abba Alonio, Alf. 1).

Qui di seguito offriamo le 303 invocazioni al Nome santo di Gesù, segnalando il salmo da cui è tratta la seconda parte. Si suggerisce di stamparle e usarle per la propria preghiera personale:

  1. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rendimi come albero piantato lungo corsi di acque (cf. Sal 1,3)
  2. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, veglia sulla mia via (cf. Sal 1,6)
  3. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rispondimi dal monte del tuo Santo (cf. Sal 3,5)
  4. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mi sveglio perché mi sostieni (cf. Sal 3,6)
  5. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi, salvami (cf. Sal 3,8)
  6. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quando ti invoco rispondimi (cf. Sal 4,2)
  7. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rendi saldo il mio cuore (cf. Sal 57,8)
  8. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, porgi l’orecchio (cf. Sal 5,2)
  9. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra (cf. Sal 8,2)
  10. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi alza la tua mano, non dimenticare i miseri (cf. Sal 9,33)
  11. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, accogli il desiderio dei miseri, rafforza i loro cuori, porgi l’orecchio (cf. Sal 9,38)
  12. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fa’ giustizia all’orfano e all’oppresso (cf. Sal 9,39)
  13. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non incuta più terrore l’uomo fatto di terra (cf. Sal 9,39)
  14. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non dimenticare il povero (cf. Sal 10,19)
  15. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non deludere la speranza degli afflitti (cf. Sal 10,19)
  16. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guarda l’affanno e il dolore e prendili nella tua mano (cf. Sal 10,35)
  17. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non stare lontano, non ti nascondere nel tempo dell’angoscia (cf. Sal 10,22)
  18. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi abitare nella tua tenda (cf. Sal 15,1)
  19. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi dimorare nel monte del tuo Santo (cf. Sal 15,1).
  20. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, donami di contemplare il tuo volto (cf. Sal 17,15)
  21. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio Signore, il mio bene, senza di te non ho alcun bene (cf. Sal 16,2)
  22. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, scruta il mio cuore (cf. Sal 17,3)
  23. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, custodiscimi come la pupilla dell’occhio (cf. Sal 17,8)
  24. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, al risveglio saziami della tua presenza (cf. Sal 17,15)
  25. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sostienimi (cf. Sal 51,14)
  26. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio pastore, non manco di nulla (cf. Sal 23,1)
  27. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi riposare su pascoli erbosi (cf. Sal 23,2)
  28. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, conducimi ad acque quiete (cf. Sal 23,2)
  29. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, riscattami e abbi misericordia (cf. Sal 26,11)
  30. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la mia anima ti attende (cf. Sal 33,20)
  31. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mio aiuto e mio scudo sei tu (cf. Sal 33,20)
  32. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te gioisce il mio cuore (cf. Sal 33,21)
  33. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, confido nel tuo santo Nome (cf. Sal 33,21)
  34. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la tua misericordia sia su di me (cf. Sal 33,22)
  35. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei uno rifugio per me (cf. Sal 32,7)
  36. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei la mia gloria e sollevi il mio capo (cf. Sal 3,4)
  37. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te io grido (cf. Sal 30,3)
  38. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi Signore, salvami mio Dio (cf. Sal 3,8)
  39. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rispondimi, Dio, mia giustizia (cf. Sal 4,1)
  40. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, pietà di me (cf. Sal 4,2)
  41. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ascolta la mia preghiera (cf. Sal 4,2)
  42. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, risplenda su di me la luce del tuo volto (cf. Sal 4,7)
  43. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ascolta le mie parole (cf. Sal 5,2)
  44. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, intendi il mio lamento (cf. Sal 5,2)
  45. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, te io prego (cf. Sal 5,3)
  46. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guidami alla tua giustiza (cf. Sal 5,9)
  47. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, spianami davanti il tuo cammino (cf. Sal 5,9)
  48. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non punirmi nella tua ira (cf. Sal 6,2)
  49. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non castigarmi nel tuo sdegno (cf. Sal 6,2)
  50. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, pietà di me perché sono debole (cf. Sal 6,3)
  51. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guariscimi (cf. Sal 6,3)
  52. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, volgiti a liberarmi (cf. Sal 6,5)
  53. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami per la tua misericordia (cf. Sal 6,5)
  54. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vedi la mia miseria, opera dei miei nemici (cf. Sal 9,14)
  55. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, gioisco in te ed esulto (cf. Sal 10,3)
  56. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esulto per la tua salvezza (cf. Sal 9,15)
  57. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, accogli la causa del giusto (cf. Sal 17,1)
  58. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, saggia il mio cuore, scrutalo di notte, provami al fuoco (cf. Sal 17,3)
  59. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sulle tue vie tieni saldi i miei passi e i miei piedi non vacilleranno (cf. Sal 17,5)
  60. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mostrami i prodigi del tuo amore (cf. Sal 17,6)
  61. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salva dai nemici chi si affida alla tua destra (cf. Sal 17,7)
  62. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, custodiscimi come pupilla del tuo occhio (cf. Sal 17,8)
  63. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi all’ombra delle tue ali (cf. Sal 17,8)
  64. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi, affronta, abbatti il malvagio (cf. Sal 17,13)
  65. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, al risveglio saziami della tua presenza (cf. Sal 17,15)
  66. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te elevo l’anima mia (cf. Sal 25,1)
  67. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non sia confuso (cf. Sal 25,2)
  68. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non trionfino su di me i miei nemici (cf. Sal 25,2)
  69. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi conoscere le tue vie (cf. Sal 25,4)
  70. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, insegnami i tuoi sentieri (cf. Sal 25,4)
  71. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guidami nella tua verità e istruiscimi (cf. Sal 25,5)
  72. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ricordati delle tue misericordie e della tua fedeltà (cf. Sal 25,6)
  73. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non ricordare i peccati e le rivolte della mia giovinezza (cf. Sal 25,7)
  74. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà (cf. Sal 25,7)
  75. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per il tuo nome, Signore, perdona il mio peccato (cf. Sal 25,11)
  76. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, volgiti a me e abbi misericordia (cf. Sal 25,16)
  77. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, allevia le angosce del mio cuore (cf. Sal 25,17)
  78. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami dagli affanni (cf. Sal 25,17)
  79. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vedi la mia miseria e la mia pena (cf. Sal 25,18)
  80. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, perdona tutti i miei peccati (cf. Sal 25,18)
  81. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi, dammi salvezza (cf. Sal 25,20)
  82. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, al tuo riparo io non sia deluso (cf. Sal 25,20)
  83. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, libera Israele da tutte le sue angosce (cf. Sal 25,22)
  84. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mia forza e mio scudo (cf. Sal 28,7)
  85. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami dalla morte (cf. Sal 56,14)
  86. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo (cf. Sal 31,17)
  87. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti benedico in ogni momento (cf. Sal 34,2)
  88. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi in mio aiuto (cf. Sal 35,2)
  89. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vibra la lancia e la scure contro chi mi insegue (cf. Sal 35,3)
  90. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, di’ alla mia anima: ‘Sono io la tua salvezza’ (cf. Sal 35,3)
  91. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, da me non stare lontano (cf. Sal 35,22)
  92. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, saziami dell’abbondanza della tua casa (cf. Sal 36,9)
  93. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonarmi (cf. Sal 27,9)
  94. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te la mia speranza (cf. Sal 39,8)
  95. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami da tutte le mie colpe (cf. Sal 39,9)
  96. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non rendermi scherno dello stolto (cf. Sal 39,9)
  97. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non essere sordo alle mie lacrime (cf. Sal 39,13)
  98. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, chinati su di me (cf. Sal 40,2)
  99. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi uscire dalla fossa della morte (cf. Sal 40,3)
  100. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, stabilisci sulla roccia i miei piedi (cf. Sal 40,4)
  101. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rendi sicuri i miei passi (cf. Sal 40,4)
  102. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, metti sulla mia bocca un canto nuovo (cf. Sal 40,5)
  103. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non rifiutarmi la tua misericordia (cf. Sal 40,12)
  104. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, degnati di liberarmi (cf. Sal 40,14)
  105. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esultino e gioiscano in te quelli che ti cercano (cf. Sal 40,17)
  106. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi cura di me perché sono povero e infelice (cf. Sal 40,18)
  107. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei mio aiuto e mia liberazione (cf. Sal 40,18)
  108. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non tardare (cf. Sal 40,18)
  109. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la mia anima anela a te (cf. Sal 42,2)
  110. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quando verrò e vedrò il tuo volto? (cf. Sal 42,3)
  111. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, l’anima mia ha sete di te (cf. Sal 42,3)
  112. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, perché mi hai dimenticato? (cf. Sal 42,10)
  113. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, perché triste me ne vado, oppresso dal nemico? (cf. Sal 42,10)
  114. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi giustizia (cf. Sal 43,1)
  115. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami dall’uomo iniquo e fallace (cf. Sal 43,1)
  116. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, manda la tua luce e la tua verità (cf. Sal 43,3)
  117. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, siano la tua luce e la tua verità a guidarmi (cf. Sal 43,3)
  118. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sei tu il mio re (cf. Sal 44,5)
  119. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorgi, vieni in mio aiuto (cf. Sal 44,26)
  120. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami per la tua misericordia (cf. Sal 44,27)
  121. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il più bello dei figli dell’uomo (cf. Sal 45,3)
  122. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei per me rifugio e forza (cf. Sal 46,1)
  123. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei aiuto sempre vicino nelle angosce (cf. Sal 46,2)
  124. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, pietà di me secondo la tua misericordia (cf. Sal 51,3)
  125. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, lavami a fondo dalla mia colpa (cf. Sal 51,4)
  126. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, purificami dal mio peccato (cf. Sal 51,4)
  127. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, riconosco la mia colpa (cf. Sal 51,5)
  128. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, contro di te, contro te solo ho peccato (cf. Sal 51,6)
  129. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nell’intimo insegnami la sapienza (cf. Sal 51,8)
  130. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, lavami e sarò più bianco della neve (cf. Sal 51,9)
  131. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi sentire gioia e letizia (cf. Sal 51,10)
  132. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, distogli lo sguardo dal mio peccato (cf. Sal 51,11)
  133. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, cancella tutte le mie colpe (cf. Sal 51,11)
  134. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, crea in me un cuore puro (cf. Sal 51,12)
  135. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non privarmi del tuo Spirito santo (cf. Sal 51,12)
  136. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rinnova in me uno spirito regale (cf. Sal 51,12)
  137. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la mia bocca proclami la tua lode (cf. Sal 51,17)
  138. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fa’ grazia a Sion (cf. Sal 51,20)
  139. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, roccia della mia forza (cf. Sal 89,27)
  140. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio Dio (cf. Sal 63,2)
  141. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, all’aurora ti cerco (cf. Sal 63,2)
  142. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, di te ha sete l’anima mia (cf. Sal 63,2)
  143. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te anela la mia carne come terra deserta (cf. Sal 63,2)
  144. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, donami di contemplare la tua potenza e la tua gloria (cf. Sal 63,3)
  145. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la tua grazia vale più della vita (cf. Sal 63,4)
  146. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nel tuo nome alzo le mie mani (cf. Sal 63,5)
  147. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esulto di gioia all’ombra delle tue ali (cf. Sal 63,8)
  148. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te si stringe l’anima mia (cf. Sal 63,9)
  149. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la forza della tua destra mi sostiene (cf. Sal 63,9)
  150. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi dalla congiura degli empi (cf. Sal 64,3)
  151. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, innalzo a te la mia preghiera (cf. Sal 69,14)
  152. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vòlgiti a me nella tua grande tenerezza (cf. Sal 69,17)
  153. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non nascondere il tuo volto al tuo servo (cf. Sal 69,18)
  154. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vieni a salvarmi (cf. Sal 70,2)
  155. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vieni presto in mio aiuto (cf. Sal 70,2)
  156. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, siano confusi e arrossiscano quanti attentano alla mia vita (cf. Sal 70,3)
  157. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, retrocedano e siano svergognati quanti cercano la mia rovina (cf. Sal 70,3)
  158. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nella tua giustizia liberami e difendimi (cf. Sal 71,2)
  159. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, porgimi ascolto e salvami (cf. Sal 71,2)
  160. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii per me rupe di difesa (cf. Sal 71,3)
  161. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii per me baluardo inaccessibile (cf. Sal 71,3)
  162. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei mio rifugio e mia fortezza (cf. Sal 71,3)
  163. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dalle mani dell’empio (cf. Sal 71,4)
  164. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sei tu la mia speranza (cf. Sal 71,5)
  165. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te la mia lode senza fine (cf. Sal 71,6)
  166. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, prendimi per la mano destra (cf. Sal 73,23)
  167. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guidami con il tuo consiglio (cf. Sal 73,24)
  168. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, accoglimi nella tua gloria (cf. Sal 73,24)
  169. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonare alle fiere l’anima di chi ti loda (cf. Sal 74,19)
  170. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, presto ci venga in contro la tua misericordia (cf. Sal 79,8)
  171. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi rivivere e invocherò il tuo nome (cf. Sal 80,19)
  172. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, custodiscimi (cf. Sal 86,2)
  173. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rallegra l’anima del tuo servo (cf. Sal 86,4)
  174. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, donami un cuore semplice che tema il tuo nome (cf. Sal 86,11)
  175. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, dona forza al tuo servo (cf. Sal 86,16)
  176. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salva il figlio della tua ancella (cf. Sal 86,16)
  177. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, saziami della tua misericordia (cf. Sal 90,14)
  178. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sia su di me la tua grazia (cf. Sal 33,22)
  179. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonare l’opera delle tue mani (cf. Sal 138,8)
  180. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mostraci la tua salvezza (cf. Sal 85,8)
  181. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esulto per le opere delle tue mani (cf. Sal 92,5)
  182. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, come sono grandi le tue opere (cf. Sal 92,6)
  183. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ridonami la gioia di essere salvato (cf. Sal 51,14)
  184. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, apri le mie labbra e la mia bocca canterà la tua lode (cf. Sal 51,17)
  185. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, lodo il tuo nome perché è buono (cf. Sal 54,8)
  186. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, il tuo nome è per sempre (cf. Sal 135,13)
  187. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, annuncerò il tuo nome ai miei fratelli (cf. Sal 22,23)
  188. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per il tuo nome perdona il mio peccato anche se è grande (cf. Sal 25,11)
  189. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per il tuo nome salvami (cf. Sal 54,3)
  190. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per la tua potenza rendimi giustizia (cf. Sal 54,3)
  191. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ascolta la mia preghiera (cf. Sal 54,3)
  192. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, porgi l’orecchio alle parole della mia bocca (cf. Sal 54,3)
  193. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non respingere la mia supplica (cf. Sal 55,2)
  194. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, dammi ascolto e rispondimi (cf. Sal 55,3)
  195. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te mi rifugio (cf. Sal 57,2)
  196. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mi rifugio all’ombra delle tue ali (cf. Sal 57,2)
  197. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dai miei nemici (cf. Sal 69,19)
  198. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi dagli aggressori (cf. Sal 59,2)
  199. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, liberami da chi fa il male (cf. Sal 59,3)
  200. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, svegliati e vienimi incontro (cf. Sal 59,5)
  201. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, canto la tua potenza (cf. Sal 59,17)
  202. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, esalto la tua misericordia (cf. Sal 59,17)
  203. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mia forza, a te voglio cantare, (cf. Sal 59,18)
  204. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami con la tua destra (cf. Sal 138,7)
  205. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rispondimi presto (cf. Sal 143,7)
  206. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, vieni in mio soccorso (cf. Sal 80,3)
  207. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non respingere il tuo popolo (cf. Sal 94,14)
  208. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonare la tua eredità (cf. Sal 94,14)
  209. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, la tua misericordia mi sostiene (cf. Sal 94,18)
  210. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, il tuo conforto mi ha consolato (cf. Sal 94,19)
  211. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, strappami dalla mano della morte (cf. Sal 49,16)
  212. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore (cf. Sal 71,4)
  213. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quando verrai a me? (cf. Sal 101,2)
  214. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te giunga il mio grido (cf. Sal 102,2)
  215. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nel giorno dell’angoscia non nascondermi il tuo volto (cf. Sal 102,3)
  216. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non rapirmi a metà dei miei giorni (cf. Sal 102,25)
  217. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rivelami la mia fine, la misura dei miei giorni (cf. Sal 39,5)
  218. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, benedico il tuo nome santo (cf. Sal 106,47)
  219. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, perdona tutte le mie colpe (cf. Sal 103,3)
  220. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, guarisci tutte le mie malattie (cf. Sal 103,3)
  221. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fa’ cadere i miei persecutori nella fossa che mi hanno scavato (cf. Sal 57,7)
  222. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salva dalla fossa la mia vita (cf. Sal 103,4)
  223. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, coronami di compassione e di misericordia (cf. Sal 103,4)
  224. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sazia di bene i miei giorni (cf. Sal 103,5)
  225. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rinnova come aquila la mia giovinezza (cf. Sal 103,5)
  226. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non trattarmi secondo i miei peccati (cf. Sal 105,10)
  227. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non ripagarmi secondo le mie colpe (cf. Sal 105,10)
  228. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, venga su di me la tua misericordia e avrò vita (cf. Sal 119,77)
  229. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, stendi dall’alto la tua mano (cf. Sal 144,7)
  230. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dalle grandi acque (cf. Sal 144,7)
  231. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, conducimi su una via retta (cf. Sal 107,7)
  232. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sazia il desiderio della mia anima assetata (cf. Sal 107,9)
  233. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ricolma di beni la mia anima affamata (cf. Sal 107,9)
  234. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi uscire dalle tenebre e dall’ombra di morte (cf. Sal 107,14)
  235. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, spezza le mie catene (cf. Sal 107,14)
  236. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, infrangi le porte di bronzo e spezza le barre di ferro (cf. Sal 107,16)
  237. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, manda la tua parola a guarirmi (cf. Sal 107,20)
  238. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, innalzati sopra i cieli, su tutta la terra la tua gloria (cf. Sal 108,6)
  239. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, libera il tuo amico (cf. Sal 108,7)
  240. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, nell’angoscia portami soccorso (cf. Sal 108,13)
  241. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, annienta chi mi opprime (cf. Sal 108,14)
  242. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, io sono tuo salvami (cf. Sal 119,94)
  243. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non abbandonarmi mai (cf. Sal 119,8)
  244. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti cerco con tutto il cuore (cf. Sal 119,10)
  245. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non farmi deviare dai tuoi precetti (cf. Sal 119,10)
  246. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, insegnami i tuoi decreti (cf. Sal 119,68)
  247. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi meditare i tuoi comandamenti (cf. Sal 119,15)
  248. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi gioire nella tua volontà (cf. Sal 119,16)
  249. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non farmi dimenticare mai la tua parola (cf. Sal 119,16)
  250. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii buono con il tuo servo e avrò vita (cf. Sal 119,17)
  251. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per la tua giustizia rispondimi (cf. Sal 143,2)
  252. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non entrare in giudizio con il tuo servo (cf. Sal 143,2)
  253. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ripenso a tutte le tue opere (cf. Sal 143,5)
  254. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, medito sui tuoi prodigi (cf. Sal 143,5)
  255. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te protendo le mie mani (cf. Sal 143,6)
  256. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sono davanti a te come terra riarsa (cf. Sal 143,6)
  257. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, rispondimi presto (cf. Sal 143,7)
  258. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non nascondermi il tuo volto (cf. Sal 143,7)
  259. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, al mattino fammi sentire la tua misericordia (cf. Sal 143,8)
  260. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi conoscere la via da percorrere (cf. Sal 143,8)
  261. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, insegnami a compiere il tuo volere (cf. Sal 143,10)
  262. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, il tuo Spirito buono mi guidi in terra piana (cf. Sal 143,10)
  263. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per il tuo nome fammi vivere (cf. Sal 143,11)
  264. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per la tua giustizia liberami dall’angoscia (cf. Sal 143,11)
  265. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, per la tua fedeltà disperdi i miei nemici (cf. Sal 143,11)
  266. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, con la mia voce a te grido aiuto (cf. Sal 142,2)
  267. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, con la mia voce ti supplico (cf. Sal 142,2)
  268. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, davanti a te effondo il mio lamento (cf. Sal 142,3)
  269. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, come incenso salga a te la mia preghiera (cf. Sal 141,2)
  270. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, le mie mani verso di te come sacrificio della sera (cf. Sal 141,2)
  271. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, poni una custodia alla mia bocca (cf. Sal 141,3)
  272. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sorveglia la porta delle mie labbra (cf. Sal 141,3)
  273. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, non lasciare che il mio cuore si pieghi al male (cf. Sal
  274. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, scioglimi dal laccio che mi hanno teso (cf. Sal 31,5)
  275. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvami dal malvagio (cf. Sal 140,2)
  276. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi dall’uomo violento (cf. Sal 140,2)
  277. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, proteggimi dalle mani degli empi (cf. Sal 140,4)
  278. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, fammi vedere nella tua luce la luce (cf. Sal 36,10)
  279. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, conserva la luce ai miei occhi (cf. Sal 13,4)
  280. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te mi rifugio (cf. Sal 16,1)
  281. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, a te levo i miei occhi (cf. Sal 123,1)
  282. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii alla mia destra, non vacillerò (cf. Sal 16,8)
  283. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio Dio e ti ringrazio (cf. Sal 118,28)
  284. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, tu sei il mio Dio e ti esalto (cf. Sal 118,28)
  285. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii la mia sorte nella terra dei viventi (cf. Sal 142,6)
  286. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, sii per me la rupe che mi accoglie (cf. Sal 31,3)
  287. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, in te gioisca il mio cuore (cf. Sal 33,21)
  288. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, conta i miei passi della mia vita errante (cf. Sal 56,8)
  289. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, raccogli le mie lacrime nel tuo otre (cf. Sal 56,8)
  290. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, saziaci al mattino della tua misericordia (cf. Sal 90,14)
  291. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, quando mi corico fammi riposare al sicuro (cf. Sal 4,9)
  292. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mia rupe in cui trovo riparo (cf. Sal 18,3)
  293. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti invio, salvami dai miei nemici (cf. Sal 18,4)
  294. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti siano gradite le parole della mia bocca (cf. Sal 19,15)
  295. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, concedimi secondo il mio cuore, fa’ riuscire ogni mio progetto (cf. Sal 20,5)
  296. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti canto un canto nuovo (cf. Sal 149,1)
  297. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, lodo il tuo nome con danze (cf. Sal 149,3)
  298. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti lodo i tutti i tuoi santi (cf. Sal 150,1)
  299. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti lodo nel firmamento della tua potenza (cf. Sal 150,1)
  300. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti lodo per i tuoi prodigi (cf. Sal 150,1)
  301. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti lodo per la tua immensa grandezza (cf. Sal 150,2)
  302. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ti amo mia forza (cf. Sal 18,1)
  303. Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, ogni vivente ti dia lode (cf. Sal 150,5).

tratto da Ubrushiatuna al-yawm, n. 3/1992, pp. 6-10

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Pentecoste, una nuova umanità (Matta el Meskin)

Mon, 05/06/2017 - 19:53

Foto rara di padre Matta el Meskin.

In occasione dell’11° anniversario della nascita al Cielo di padre Matta el Meskin (8/6/2006-8/6/2017), Natidallospirito.com offre ai lettori un brano inedito sulla Pentecoste e sulla nuova creazione tratto da uno dei libri più belli di Matta el Meskin.

Segnaliamo anche che per quest’anniversario è uscito dalle edizioni Qiqajon un volume intitolato “Matta el Meskin: un padre del deserto contemporaneo” dedicato interamente alla figura e alla spiritualità di padre Matta el Meskin, padre del deserto dei nostri giorni, che consigliamo a tutti i lettori che hanno tratto beneficio dagli scritti di questo monaco e che vogliano approfondire la sua storia.

Al volume, unica monografia finora dedicata al santo egiziano, hanno partecipato teologi, storici e monaci di tanti paesi e di tante chiese.

Quando è morto Cristo ha abrogato la sentenza di morte che pendeva su di noi: “Per quanto riguarda la morte, egli morì al peccato” (Rm 6,10). Così la nostra natura umana è ritornata a essere libera ma aveva bisogno di una nuova potenza in grado di custodirla, di una nuova azione divina capace di innalzarla al piano della santità che si addice alla vita di comunione con Dio: “[Affinché l’uomo non servisse] più alle passioni umane ma alla volontà di Dio, nel tempo che gli rimane in questa vita mortale” (1Pt 4,2).

Nel cinquantesimo giorno dalla morte e resurrezione del Signore la natura umana ha ricevuto questa nuova potenza spirituale, l’ha ricevuta in modo visibile quando lo Spirito santo è disceso pubblicamente sui discepoli, in modo udibile e ben visibile. Egli è entrato e ha ricolmato la natura umana rinnovando la sua creazione, rafforzandola ed elevandone il livello spirituale in modo tanto reale da essere così miracolosamente straordinario che coloro che assistettero agli eventi di quel grande ed eterno giorno ne restarono stupefatti.

Il giorno di Pentecoste, nella natura umana si è realizzato un atto creazionale nuovo i cui effetti si sono visti nei discepoli, nelle loro nuove potenzialità, nelle loro lingue, nel loro modo di pensare, nella loro nuova conoscenza. Fu così palese che i sommi sacerdoti e i capi restarono perplessi. Eppure tale trasformazione radicale ed improvvisa non si limitò ai discepoli ma, ciò che è davvero meraviglioso, è che essa è passata a tutti coloro che hanno creduto, si sono battezzati e hanno ricevuto l’imposizione delle mani. Si capì in quel contesto che la discesa della Spirito santo sui discepoli fu un atto complementare all’opera della prima creazione. Perciò, la Pentecoste è intimamente connessa al sesto giorno della Genesi, dal momento che riguarda la creazione dell’uomo.

Pentecoste, da questo punto di vista, è la nuova nascita dei discepoli in una nuova natura creata da Cristo a partire dal suo corpo mediante la sua morte e la sua risurrezione e mediante l’azione dello Spirito santo. Meditando sulla modalità con la quale questa nuova opera creatrice è avvenuta restiamo stupiti dal fatto che non si è realizzata in maniera individuale come nella prima creazione di Adamo. I discepoli, infatti, erano riuniti “con le donne e Maria, la madre di Gesù” (At 1,14) in un clima di compunzione e di preghiera. La natura umana, dunque, ha accolto la sua nuova creazione spirituale come Chiesa. Ciò significa che la nuova nascita dell’uomo dipende strettamente dalla nascita della Chiesa e che la nuova natura dell’uomo non può non comprendere, nel profondo della sua essenza, un legame vivo e stretto con la Chiesa. Nella nuova creazione non c’è individualismo! Noi traiamo la natura dell’uomo nuovo dalla Chiesa e nessuno, al di fuori della Chiesa, può nascere dall’acqua e dallo Spirito e diventare una nuova creatura in Cristo Gesù.

Pentecoste, dunque, è la festa della Chiesa, la memoria della sua nascita.
La nascita della Chiesa non è un racconto ma è vita unita alla natura stessa dello Spirito santo.
Noi viviamo della nascita della nostra Chiesa, viviamo della sua nuova natura unita a Cristo e allo Spirito.
Pentecoste è la festa della vita nello Spirito per coloro che vivono veramente in Cristo […] A Pentecoste la natura umana della Chiesa si è unita alla natura ignea di Dio. Da questa unione è nato l’uomo nuovo […]

La Chiesa è una madre spirituale che Cristo ha creato e ha mostrato al mondo negli ultimi tempi mediante la sua incarnazione e, a Pentecoste, l’ha resa fertile mediante lo Spirito santo. Ora essa partorisce dei figli santi, della sua stessa natura santa e fertile, con il fuoco di Dio: “La sua potenza divina ci ha fatto dono di ogni bene per quanto riguarda la vita e la pietà […] perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina” (2Pt 1,3-4). Il fuoco di Pentecoste è potenza divina, è potenza straordinaria che è venuta da Dio a santificare gli uomini.

La santificazione consiste nel partecipare della natura di Dio, “partecipi della natura divina” (2Pt 1,4), “siate santi perché io sono santo” (1Pt 1,16). La santificazione da parte di Dio è per noi azione ignea ed, per quanto riguarda le ipostasi divine, compete allo Spirito santo.

Lo Spirito santo santifica.
Lo Spirito santo santificò il seno della Vergine affinché in esso vi fosse formato Cristo e da esso nascesse.
A Pentecoste lo Spirito ha santificato la natura umana come Chiesa affinché in essa fosse formato il nostro uomo nuovo secondo Gesù Cristo e da essa nascesse.
Noi nasciamo dal seno di una Chiesa che è stata santificata dal fuoco di Dio mediante lo Spirito santo.

Non era questo ciò che Giovanni Battista ci aveva promesso? “Egli [Cristo] vi battezzerà in Spirito santo e fuoco” (Mt 3,11).

Matta el Meskin
tratto da Matta el Meskin, al-‘Ansara, 1960, pp. 6-8,12-13
tradotto dall’originale arabo a cura di Natidallospirito.com

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La Chiesa copta ortodossa stabilisce il 15 febbraio “festa dei neo-martiri”

Sun, 04/06/2017 - 18:57

Icona dei 21 martiri di Sirte scritta da George Makary.

Nella sua seduta plenaria del 2 giugno 2017, il Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa ha istituito una nuova festa dei martiri. Il 15 febbraio/8 amshir (secondo il calendario copto, detto “dei martiri”) sarà il giorno della festa dei neo-martiri, vale a dire dei martiri copti a partire dagli anni Novanta dello scorso secolo che segnarono una storica recrudescenza delle violenze ai danni dei cristiani egiziani.

In particolare verranno ricordati i martiri degli ultimissimi anni uccisi dalla mano del terrorismo islamico. Il 15 febbraio 2015, infatti, è il giorno in cui sono stati uccisi in Libia 21 giovani copti che fino alla fine hanno confessato il nome di Gesù. Già pochi giorni dopo il barbario omicidio, il Santo Sinodo della Chiesa copta, con una decisione storica, ha inserito immeditamente i nomi dei giovani martiri nel Sinassario della Chiesa riconoscendo la loro santità e il coraggio della loro testimonianza cristiana.

Questa nuova festa dei neo-martiri va ad aggiungersi alla data che storicamente è stata dedicata dalla Chiesa egiziana alla memoria dei martiri della Chiesa – 11 settembre/1 tut – che rappresenta anche il primo giorno del calendario copto.

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Per conoscere a fondo la spiritualità di Matta el Meskin

Fri, 19/05/2017 - 09:15

È appena uscito dalle edizioni Qiqajon un volume dedicato interamente alla figura e alla spiritualità di padre Matta el Meskin, padre del deserto dei nostri giorni, che consigliamo a tutti i lettori che hanno tratto beneficio dagli scritti di questo monaco e che vogliano approfondire la sua storia.

Al volume, unica monografia finora dedicata al santo egiziano, hanno partecipato teologi, storici e monaci di tanti paesi e di tante chiese.

Matta el Meskin (1919-2016) è stato padre spirituale del Monastero di San Macario per circa quarant’anni.

Ecco l’indice del volume:

MATTA EL MESKIN: UN PADRE DEL DESERTO CONTEMPORANEO

PREFAZIONE
Enzo Bianchi

 

 

parte prima
VITA E SPIRITUALITÀ

L’EREDITÀ UMANA E SPIRITUALE DI PADRE MATTA EL MESKIN
NEL DECIMO ANNIVERSARIO DEL SUO PASSAGGIO IN CIELO
Epiphanius di San Macario

UNA VITA DI KENOSI
Anthony O’Mahony

LA LIBERTÀ IN DIO SECONDO MATTA EL MESKIN
Fouad Naguib

UNA VITA INSIEME AL MIO PADRE SPIRITUALE
Yuhanna el Makari

MATTA EL MESKIN E LA CHIESA COPTA ORTODOSSA
Alberto Elli

ABUNA MATTA EL MESKIN: UN MISTICO DEL DESERTO CONTEMPORANEO
John Watson

LA TEOLOGIA DELLE SCRITTURE DI MATTA EL MESKIN
Hani Hanna

MATTA EL MESKIN E LA VITA MONASTICA
Wadid el Makari

MATTA EL MESKIN E LA RISCOPERTA DEI PADRI NELLA CHIESA COPTA
Samuel Rubenson

LA FEDE EPIFANICA SECONDO MATTA EL MESKIN
Basilios el Makari

“IO, PREGHIERA” (Sal 109,4): MATTA EL MESKIN E LA PREGHIERA
Markos el Makari

 

parte seconda
SOCIETÀ E AMBIENTE

POTERE RELIGIOSO E POTERE POLITICO SECONDO MATTA EL MESKIN
Ayda Nassif

DA ABŪ MAQĀR A MATTA EL MESKIN: LUNGA DURATA E RIFONDAZIONE DI UN LUOGO DEL MONACHESIMO COPTO
Domenico Luciani

SUL SENSO FIGURATO SPIRITUALE: IN DIALOGO CON MATTA EL MESKIN
Nasr Hamid Abu Zayd, Gabir ‘Asfur, Huda Wasfi

MEMORIE DI UNA VISITA A SAN MACARIO (1977)
William Congdon

 

parte terza
MATTA EL MESKIN LETTO DALLE CHIESE CRISTIANE

ABUNA MATTA EL MESKIN NELLA VITA DI UN MONACO D’OCCIDENTE
Guido Dotti

L’ECUMENISMO DI MATTA EL MESKIN
Peter Halldorf

MONACO ASCETA ED ESPERTO TEOLOGO
Mario Abou Daher

L’INSEGNAMENTO DI MATTA EL MESKIN ALLA LUCE DELLA SPIRITUALITÀ ORTODOSSA GRECA
Nikolaos Kouremenos

RINNOVAMENTO MONASTICO E RICENTRAMENTO ANTROPOLOGICO PRESSO I COPTI D’EGITTO: L’ESEMPIO LUMINOSO DI ABUNA MATTA EL MESKIN
Adel Yussef Sidarus

RICORDI DI UN SOGGIORNO A SAN MACARIO (1980-1982)
Ugo Zanetti

ABBREVIAZIONI E SIGLE

BIBLIOGRAFIA

 

INDICE DEI NOMI

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Un consiglio di un monaco del deserto su come pregare continuamente (Cassiano)

Tue, 16/05/2017 - 19:40

[I fanciulli] non possono apprendere in altro modo la prima cognizione degli elementi relativi alla lettura, e neppure a ripeterne, scrivendo, i lineamenti, come pure a riscriverne i caratteri con mano sicura, se prima non si abituano a osservare con considerazione continuata e quotidiana imitazione la loro figura nei prototipi e nei segni già impressi diligentemente della cera; al modo stesso è necessario comunicare a voi il modulo della dottrina spirituale, al quale, dirigendo in continuità e assai tenacemente il vostro sguardo, impariate a coltivarla salutarmente con ininterrotta prosecuzione, e così possiate, con quel ricorso e con la sua meditazione, risalire a visioni ancora più elevate. Per voi dunque sarà proposta come formula di questa disciplina e di questa preghiera, da voi richiesta, quella che ogni monaco, allo scopo di tendere al continuo ricordo di Dio, deve abituarsi a coltivare con una continua ripresa da parte del cuore e dopo avere espulsa la varietà di tutti gli altri pensieri, poiché egli non potrà applicarvisi in altro modo, se prima non si sarà liberato da tutte le preoccupazioni e sollecitudini corporali.

Tale esperienza, come a noi è stata trasmessa da quei pochi che, tra gli antichissimi padri sono sopravvissuti, così pure da noi essa non viene proposta, se non a pochissimi, realmente sitibondi di accoglierla. 

Pertanto sarà da noi suggerita a voi, conseguentemente, questa formula di vera pietà, allo scopo di raggiungere un continuo ricordo di Dio:

“O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”  

Di fatto, questo breve versetto, non senza motivo, è stato particolarmente ripreso da tutto il complesso della Scrittura. Essa riflette tutti i sentimenti, di cui può essere capace la natura umana, e si adatta con sufficiente proprietà e convenienza ad ogni stato e a tutte le tentazioni. E in realtà questo versetto contiene l’invocazione a Dio di fronte a tutte le difficoltà, contiene l’umiltà d’una pia confessione, contiene la vigilanza in vista d’ogni sollecitudine e timore, la fiducia d’essere esauditi, la confidenza d’un aiuto sempre presente e disponibile. E di fatto, chi sempre invoca il proprio protettore, è sicuro che quello è sempre presente. Questo versetto contiene l’ardore dell’amore e della carità, ha la visione delle insidie e la paura dei nemici, dai quali l’anima, osservando se stessa, ammette giorno e notte di non poter essere liberata senza l’aiuto del proprio protettore. Questo versetto è un muro inespugnabile, una corazza impenetrabile e uno scudo ben sicuro per tutti coloro che sostengono gli attacchi dei demoni. Esso non ammette che disperino dei rimedi per la loro salvezza coloro che vengono a trovarsi in preda all’accidia, all’ansietà dell’animo e alla tristezza, o comunque depressi, poiché dichiara che colui che viene invocato osserva costantemente le nostre lotte e non è lontano da chi lo invoca. Questo versetto ci ammonisce a non doverci insuperbire troppo per i successi del nostro spirito e per la letizia del nostro cuore, e a non gonfiarci nei momenti della prosperità, visto che non è possibile, com’esso attesta, perseverare in quello stato senza la protezione di Dio, dato che esso non è soltanto un’espressione di continua preghiera, ma anche una supplica per essere aiutati al più presto. Questo versetto, ripeto, risulta necessario e utile per chiunque di noi venga a trovarsi in qualsiasi occorrenza. E in realtà chi desidera d’essere aiutato sempre e in ogni caso, dichiara che non solo ha bisogno di un coadiutore nei casi duri e tristi, ma anche, e in ogni modo, in quelli favorevoli e lieti, sicché, come desidera di essere salvato da quelli, così pure brama di perseverare in questi, ben sapendo che in un caso come nell’altro non potrebbe persistere senza l’intervento del suo protettore. Mi sento preso dalla passione della gola al punto di cercare i cibi ignorati nel deserto, e in questa squallida solitudine mi raggiungono i profumi delle mense regali, ed io mi accorgo di venire trascinato dalla loro voglia pur contro la mia volontà risoluta, ebbene, proprio allora occorre che io dica: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Sono indotto ad anticipare l’ora della refezione prescritta, oppure debbo sforzarmi a mantenere la misura della giusta e solita parcità, ebbene, anche allora, io devo esclamare, gemendo: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

La stanchezza dello stomaco, come pure la secchezza costrittiva dell’intestino tenderebbero a distogliermi da digiuni alquanto stretti, pur dovendo io attenermi ad essi, a causa degli assalti della carne; e allora, affinché il buon effetto venga attribuito ai miei desideri ed anche, con certezza, affinché gli ardori della concupiscenza carnale si acquietino senza ricorrere all’intervento di digiuni più rigorosi, io dovrò pregare così: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Apprestandomi alla refezione, allorché s’avvicina l’ora stabilita, sento ripugnanza per il pane e provo disgusto per ogni cibo suggerito dal bisogno della natura; è allora che mi conviene pregare, gemendo: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Anche quando vorrei insistere nella lettura allo scopo di assicurare la stabilità del cuore, ecco subito intervenire a proibirmelo il mal di capo, così come all’ora terza il sonno mi fa piegare la testa sulle sacre pagine, tanto da essere indotto a superare e a prevenire il tempo destinato al riposo, infine l’assalto impietoso del sonno mi costringe a interrompere la funzione canonica fissata per la sinassi e la recita dei salmi, ecco allora il bisogno di pregare così: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Ma può anche accadere che, sparito il sonno dai miei occhi, io veda me stesso, in molte notti, affaticato da diaboliche insonnie, e scorga escluso dalle mie palpebre ogni mistero arrecato dalla quiete notturna; occorre allora pregare, così sospirando: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Nell’età, in cui ancora mi trovo con la lotta sostenuta contro i vizi, ecco d’improvviso assalirmi la pressione della carne, la quale, mentre sono assopito nel sonno, mi spinge al consenso col suo blando compiacimento, e allora, per evitare che quell’ardore intacchi i fiori olezzanti della castità, occorre che io preghi fino a gridare: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Avverto estinti in me gli incentivi della libidine e già soffocato dalle mie membra l’ardore della carne; allora, affinché questa virtù così affiorata, o meglio, affinché la grazia di Dio duri in me a lungo o addirittura perseveri sempre, dovrò pregare intensamente proprio così: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Ed ecco sentirmi sorpreso dagli stimoli dell’ira, dell’avidità, della tristezza, fino ad essere indotto a vincere la mia decisa favorevole discrezione; allora, per non essere condotto fino all’amarezza del fiele dall’incursione dell’eccitazione, dovrò così pregare con alti gemiti: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Ed eccomi assalito dall’introdursi, in me, del disgusto, della vanagloria e dell’orgoglio; il mio animo risulta suggestionato in qualche modo da sottili insinuazioni, dettate dalla negligenza e dal torpore degli altri; allora, affinché in me non prevalga una tale dannosa suggestione provocata dal demonio, dovrò pregare così con tutta la contrizione del cuore: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Una volta represso il tumore della mia superbia, ho ottenuto la grazia dell’umiltà e della semplicità con il soccorso di una continua compunzione dello spirito, ma allora, “affinché di nuovo non mi raggiunga il piede dell’orgoglio e non mi rimuova la mano del peccatore”, e così io non resti nuovamente e più gravemente provocato dalla mia vittoria a causa dell’orgoglio, con tutta la mia forza così pregherò: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Mi sento agitato da strane e innumerevoli divagazioni dell’animo e dall’instabilità del cuore, e nemmeno riesco a dominare la dispersione dei miei pensieri; non ce la faccio a esprimere le mie orazioni senza l’interruzione dovuta all’apparizione di vuote fantasie e senza l’inserirsi del ricordo delle mie parole e delle mie azioni, e così io finisco per sentirmi gravato dall’aridità di una tale sterilità al punto da convincermi di non essere più in grado di produrre qualche effetto sicuro di valore spirituale, allora, per poter meritare di essere liberato da questo squallore del mio animo, visto che non mi sarebbe possibile sollevarmi da tale stato con molti gemiti e sospiri, necessariamente esclamerò: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Mi rendo conto d’essermi assicurata nuovamente la direzione della mia anima, la stabilità dei miei pensieri, la snellezza del mio cuore, unitamente a una gioia ineffabile e al trasporto del mio spirito, e tutto questo come frutto della visita dello Spirito Santo; in più, dall’esuberanza dei pensieri spirituali e per una illuminazione pressoché repentina del Signore, ho avvertito in me la sovrabbondanza della rivelazione di concezioni, in precedenza per me del tutto occulte, allora, affinché io meriti di perseverare a lungo in questo stato, sento il dovere di esclamare sollecitamente e frequentemente: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Mi sento agitato di notte, perché sono assediato dal terrore proveniente dai demoni, e mi trovo nell’inquietudine per l’apparizione di fantasmi ad opera degli spiriti immondi; mi vedo sottratta la speranza stessa della mia salvezza e della mia vita per l’orrore prodotto in me dalla trepidazione, allora mi rifugio nel porto salutare di quel versetto ed esclamo con tutta la mia forza: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Ed ecco di nuovo, allorché mi sento come rianimato dalla consolazione del Signore, e come ravvivato per la sua venuta, mi pare di ritrovarmi come circondato da migliaia di angeli senza numero; avviene allora che di quegli spiriti maligni, dei quali in precedenza io temevo la presenza più gravemente della morte stessa, e il cui contatto, anzi, la sola vicinanza mi riempiva d’orrore l’anima e il corpo, improvvisamente oso adesso richiamarli e provocarli perché mi assalgano, ma perché perseveri a lungo in me il vigore di una tale costanza per la grazia del Signore, mi è doveroso esclamare con tutte le forze: “O Dio, vieni in mio aiuto; Signore, vieni presto ad aiutarmi”.

Ne segue quindi che noi dobbiamo continuamente elevare la preghiera di questo versetto nelle circostanze avverse per esserne liberati, e nelle circostanze propizie per essere conservati e per non inorgoglirci. Lo ripeto, la meditazione di questo versetto si svolga senza tregua nella tua anima. Non desistere mai di richiamarla in qualunque momento della tua attività, nell’operare come nel camminare. Procura di meditarla quando dormi, quando riposi, e perfino quando ti occupi per attendere alle più importanti necessità della vita. Questa riflessione del cuore, divenuta per te un procedimento salutare, ti conserverà illeso non soltanto da ogni incursione diabolica, ma, in più, purificandoti da tutti i vizi propri del contagio terreno, ti condurrà alle visioni invisibili e celesti, e ti promuoverà a un ardore di orazione ineffabile e riservata a pochi. Per chi medita questo versetto, irrompe il sonno, ma, una volta ammaestrato da un tale incessante esercizio, egli si abituerà a ripeterselo anche durante il sonno. E quando poi tu ti alzi, esso ti si presenterà per primo; esso, quando tu ricominci la tua giornata, precederà tutti i tuoi pensieri; esso, nell’alzarti dal letto, ti indurrà a inginocchiarti, e così ti disporrà a riprendere tutte le tue occupazioni; esso ti accompagnerà in ogni momento. Voi dunque mediterete quelle parole, conformandovi al precetto del legislatore (Mosè): “Quando stai seduto in casa tua e quando camminerai per via”, come pure quando dormirai e quando ti alzerai. Tu lo scriverai sul limite e sulle pareti della tua bocca, e le inciderai sulle pareti di casa tua e nei penetrali del tuo cuore, in modo che, disponendoti alla preghiera, esse ti siano come un tema ricorrente, e, alla fine della tua orazione, nell’accingerti a tutte le necessarie attività della vita, una sicura e continua preghiera.

Giovanni Cassiano
Conferenza X, cap. X
(ed. Paoline, 1965)

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