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>> spiritualità cristiana ortodossa.
Updated: 2 hours 5 min ago

Come una madre che ripulisce il suo bambino con amore (Macario il Grande)

Tue, 24/03/2020 - 20:54

Un fratello interrogò abba Macario dicendogli: “Padre mio, ho commesso una colpa”. Abba Macario gli disse: “Figlio mio, sta scritto: ‘Non desidero la morte del peccatore, ma la sua conversione e la sua vita’ (Ez 33,11). Convertiti, dunque, figlio mio, e vedrai l’uomo colmo di dolcezza, nostro Signore Gesù Cristo; che si volge a te con un volto pieno di gioia come una madre che guarda suo figlio con un volto pieno di gioia quando egli leva verso di lei le sue mani e il suo sguardo. Benché sia colmo di ogni immondezza, non si sgomenta dell’odore e degli escrementi, ma ha pietà di lui, lo stringe al petto con un volto pieno di gioia e qualunque cosa venga da lui le è dolce. Se questa creatura, dunque, è piena di misericordia per il proprio figlio, quanto più lo sarà per noi l’amore del Creatore, del nostro Signore Gesù Cristo”.

Macario il Grande
Virtù, 24
In Umiltà e misericordia, a cura di Lisa Cremaschi, Qiqajon, Magnano 1996, pp. 49-50.

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Cura e sana o medico vero delle nostre anime e dei nostri corpi (dalla preghiera per gli ammalati secondo il rito copto)

Thu, 19/03/2020 - 13:22

Preghiera per gli ammalati

Durante la preghiera dell’incenso del mattino, dopo la lode dei santi il sacerdote recita la preghiera per gli ammalati.

IL SACERDOTE:
Ancora preghiamo Dio onnipotente, Padre del nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo. Invochiamo e imploriamo la tua benevolenza, o Amante degli uomini. Ricordati, o Signore, dei malati del tuo popolo.

IL DIACONO:
Pregate per i nostri padri e fratelli afflitti da qualsivoglia infermità, in questo od in un altro luogo: che Cristo nostro Dio accordi a noi, assieme a loro, la salute e la guarigione, e ci perdoni i nostri peccati.

IL POPOLO:
Kyrie eleison.

IL SACERDOTE:
Tu che li hai visitati in pietà e misericordie, sanali. Allontana da loro e da noi ogni malattia ed ogni malessere. Scaccia via lo spirito del male. Risolleva e consola coloro che da lungo tempo sono tormentati dalle malattie. Libera tutti coloro che sono afflitti dagli spiriti immondi. Quelli che sono in carcere, ai lavori forzati, in esilio, in prigionia e sono costretti in un’amara schiavitù, o Signore, liberali, ed abbi pietà di loro, poiché tu sei colui che scioglie gli incatenati e risolleva i caduti. Tu sei la speranza per coloro che non hanno più speranza, ed il soccorso per coloro che non hanno più soccorso. Tu sei la consolazione per coloro che hanno il cuore oppresso, ed il porto per coloro che sono nella tempesta. A tutte le anime afflitte ed incatenate concedi, o Signore, misericordia; concedi a loro il riposo, il ristoro, la grazia, il soccorso, la salvezza e la remissione dei loro peccati e delle loro iniquità. Quanto a noi, o Signore, cura le malattie delle nostre anime e sana quelle dei nostri corpi; tu che sei medico vero delle nostre anime e dei nostri corpi, custode di ogni carne; visitaci con la tua salvezza.

IL POPOLO:
Kyrie eleison

IL SACERDOTE: (sottovoce)
Per la grazia, le misericordie e l’amore per gli uomini del tuo Figlio unigenito, nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo, colui per il quale ti
spettano gloria, onore, potenza ed adorazione, in unità con lui e con lo Spirito Santo vivificante e consustanziale con te, ora e sempre, e nei secoli
dei secoli. Amen.

tratto dalla Liturgia di San Basilio (trad. dal copto di Andrea Nicolotti)

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Un documentario francese sul Monastero di San Macario (2020)

Wed, 18/03/2020 - 19:41

A questo link https://we.tl/t-g4fSvePH5d è possibile scaricare un documentario in francese sul Monastero di San Macario prodotto e realizzato per la trasmissione “Chrétiens orientaux” e andato in onda domenica scorsa su France2.

Buona visione.

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Quaresima e le cattive abitudini (Matta el Meskin)

Tue, 17/03/2020 - 08:14

La Quaresima è un periodo nel quale appartarsi per incontrare Dio. La Chiesa lo ha stabilito imitando il Signore Gesù il quale, tornato dal Giordano, dopo essere stato battezzato, si inoltrò nel deserto da solo in un isolamento totale dal mondo che durò quaranta giorni. In quei giorni, pregò lottando contro il demonio e non mangiò nulla.

In verità la Chiesa ci offre in questa santa stagione il clima spirituale necessario e adatto mediante le letture, le melodie e le omelie per entrare in questo ritiro interiore e in questo isolamento del cuore rispetto al mondo per incontrare prima con noi stessi e poi Dio. 

Come incontrare noi stessi? È difficile per noi incontrare noi stessi ponendoci nei nostri riguardi in un confronto rivelativo se continuiamo a praticare la nostra vita quotidiana secondo la solita routine mangiando fino a sazietà, senza smettere di chiacchierare, occupandoci di cose secondarie e insignificanti, cercando svaghi, informazione, passeggiate, visite e dormendo. È necessario dunque, durante il digiuno, ridurre ai minimi termini ciò che è futile per poter avere l’occasione di compiere un ritiro interiore.

Ci confronteremo all’inizio con l’inevitabile difficoltà di diminuire il cibo, le parole, le uscite e le ore di sonno. Ma dobbiamo riconoscere fin da subito che questa difficoltà è dovuta a due cause: 1. l’abitudine, e vincerla è facile; 2. il grande desiderio dell’anima di sfuggire questo isolamento per paura di dover affrontare la propria verità peccaminosa, volendo continuare a vivere nella dissolutezza e a godere del peccato. Questo è un aspetto che necessità di grande severità e risolutezza. Bisogna stare bene attenti alle scuse inconsistenti e menzognere che ci diremo in continuazione per sfuggire al ritiro e al digiuno. Se riusciamo a vincere le nostre abitudini e a vivere con severità, risolutezza e attenzione di fronte alle scuse e ai giochetti dell’anima; se riusciamo a trovare occasioni per stare tranquilli, ritirati e in preghiera, riusciremo veramente a ottenere le benedizioni della santa quaresima e a predisporci a raccoglierne i frutti. I frutti del ritirarsi e dell’affrontare l’anima sono numerosi. I due più importanti sono:

  1. Scopriamo la perdita che abbiamo subito a causa della negligenza, della trascuratezza e della pigrizia nella nostra vita spirituale. Questa trascuratezza è il risultato di una mancanza di serietà del nostro modo di intendere la vita e dal nostro rifuggire le occasioni di solitudine e di preghiera.

Scopriremo da soli e senza bisogno di prediche quanto la negligenza, la trascuratezza, la pigrizia e il rifuggire la solitudine abbiano rovinato la nostra vita e ci abbiano fatto perdere molte occasioni di crescita spirituale facendoci anche cadere nella dissolutezza, nel peccato e abbassando la qualità della nostra vita.

Ma la cosa più pericolosa che producono la negligenza e la trascuratezza nella preghiera e la pigrizia spirituale e che colpiscono il cuore e induriscono la mente è l’illusione erronea che va a intaccare il nostro pensiero e la nostra volontà. Iniziamo allora a ritenere di essere incapaci di cambiare noi stessi o che i nostri tentativi sono inutili. La negligenza e pigrizia si infiltrano, vanificandolo, ogni tentativo di cambiamento e di rinnovamento.

Per questo la scoperta all’inizio del ritiro, quando iniziamo a metterci di fronte a noi stessi e a esaminarci, di questo stato di svogliatezza e di pigrizia è una dei risultati più grandi di questa solitudine volontaria e uno dei frutti più desiderati del santo digiuno. È come uno sradicare la radice velenosa che, poco per volta, nutre di negligenza la nostra vita spirituale inducendo in noi una perdita di fiducia in noi stessi e in Dio. È questa radice che, lentamente, paralizza la nostra lotta con il passare del tempo fino a farci giungere alla disperazione. La disperazione a cui ci fa giungere la negligenza e l’indolenza è terreno di satana che si diverte a scorrazzarci in lungo e in largo dissipando ogni nostra speranza, e dunque la nostra salvezza.

  1. Scopriamo l’errore e la deviazione rispetto alla meta spirituale per la quale viviamo. Ogni deviazione nel cammino verso la meta può ostacolarci e gettarci in problemi, in confusione o in illusioni capaci di rendere la nostra via, alla fine, un vicolo cieco malgrado l’apparenza di riuscita con cui ci mostriamo alla gente. Più ci è chiara la meta più ci è facile procedere sulla via. Più siamo fedeli alla nostra meta più è la nostra fiducia e la nostra speranza, il nostro coraggio e la nostra forza.

Noi non abbiamo e non possiamo avere altra meta se non Cristo stesso. Cristo è la nostra meta: per lui viviamo e moriamo, come dice il profeta Isaia: “Al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio. Di notte anela a te l’anima mia, al mattino dentro di me il mio spirito ti cerca” (Is 26,8-9). Se la meta della nostra vita non è Cristo, con massima chiarezza, fedeltà del cuore e della volontà, allora nostra meta diventerà il mondo, l’ego, la sua arroganza, il suo orgoglio, i conti bancari, la lode della gente. È allora che il nostro cammino sarà smascherato e la via si farà tortuosa. Scoprirò che la mia volontà è divenuta più importante per me della volontà di Dio. Il nostro desiderio non si rivolgerà più a Dio ma alla mia dignità, alla mia forza, ai miei soldi. Non troveremo più piacevole sottometterci ai servi di Dio o asservire il nostro ego per la salvezza degli altri. Al contrario, vedrò tutto in funzione di me stesso. È infatti me stesso a essere la mia meta e non più Cristo.

Se dunque riusciamo a scoprire il nostro sbandamento rispetto alla meta della nostra vita, avremo raccolto il secondo frutto della solitudine, frutto dolcissimo e inestimabile perché ci aiuterà a cambiare la vita non importa quanto ci costerà. Anzi, qualora si rendesse necessario, saremo disposti a rigettarla e allontanarla da noi senza essere dispiaciuti della sua riuscita apparente e menzognera. Come fece sant’Isacco, vescovo della grande Ninive, il quale, quando scoprì di aver smarrito la meta, si ritirò nei deserti come anacoreta portando salvezza a se stesso e centinaia di migliaia di persone nel corso dei secoli.

tratto da: Matta el Meskin, Ritrovare la strada, Qiqajon, Magnano 2017, pp. 133-136.

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Grande Canone di Sant’Andrea

Thu, 27/02/2020 - 10:05

Il Grande Canone di Sant’Andrea di Creta (in greco ὁ μέγας Κάνων Ἁγίου Ανδρέου Κρήτης; in slavo Великий Канон святого Aндрея Критского) è un lungo poema quaresimale, un inno al pentimento e alla contrizione di cuore, composto tra VII e VIII secolo dal santo vescovo cretese, ricco di suppliche a Dio affinché abbia misericordia di noi peccatori. Ogni tropario è intercalato dallo stico: Ἐλέησόν με ὁ Θεός, ἐλέησόν με! (slavo: Помилуй мя Боже, помилуй мя), ossia “Abbi misericordia di me, o Dio, abbi misericordia di me”.

Questo canone della tradizione bizantina si canta durante la Grande Quaresima in due momenti: all’inizio, diviso in quattro parti, dal lunedì al giovedì della ‘settimana pura’ (prima settimana di Quaresima); alla fine, il giovedì della quinta settimana, durante la veglia notturna, quando lo si canta integralmente, le cui odi sono arricchite da tropari in memoria di Sant’Andrea di Creta e di Santa Maria Egiziaca, santa asceta egiziana del IV-V secolo, esempio fulgido di pentimento e conversione, cui è dedicata la quinta settimana di Quaresima nella tradizione bizantina. In questo modo, dunque, questo lungo ufficio segna l’inizio e il termine della Quaresima per i cristiani ortodossi di tradizione bizantina.

***

Irmòs
M’ha soccorso il Signore e protetto, m’ha salvato.
Egli è il mio Dio. La sua lode proclamerò.
Dei nostri padri è il Dio, l’esalterò
poiché la sua gloria rende manifesta. (due volte)
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
Tropari
1. Su quale gesto di mia vita
darò inizio al pianto?
Quali note scriverò a preludio
di questo mio lamento?
Nella tua misericordia, o Cristo,
dei miei peccati dammi il perdono.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
2. Anima mia, col tuo corpo vieni
a glorificare il Creatore d’ogni cosa.
La saggezza ritrova
e a Dio presenta
lacrime di pentimento.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
3. I miei progenitori seguii
nella loro rivolta,
e della grazia divina
come Adamo fui spogliato;
il Regno persi e la sua gioia senza fine
a causa del mio peccato.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
4. Infelice e triste anima mia,
perché la prima Eva imitasti?
I tuoi stessi cupidi occhi
infersero su di te ferite.
All’albero tendesti la mano,
mangiasti il frutto e assenzio ne gustasti.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
5. Nel profondo del mio essere
una nuova Eva
ha preso dell’antica il posto,
bramosia che di dolcezza s’ammanta
e senza sosta l’amaro cibo assapora.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
6. Per un solo comando trasgredito
Adamo fu giustamente scacciato
dal Paradiso.
Che sarà di me
che ogni giorno irrido
le tue parole di vita?
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
7. Le orme di Caino ricalco
per libera scelta
e assassino diventai
dell’anima mia,
poiché schiavo di morte vissi
nelle mie azioni perverse.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
8. La giustizia non imitai di Abele
né doni graditi ti offersi, Gesù,
gesti secondo il volere di Dio
e il sacrificio di un’integra vita.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
9. Al Creatore dell’universo
opere corrotte abbiamo offerto
quali nuovi Caini,
o misera anima mia,
un vile sacrificio, una vana vita,
e meritammo giusta condanna.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
10. O mio Creatore, quale vasaio
che docile argilla plasma,
carne e ossa, alito e vita
mi donasti.
Signore che mi creasti,
mio Giudice e mio Salvatore,
a te oggi riconducimi.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
11. Davanti a te le mie colpe grido,
o mio Salvatore.
Ai colpi del nemico ho prestato il fianco.
Le piaghe guarda che i miei pensieri di morte
come briganti su strada deserta
l’anima mia hanno lacerato e il mio corpo.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
12. Peccai, mio Salvatore,
eppure so che l’uomo ami.
Per tenero amore tu ci colpisci
e con ardore di fiamma brucia la tua misericordia.
Le mie lacrime vedi e a me affrettati
come il Padre che tra le braccia
il figlio dissoluto accoglie.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
13. Fin dalla mia giovinezza
i tuoi comandamenti disprezzai,
o mio Salvatore,
e i giorni di mia vita dipanai
tra passioni e dissoluta incoscienza.
A te il mio grido innalzo:
salvami, prima che morte giunga.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
14. Sulla soglia della tua casa giaccio,
o mio Salvatore.
Anche se vento di deserto sono
non gettarmi nell’inferno
al termine dei miei giorni,
ma prima che morte mi ghermisca
i miei peccati perdona,
o amico degli uomini.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
15. Le ricchezze dell’anima mia
nel vuoto senza fondo dissipai.
Frutti di buon volere non posseggo
e la fame mi attorciglia le viscere.
Io grido: Vieni, Padre di tenerezza
e nella tua misericordia abbracciami.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
16. Sono io il misero che i ladri assalirono
e ladri sono i miei pensieri
che mi colpiscono e feriscono.
Ma chinati su di me, Cristo Salvatore,
e guariscimi.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
17. Mi scorse il sacerdote
e da me gli occhi distolse.
nudo e dolorante mi vide il levita
e affrettò oltre il passo.
Ma tu, Gesù, da Maria nato,
accanto a me ti arresti
e il soccorso mi presti.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
18. Agnello di Dio
che del peccato del mondo ti carichi
il greve peso del mio peccato
togli dalle mie spalle
e nel tuo grande amore
avvolgimi nel tuo perdono.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
19. Ai tuoi piedi mi getto, Gesù,
contro il tuo amore ho peccato.
Liberami da questo troppo greve peso
e nella tua misericordia accoglimi.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

20. Contro di me non intentare processi,
non svelare le mie azioni
né moventi soppesa e desideri.
Ma nella tua misericordia, Onnipotente,
gli occhi distogli dai miei peccati
e salvami.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
È tempo di pentimento e a te vengo.
Liberami dal greve peso dei miei peccati e fammi dono,
nel tuo tenero amore, di lacrime di pentimento.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
21. O Maria[1], che in cielo partecipi
della divina tenerezza,
luce di grazia donami
perché alle tenebrose passioni mi sottragga
e possa cantare con cuore gioioso
la tua vita costellata d’opere pure.
Santa di Dio, prega per noi.
 
22. Alle sante leggi di Cristo ti sottomettesti
e rinunciasti per andare a lui
all’ebbrezza delle passioni.
E così praticasti tutte le virtù
che nell’amore s’unificano di Dio.
 
Santo di Dio, prega per noi

Tropario di Sant’Andrea
23. Con le tue preghiere, sant’Andrea,
da noi le passioni allontana.
Rendici degni del Regno di Cristo,
noi che con fede e amore
il tuo divino poema cantiamo.
 
Gloria al Padre, e al Figlio e al Santo Spirito.
 
Doxasticòn
Trinità sovraessenziale, nell’Unità t’adoro,
liberami dal greve peso del mio peccato
e fammi dono, nella tua misericordia,
di lacrime di pentimento.
 
E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
 
Theotokìon
Madre di Dio, speranza e protezione di chi ti celebra,
liberami dal greve peso del mio peccato
e coinvolgimi, Vergine Sovrana.
nella trasformazione del pentimento.


SECONDA ODE
 
Irmòs
Ascolta la mia voce, o cielo, parlerò,
canterò di Cristo
che dalla Vergine prese carne
per venire a noi.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
Tropari
1. Ascolta, cielo, la mia voce.
Ascoltami, o terra;
Dio a sé mi riconduce,
lo voglio celebrare.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
2. Nella tua compassione, Dio mio,
rivolgi a me gli occhi del tuo amore,
ricevi la mia confessione di fuoco.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
3. Più d’ogni altro peccatore
contro te solo peccai, Signore.
E tuttavia nella tua compassione accoglimi,
poiché tua creatura sono,
mio Salvatore.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
4. La bruttura delle passioni
dissimulai sotto l’ardore del piacere,
e la bellezza devastai dell’anima mia.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
5. La tempesta delle passioni m’assale.
Tendimi la mano, Signore,
come un giorno a Pietro sulle onde.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
6. La tunica della mia carne gettai nel fango
e la tua immagine e somiglianza
imbrattai, mio Salvatore.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
7. A brandelli feci la mia tunica di bellezza
dal mio stesso creatore tessuta
e ora nudo mi ritrovo.
Con sfilacciati stracci
la volli sostituire,
opera del serpente seduttore,
e ora di vergogna sono ricoperto.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
8. Pure io le lacrime della prostituta
o Compassionevole ti offro.
Nella tua misericordia perdonami, tu che salvi.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

9. Mi sedusse la bellezza dell’albero,
che la mia mente ottenebrò.
Ora nudo sono e di vergogna ricoperto.
Misericordia dì me, o Dio, misericordia di me.
 
10. Profondi solchi hanno sul mio dorso tracciato le forze del male,
dilaniato coi loro artigli d’iniquità.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
11. M’ha il peccato rivestito
di tuniche di pelle.
Dopo avermi di dosso strappato
la tunica tessuta da Dio.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
12. L’abito della vergogna indosso,
le foglie di fico a segno
d’essermi ridotto schiavo
delle passioni.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
13. La mia vita a idolatriche passioni abbandonata
m’ha rivestito di un mantello insanguinato.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
14. All’assalto di passioni devastanti soccombetti,
ed eccomi nelle mani del nemico.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
15. Una vita avida e cupida preferii alla povertà,
e ora il suo peso mi schiaccia.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
16. L’idolo della mia carne addobbai
d’un manto di ignobili pensieri screziato,
e ora condannato mi ritrovo.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
17. Solo per l’apparente bellezza ebbi occhi,
e il santuario interiore trascurai costruito da Dio.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
18. Le passioni in me travolsero
la bellezza della primitiva immagine.
Ma tu la dramma perduta
cerchi e ritrovi, o mio Salvatore.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
19. Come la prostituta grido a te: ho peccato,
contro te solo ho peccato.
Le mie lacrime accogli, mio Salvatore,
come il profumo accettasti della peccatrice.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

20. “Perdonami” a te grido come il pubblicano.
Perdonami, Salvatore, poiché tra i figli di Adamo
come me nessuno ha peccato.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
21. Sono caduto come David
e di fango mi sono impiastrato.
Ma come lavacro gli furono le sue lacrime
così lavami, o mio Signore.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
22. Lacrime non posseggo,
né pentimento, né spirituale dolcezza.
Ma alla tua creatura fanne grazia,
mio Dio e Salvatore.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
23. Bellezza dell’inizio ho perduto
e nobiltà.
Nudo sono e ricoperto di vergogna.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
24. Non chiudermi la porta, Signore,
al mio pentimento aprila.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
25. Al mio spirito gemente presta ascolto
e al mio cuore che languisce;
accogli le mie lacrime
e salvami, mio Salvatore.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
26. L’uomo ami
e salvezza di tutti tu vuoi.
Nella tua bontà chiamami,
nella tua bontà accoglimi,
delle mie colpe mi pento.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
Gloria al Padre e al Figlio e al Santo Spirito.
 
Doxasticòn
Glorifichiamo insieme al Figlio il Padre,
e lo Spirito Santissimo,
pari a loro in potenza.
 
E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amìn.
 
Theotokìon
Senza macchia, Madre di Dio Vergine,
sola degna di ogni canto,
prega ardentemente per la nostra salvezza.
 
Altro Irmòs
Guardate, guardate che io sono Dio.
In altri tempi nel deserto
con mano forte e braccio spiegato
sul popolo mio sparsi
come pioggia la manna
e per lui dalla roccia
l’acqua feci scaturire.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
Tropari
1. Guardate, guardate che io sono Dio;
ascolta la voce del Signore, anima mia,
esci dalla tua radicata iniquità
e temi il tuo Dio
che è pronto a giudicarti.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
2. A chi somigli, anima smarrita?
Fattezze di Caino,
il primo assassino,
e di Lamech tu porti;
si sfalda il corpo e lo spirito agonizza
nella fornace del peccato.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
3. L’esempio dei giusti di fronte alla legge
ignorasti, anima mia.
Non Set, non Enos, non Enoch
il rapito in cielo, imitasti,
né il santo patriarca Noè.
E come vissero questi giusti tu ignori.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
4. Tu solo il diluvio dell’ira
hai scatenato, anima mia.
La tua carne sommersero le tue opere inique
come sommersa fu un tempo la terra,
E tu esclusa ti ritrovi
dall’arca della salvezza.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
5. Per la mia ferita un uomo ho ucciso
e un giovinetto per le mie piaghe,
confessava Lamech in pianto.
Ma tu non tremi, anima mia,
per avere carne e spirito imbrattato.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
6. Oh, si, l’assassino Lamech imitai,
ciecamente travolto dalle passioni,
e quale un uomo il mio spirito uccisi
e come un giovinetto la mia anima.
Oh, sì, l’assassino Caino imitai
uccidendo con la violenza delle passioni
il mio fratello corpo.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
7. Una torre hai cercato di innalzare e fortificare
con la tua cupidigia, anima mia.
Ma sconvolse il tuo progetto il Creatore
e distrusse la tua costruzione.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
8. Fece piovere un tempo fuoco
su Sodoma il Signore.
E tu, anima mia, riarsa di cupidigia,
da te stessa appicchi il fuoco che ti divorerà.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
9. Tutto ferite e piaghe io sono.
I colpi del nemico anima e corpo hanno trafitto:
ferite e mutilazioni inferte
dalle mie coscienti passioni.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
10. Sappiate e vedete che io sono Dio,
cuori e pensieri scruto,
le opere manifesto quali sono, e brucio i peccati;
all’orfano, al debole e al povero rendo giustizia
Santa di Dio, prega per noi.
 
11. Sommersa dal male, o Maria,
le braccia tendesti al Dio di misericordia.
La mano ti prese come a Pietro
porgendoti una mano forte e tenera,
quale la tende a chi il suo aiuto invoca.
Santa di Dio, prega per noi.
 
12. Andasti a Cristo
Con l’ardore di tutta te stessa e del tuo desiderio.
La battuta via del peccato abbandonasti
e nel silenzio ti rifugiasti nel deserto
dove, purificando il tuo cuore,
i divini comandamenti compisti.

Santo di Dio, prega per noi.

13. Vedi, anima mia, vedi del divino Maestro
l’amore per gli uomini.
Prima che tutto si compia
lacrimando prostriamoci a lui e gridiamo:
Per le preghiere di Sant’Andrea, o Salvatore,
misericordia di noi.
 
Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
 
Doxasticòn
Trinità senza inizio, indivisibile Unità,
nel mio pentimento accoglimi
e salvami dal mio male.
Non respingere la tua creatura, risparmiami,
dalle fiamme liberami del giudizio.
 
E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
 
Theotokìon
Senza macchia, Signora, Genitrice di Dio,
speranza di chi a te viene,
porto di naviganti in tempestoso mare,
su di me con le tue preghiere invoca
il perdono del Compassionevole
Creatore e Figlio Tuo.


TERZA ODE
 
Irmòs
Sulla roccia dei tuoi comandamenti
consolida, o Cristo, la tua Chiesa.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
Tropari
1. Un tempo il Signore distrusse Sodoma.
Il fuoco del Signore fuggi, anima mia.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
2. Sàlvati sulle alture come Lot,
a Zoar cerca rifugio, anima mia.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
3. L’incendio fuggi, anima mia,
fuggi la fornace di Sodoma,
fuggi del fuoco divino la terribile violenza.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
4. Tu sei il buon pastore, affrettati a ricercarmi
poiché la tua pecora perduta io sono.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
5. Dolcezza di mia vita, Gesù, tu mi creasti.
Solo in te troverò giustificazione, mio Salvatore.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
6. A te mi confesso, mio Salvatore.
Non c’è misura al mio peccato contro di te.
Nella tua misericordia cancella il mio peccato.
 
Gloria. E ora.
Santa Trinità, Dio, misericordia di noi.
 
O Trinità-Unità, Dio
Salvaci dall’errore
e dalle tentazioni e dalle sventure.
 
Theotokìon
Rallegrati, o grembo che hai accolto Dio;
gioisci, trono del Signore;
rallegrati Madre della nostra vita.
 
Altro Irmòs
Sulla roccia dei tuoi comandamenti
consolida il mio vacillante cuore, o Signore,
e rendilo forte e sicuro,
poiché tu solo sei santo, tu solo sei il Signore. (due volte)
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
Tropari
1. La morte distruggesti:
in te bevo alla sorgente della vita.
morte non giunga
prima che con tutto il cuore ti chiami:
ho peccato, perdonami, salvami.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
2. Dei contemporanei di Noè l’incoscienza imitai
la loro condanna della mia eredità
è parte e il diluvio mi inghiotte.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
3. Il padre suo Cam disprezzò
e tu, anima mia, non ti voltasti,
non nascondesti la vergogna del tuo prossimo.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
4. Non ti fu eredità la benedizione di Sem,
misera anima mia,
non ricevesti, come fu per Iafet,
abbondante parte nella terra della gioia.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
5. Abramo, come sai, anima mia,
abbandonò un giorno il paese dei suoi padri
e s’avventurò pellegrino in terra straniera.
Pure tu non tardare la tua decisione.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
6. Carran abbandona, terra di peccato, anima mia.
Pianta la tua tenda sulla terra
che eredità divenne di Abramo,
terra irrigata d’immortalità.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
7. Tuo modello sia il re sacerdote senza genealogia[2],
figura di Cristo che viene nel mondo.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
8. Per la tua schiavitù, anima mia,
ad Agar assomigli, l’egiziana,
e nuovo Ismaele tu generi
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
9. Ismaele, il figlio della schiava,
dalla casa paterna fu scacciato
come ben sai, anima mia.
Mòderati, se stessa sorte vuoi evitare.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
10. Sotto la quercia di Mamre
tre angeli Abramo accolse
e il frutto ricevette della promessa,
egli, già greve di lunghi giorni.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
11. Come Lot, l’incendio fuggi
del peccato, anima mia,
fuggi Sodoma e Gomorra,
il fuoco fuggi del desiderio
che l’ordine della creazione sovverte.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
12. A te grido, Signore,
misericordia di me ti prenda
quando coi tuoi angeli verrai
a rendere a ciascuno
secondo le sue opere.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
13. Non voltarti indietro, anima mia,
se in statua di sale non vuoi tramutarti
come fu per la moglie di Lot.
Ti spiri orrore la sorte dei sodomiti;
a Zoar, tra le montagne, cerca la tua salvezza.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
14. Convèrtiti e piangi,
povera anima mia,
prima che il banchetto abbia fine
e il Signore le porte chiuda
della camera nuziale.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
15. Isacco, tu ben sai, anima mia,
il figlio nuovo, l’unico,
offerto fu in misterioso sacrificio al Signore.
Imita questo fiducioso abbandono.
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
16. La scala di Giacobbe contemplasti,
anima mia,
che la terra lega al cielo.
Perché l’ascesa non iniziasti
nell’amore di Dio?
Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
 
17. Non respingere la preghiera
di chi ti celebra, Signore;
ma tu che l’uomo ami sii compassionevole,
il perdono concedi a chi nella fede t’implora.
Santa di Dio, prega per noi.

  1. In balìa io sono della tempesta del peccato.
    Madre, vieni in mio aiuto, guidami
    sulla strada che porta a Dio.
    Santa di Dio, prega per noi.

    19. Santa Madre Maria, accostati supplice
    alla Madre di Dio di sconfinata tenerezza;
    che le porte divine mi apra
    la tua intercessione.

    Santo di Dio, prega per noi.

    20. Sant’Andrea, Vescovo di Creta,
    per le tue preghiere ottienimi
    il perdono dei miei peccati,
    tu maestro di penitenza.
     
    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    Unità semplice, Unità eterna,
    essenza senza inizio
    che glorifichiamo in tre Persone,
    davanti alla cui maestà ci prostriamo nella fede, salvaci.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Madre di Dio, vergine concepisti nel tempo
    il Figlio atemporale del Padre.
    Miracolo senza spiegazioni
    tu, Madre di Dio pur restando Vergine.
     
    Di nuovo l’Irmòs
    Sulla roccia dei tuoi comandamenti
    consolida il mio vacillante cuore, o Signore,
    e rendilo forte e sicuro,
    poiché tu solo sei santo, tu solo sei il Signore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me
     
    Kàthisma Ήχος pl. d’.
    Poema di Giuseppe (l’Innografo, †886)
    Fiaccole della gloria di Dio,
    apostoli che il Signore vedeste,
    la nostra vita di tenebre illuminate,
    rendeteci figli della luce,
    dai terrori notturni liberateci
    e fate che possiamo vedere
    in gioiosa esultanza
    la luminosa passione di Cristo.

    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spinto.
     
    Poema di Teodoro (Studita, †826) stesso tono
    Dodici Apostoli da Dio eletti
    ora per noi supplicate Cristo:
    possiamo noi percorrere fino al termine
    la via del digiuno
    osservando i comandamenti
    con cuore compunto,
    nella pratica gioiosa delle virtù.
    Fate che possiamo vedere
    in allegrezza
    la gloriosa risurrezione di Cristo.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon (stesso tono)
    Assieme agli Apostoli, Madre di Dio,
    Colui che mirabilmente generasti implora,
    il Figlio e Verbo di Dio
    che l’universo non può contenere,
    affinchè al mondo doni la vera pace
    e i nostri peccati perdoni prima della fine:
    Per il suo grande amore accolga
    nel suo Regno i tuoi servi.


    QUARTA ODE
     
    I Kàthisma Poema di Giuseppe
    Ήχος pl. d’
     
    Irmòs
    Intesi, Signore, la tua parola e fui preso da timore.
    Nel tuo amore che ogni intelligenza supera,
    un corpo prendesti dalla Vergine, Dio mio.
    Alla tua venuta in mezzo a noi, gloria!
    Alla tua potenza, gloria!
    Santi Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    1. Esperti nell’ascesi, gli Apostoli di Cristo
    con le loro preghiere ci aiutano
    a percorrere il tempo del digiuno.
    Santi Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    2. Cetra a dodici corde, il coro dei discepoli
    l’inno della salvezza canta,
    e la voce ammutolisce dell’errore.
    Santi Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    3. Con l’acqua viva dello Spirito,
    o santi e beati Apostoli,
    la terra fecondaste
    che i falsi dèi avevano inaridita.
    Santissima Madre di Dio, salvaci.
     
    4. Quell’orgoglio che io sono
    salva nell’umiltà,
    Vergine che partoristi pura
    Colui che sollevò la nostra natura.
     
    II Kàthisma Poema di Teodoro
    Irmòs stesso tono
     
    Intesi, Signore, la tua parola, e fui preso da timore.
    Ho compreso la tua opera di salvezza
    e alla tua potenza rendo gloria.
    Santi Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    1. Presso il Creatore dell’universo
    interceda il coro degli Apostoli
    perché abbia pietà di chi li celebra.
    Santi Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    2. Avete arato il mondo, Apostoli di Cristo,
    per seminarvi la parola di Dio.
    Al Signore i frutti del vostro lavoro presentate.
    Santi Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    3. Del Diletto voi siete la vigna, o Apostoli,
    la vigna che avvolge il mondo
    nell’ebbrezza dello Spirito.
     
    Gloria al Padre e al Figlio e al Santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    O sopra ogni principio
    fortissimamente conforme Trinità Santa,
    Padre, Logos, Spirito Santo, Dio luce e vita,
    proteggi quanti ti cantano.
     
    E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Gioisci, trono di fuoco,
    gioisci, candelabro della luce divina,
    gioisci, monte di santità,
    arca della vita,
    tabernacolo di Dio.

    Del Grande Canone
    Ήχος pl. b’
     
    Irmòs
    Stupore il profeta colse
    quando intese la tua venuta, Signore.
    Sapendo che da Vergine saresti nato
    e agli uomini rivelato, gridò:
    tua parola intesi e timore mi colse.
    Alla tua potenza, Signore, gloria! (due volte)
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    Tropari
    1. La fine avanza, anima mia,
    la fine corre veloce,
    e tu non te ne curi né ti prepari.
    S’accorcia il tempo, sii vigilante,
    poiché sulla soglia il Giudice appare.
    Come sogno passa la vita, e fiore di campo;
    vano è l’umano agitarsi.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    2. Svégliati, anima mia,
    al crivello passa le tue opere,
    ad esse siano attenti i tuoi occhi
    e versino lacrime.
    Svela a Cristo azioni e pensieri
    e sarai giustificata.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    3. Ogni male, ogni errore nel corso della mia vita
    provai, o mio Salvatore:
    in spirito e parola, in intenzione e opera.
    Nessuno più di me peccò.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    4. Fin da ora, me infelice,
    condanna ricevo dalla mia coscienza
    con inflessibile rigore senza eguale.
    Ma tu, mio Giudice, mio Redentore sei.
    Risparmia e salva
    il servo che tu conosci.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    5. Della spirituale ascesa immagine
    mediante azione e contemplazione
    è la scala che un tempo il patriarca vide.
    Rinnòvati, anima mia,
    se conoscenza ti preme
    d’azione e di contemplazione.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    6. Per ottenere le sue due spose
    sopportò il patriarca
    il calore del giorno e il freddo notturno.
    Lavorava, serviva e moltiplicava
    con astuzia i suoi greggi sempre più.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    7. Simbolo dell’azione e della contemplazione
    racchiudevano quelle due spose:
    Lia, la feconda azione;
    la difficile conoscenza, Rachele.
    Oh sì, non senza grandi pene, anima mia
    a te vengono azione e contemplazione.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    8. Svégliati, anima mia, e lotta
    come il patriarca Giacobbe,
    per congiungere ascesi e conoscenza
    fino a che Dio vedrai in luminosa tenebra:
    questa è l’inestimabile perla.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

    9. Generando i dodici patriarchi
    ti suggerisce Giacobbe nel mistero
    la scala dell’ascesi spirituale, anima mia:
    dodici figli quali dodici gradini
    per scalare la sapienza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    10. Lo spregevole Esaù imitasti, anima mia,
    della tua prima bellezza vendesti al Mentitore
    il diritto di primogenito,
    e dalla benedizione paterna decadesti.
    È tempo ormai per te di penitenza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    11. Per le sue passioni divoratrici
    Edom fu chiamato Esaù.
    Il fuoco del desiderio, dalla cupidigia alimentato,
    il nome di Edom gli impose, significante
    la bruciante illusione di un’anima
    incantata dal peccato.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    12. Ben sai, anima mia, che sull’immondezzaio vinto
    si dichiarò Giobbe, e ne fu giustificato.
    Ma tu il suo coraggio e costanza non imitasti.
    Non nutristi i tuoi giorni della sua lunga pazienza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    13. Di Cantico portamento regale,
    vedilo ora nudo su un immondezzaio.
    Coronato un giorno di figli e di gloria,
    vedilo ora senza figli e casa:
    suo palazzo un immondezzaio,
    e piaghe il suo diadema.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    14. Tutto aveva il giusto (Giobbe):
    più d’un re regale nella porpora,
    d’infinite ricchezze possessore e d’armenti.
    E ora precipitato nella polvere, pareggiato al nulla
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    15. Se Giobbe, irreprensibile giusto,
    ai lacci del tentatore non poté sottrarsi,
    che sarà di te, anima mia impastata di male,
    quando, come saetta su di te
    si scatenerà la disgrazia?
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    16. Sudicio è il mio corpo, deforme il mio spirito.
    Un’unica ulcera mi ricopre dalla testa ai piedi.
    Ma tu, Cristo mio, medico celeste,
    guariscimi col pentimento,
    lavami, mio Salvatore,
    e più di neve bianco io diventi.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

    17. Offristi per tutti sulla croce
    corpo e sangue, o Verbo:
    il tuo corpo per ricreare il mio,
    per lavarmi il tuo sangue.
    Rimettesti il tuo Spirito, o Cristo,
    per ricondurmi al Padre tuo.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    18. Nel cuore della terra
    venne a salvarci il Creatore.
    Sull’albero della sofferenza ai chiodi s’offerse
    e subito ritrovammo il perduto paradiso.
    Per questo cielo e terra t’adorano
    e tutta la creazione
    e una folla di uomini liberati
    giunti da ogni nazione.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    19. Siano per me lavacro battesimale
    e bevanda di redenzione
    il sangue e l’acqua scaturiti
    dal tuo fianco squarciato.
    Unto così dalle tue parole come da balsamo,
    e da esse finalmente dissetato,
    doppiamente purificato io sarò, o Verbo.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    20. Calice che lo zampillo raccoglie
    dal tuo costato vivificante è la Chiesa,
    della conoscenza e del perdono
    duplice e unico fiotto,
    dell’Antico Testamento e del Nuovo
    in uno solo riuniti, immagine.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    21. Scacciato io sono dalla camera nuziale,
    bandito dalle nozze dell’Agnello.
    Assetata d’olio, la mia lampada s’è spenta.
    La porta che da sul banchetto
    s’è chiusa ai miei occhi gravati di sonno.
    Gettato di fuori sono stato, mani e piedi legati.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    22. Di poche spanne è la mia vita
    e intessuta di pene.
    Accoglimi pentito e alla tua luce attraimi.
    Non mi divori il nemico;
    misericordia di me, mio Salvatore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    23. Vano è il mio cuore, tronfio di orgoglio
    e compagno del fariseo: non condannarmi!
    Umile rendimi, come il pubblicano
    e spartisca con lui la sua sorte,
    clemente Giudice.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

    24. Oh sì, il tempio del mio corpo
    profanai, o Compassionevole.
    Accoglimi pentito e alla tua luce attirami;
    non mi divori il nemico,
    misericordia di me, mio Salvatore!
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    25. Idolo a me stesso sono diventato
    ferendo la mia anima con le passioni.
    Accoglimi pentito, e alla tua luce attirami;
    non mi divori il nemico,
    misericordia di me, mio Salvatore!
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    26. La tua parola non ascoltai
    né ubbidii alla tua legge.
    Accoglimi pentito, e alla tua luce attirami.
    Non mi divori il nemico,
    misericordia di me, mio Salvatore!
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    27. Vivendo nel tuo corpo l’angelica vita
    ricevesti da Dio, o santa, la massima grazia
    e la tua preghiera validamente sostiene
    quanti con fiducia ti invocano.
    Per questo ti supplichiamo:
    con le tue preghiere liberaci dalle tentazioni.
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    28. Immersa nel male, prigioniera non ne restasti.
    Con fortissimo proposito,
    in modo mirabile ti sollevasti
    fino alle opere di perfezione.
    E ora gli angeli ti ammirano, o Maria.

    Santo di Dio, prega per noi.
     
    29. Gloria dei padri nostri, sant’Andrea,
    splendore dell’isola di Creta,
    per noi la Trinità supplica
    affinché dalla dannazione siano liberati
    quanti invocano il tuo aiuto.
     
    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    Ti rendo gloria, Trinità una e trina
    tre persone coessenziali sul trono regale,
    senza patire confusione.
    Canto solenne t’offro
    che la lode tre volte ripetuta dagli angeli
    riprende nel più alto dei cieli.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Partorisci e sei Vergine.
    Sempre vergine resti,
    poiché il figlio da te nato
    le leggi della natura rinnova
    secondo il volere di Dio.


    QUINTA ODE
     
    Irmòs
    Veglio nella notte:
    tu amico degli uomini illuminami.
    Sulla via dei tuoi comandamenti guidami
    e insegnami a fare la tua volontà, o Signore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    Tropari
    1. La mia vita s’è srotolata nella notte.
    Tenebre e caos, la notte del peccato,
    m’hanno inghiottito.
    Solo tu di me puoi fare
    un figlio della luce, o mio Salvatore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    2. Me infelice, Ruben imitai
    e la legge disprezzai dell’Altissimo.
    Come Ruben fango gettai sul letto paterno.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    3. A te il mio torto confesso, Cristo re,
    peccai, come un tempo i fratelli di Giuseppe
    che lo vendettero, lui frutto di sapienza e castità.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    4. Dai suoi stessi fratelli fu tradito il giusto Giuseppe.
    Figura di nostro Signore, quest’uomo dolce e savio
    come schiavo fu venduto.
    Ma tu, anima mia, al male tutta ti vendesti.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    5. Giuseppe imita, povera anima mia riprovata,
    imita il suo animo giusto e saggio.
    Non abbandonarti più alla pazzia
    che da Dio ti separa.
    Misericordia di me, o Dio. misericordia di me.
     
    6. In una fossa fu buttato Giuseppe.
    La tua sepoltura, Signore sovrano,
    prefigurava la tua risurrezione.
    Ho mai avuto per te simile atteggiamento?
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    7. La culla di Mosè, come ben sai, anima mia,
    alle acque fu affidata.
    Così l’innocente agli ordini di morte del Faraone si sottrasse,
    come in un’arca di salvezza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    8. Le levatrici d’Egitto, come ben sai, anima mia,
    rifiutarono di uccidere i figli della sapienza.
    Nùtriti anche tu, come Mosè,
    della divina sapienza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    9. Ma non seguisti, anima mia, l’esempio
    di Mosè cresciuto negli anni
    e non uccidesti l’egiziano spirituale.
    Come potrai allora rifugiarti con la penitenza
    nel deserto che dalle passioni t’allontana?
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    10. A lungo abitò Mosè nel deserto.
    Vieni, dunque, anima mia, la sua spogliazione imita
    così che tu possa vedere la gloria divina
    che il roveto ardente di fiamma avvolge.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    11. Figura della croce, anima mia,
    il bastone di Mosè come simbolo impugna,
    che sul mare fu steso e aprì l’abisso.
    Anche tu potrai con esso operare meraviglie.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    12. Offriva Aronne a Dio un fuoco puro e scelto.
    Ma come te, anima mia, Cofni e Pincas
    occhi di disprezzo ebbero per la loro offerta
    con una vita separata da Dio.
    Misericordia dì me, o Dio, misericordia di me.
     
    13. Come il cuore del Faraone, duro è il mio cuore.
    Ai suoi maghi simile sono diventato,
    nell’anima e nel corpo.
    Sta sprofondando il mio spirito.
    A te grido soccorso.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    14. Me misero, il fango mi soffoca.
    Nell’acqua delle mie lacrime
    lavami, o mio Signore,
    perché splenda come neve
    la mia tunica di carne
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    15. Se la mia vita scruto, o Salvatore,
    una montagna di male vedo che ogni altra supera.
    Non nell’incoscienza, infatti, peccai,
    ma con la complicità del mio cuore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    16. Alla tua creatura la grazia dona, Signore,
    e il perdono, poiché tu solo sei senza peccato
    e ai tuoi occhi nessuno è senza macchia.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    17. La mia umanità rivestisti per salvarmi.
    Per salvarmi innumerevoli miracoli operasti purificando i lebbrosi, liberando i paralitici,
    la donna del flusso di sangue guarendo
    al solo contatto del tuo mantello.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    18. La donna ricurva imita, anima mia,
    che ai piedi si gettò di Gesù.
    Anche tu da Lui sarai raddrizzata
    e, alta la fronte, camminerai
    sulle strade del Signore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    19. Se profondo è il pozzo, o mio Signore,
    tu hai la forza di far scaturire su di me
    l’acqua del tuo cuore.
    Che io ne beva e non abbia più sete,
    come un giorno la Samaritana,
    se tu mi inondi della tua stessa vita.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    20. Piscina di Siloe siano le mie lacrime
    in cui lavare gli occhi dell’anima mia
    chiusi alla luce.
    Guarito, ti possa contemplare, Luce d’eternità.
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    21. Desiderio immenso all’Albero di Vita ti spinse
    e fu saziato il tuo amore.
    Di raggiungere anch’io la gloria celeste
    rendimi degno.
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    22. Santa Maria, tu passasti il Giordano
    per trovare nel deserto pace e silenzio
    oltre i confini delle passioni segnati.
    Anche noi, o santa, libera con le tue suppliche.

    Santo di Dio, prega per noi.
     
    23. Sant’Andrea, saggio pastore eletto da Dio,
    con tutto il cuore io t’invoco:
    salvezza eterna possa ottenermi
    la tua intercessione.
     
    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    In te glorifichiamo, o Trinità, il Dio unico.
    Santo, santo, santo sei tu, Padre, Figlio e santo Spirito,
    essenza unica, noi ti adoriamo senza fine.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.

    Theotokìon
    Da te prese carne il Creatore dei secoli,
    Vergine senza macchia, Madre di Dio,
    per intimamente unirsi all’umana natura mortale.


    SESTA ODE
     
    Irmòs
    Nell’angoscia a te gridai, Dio compassionevole,
    Dal profondo dell’inferno gridai
    e tu mi udisti,
    dall’abisso liberi la vita mia. (due volte)
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    Tropari
    1. Con fervore, o Dio che salvi,
    le mie lacrime ti offro,
    e i gemiti del mio cuore.
    Io ti invoco: peccai, mio Dio, perdonami!
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    2. Come Datan e Abiram, anima mia,
    contro il tuo Signore ti ribellasti.
    Allora di vero cuore implora:
    risparmiami, perché la terra non mi inghiotta.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    3. Come giovenca che al pungolo recalcitra,
    ad Efraim simile diventasti, anima mia.
    Dal laccio quale gazzella sàlvati
    sullo slancio dell’ascesi e contemplazione.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    4. Ti rivela la mano di Mosè, anima mia,
    come Dio una vita di lebbra possa purificare.
    Se lebbra allora ti copre,
    non cadere nella disperazione.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    5. I marosi dei miei peccati, o Salvatore,
    alla maniera del Mar Rosso rifluendo,
    sommerso m’hanno all’improvviso,
    come un tempo gli Egiziani
    i cavalieri e il loro capo.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    6. Simile agli Ebrei nel deserto,
    o ingrata anima mia,
    alla manna divina preferisti
    i fallaci richiami delle passioni.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    7. Preferisti, anima mia, i pozzi melmosi
    dei pensieri cananei
    alla sorgente di roccia
    che l’acqua viva della sapienza
    versa in abbondanza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    8. Quando il tuo servo Mosè
    la roccia percosse col bastone,
    il tuo vivificante costato prefigurava
    da cui tutti vita attingiamo e salvezza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    9. Le orme segui di Giosuè, anima mia,
    se vuoi trovare la terra delle promesse
    per prendere della tua eredità possesso
    e abitarvi fedele.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    10. Coraggio, le passioni della carne affronta
    come Giosuè un giorno Amalek.
    Ma come egli dai Gabaoniti fu giocato,
    non lasciarti da ossessivi pensieri ingannare.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    11. Come l’arca dell’alleanza attraversò il Giordano
    fra le acque ritiratesi al passaggio,
    così il fiume instancabile del tempo
    attraversa, anima mia,
    e prendi possesso della terra della promessa
    secondo il volere di Dio.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    12. Come Pietro salvasti
    che con supplici mani t’invocava sulle onde,
    dal gorgo strappami, o mio Signore,
    con mano misericordiosa.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    13. In te mi rifugio, Signore Gesù,
    dall’abisso strappami senza fondo
    del peccato e della disperazione.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    14. lo sono quella dramma portante effigie regale
    che un giorno dalle tue mani
    a terra cadde, o mio Salvatore.
    Presto, la lampada accendi,
    immagine del tuo Precursore,
    per cercare la tua effigie e trovarla, o Verbo.
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    15. Di lacrime la tua anima irrigasti
    per spegnere il fuoco delle passioni, o Maria.
    Possa io per le tue preghiere condividere questa grazia.
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    16. Vita di penitenza senza stanchezze
    ti portò alla celeste pace, o Maria.
    Per chi ti celebra prega:
    Sia liberato dalle passioni.

    Santo di Dio, prega per noi.
     
    17. Tu un giorno pastore di Creta
    ora per tutta la terra intercedi,
    per questo a te vengo, padre santo:
    strappami dall’abisso del mio peccato.
     
    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    Io sono l’indivisibile Trinità,
    unità di natura nella distinzione delle persone,
    dice il Padre col Figlio suo e il suo Spirito.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Il tuo grembo, o Madre di Dio,
    per noi ha generato un Dio
    che la nostra condizione prese,
    lui il Creatore dell’universo.
    Pregalo, e per la tua intercessione possiamo essere giustificati.
     
    Kontàkion
    Anima mia, anima mia alzati, il sonno scaccia.
    La fine incombe e tu sarai confusa.
    Svegliati, e Cristo Dio che tutto ricolma
    con la sua presenza,
    misericordia ti faccia.
     
    Ichos
    Le guarigioni vedendo operate da Cristo
    e la salvezza traboccante su Adamo,
    gemeva il demonio davanti al pericolo
    in grande dolore,
    e ai suoi accoliti diceva:
    “Come resistere al Figlio di Maria?
    Costui che, pur nato a Betlemme,
    tutto riempie, mi toglie la vita.”
     
     
    Sinassario
    In questo giorno, Giovedì della quinta settimana dei Digiuni, cantiamo l’ufficio del Grande Canone di penitenza, secondo l’antica tradizione.
     
    A quanti ora cantano il Grande Canone, concedi, Signore, le lacrime del cuore affranto. Per le intercessioni di Sant’Andrea abbi di noi misericordia, o Dio e salvaci.

     
    BEATITUDINI – Ήχος pl. b’
    Nel tuo Regno ricordati di noi, Signore,
    quando sarai giunto nel tuo Regno.
     
    1. D’un tratto rendesti cittadino del cielo,
    o Cristo, il ladro che sulla croce a te gridava:
    Ricordati di me.
    Di imitare il suo pentimento fammi grazia,
    a me che sono indegno tuo servo.
    Beati i poveri nello spirito,
    poiché è loro il regno dei cieli.
     
    2. Ben sai, anima mia, che Manoach
    di Dio ebbe una visione,
    e promessa ricevette d’insperata fecondità
    dal grembo della sua sposa.
    La sua fede imita, e la sua docilità.
    Beati i sofferenti,
    poiché loro saranno consolati.
     
    3. Di Sansone l’incoscienza imitasti, anima mia,
    e la gloria perdesti delle tue imprese
    consegnando nelle mani del nemico,
    ah cecità di piaceri!,
    una vita di sapienza e di forza.
    Beati i mansueti,
    poiché loro erediteranno la terra.
     
    4. Colui che un tempo i nemici abbatteva
    con una mascella d’asino
    ora marionetta è diventato nelle mani della passione.
    Questa incoscienza fuggi, anima mia.
    Beati gli affamati e assetati di giustizia,
    poiché loro saranno saziati.
     
    5. Barak e Iefte e l’indomita Debora
    per giudicare Israele furono scelti
    e per guidarlo in guerra.
    La loro virtù di forza imita, anima mia.
    Beati i misericordiosi,
    poiché loro otterranno misericordia.
     
    6. Ben sai, anima mia, che salvò Israele
    la coraggiosa Giaele trafiggendo la testa di Sisara.
    Ti richiami il ligneo picchetto
    con cui ella il nemico uccise
    il legno della croce.
    Beati i puri di cuore,
    poiché loro vedranno Dio.
     
    7. Come Iefte la figlia offerse
    così la purificata tua vita
    offri in sacrificio di lode, anima mia.
    Al Signore le tue passioni immolate
    offri in sacrificio.
    Beati i pacificatori,
    poiché loro saranno chiamati figli di Dio.
     
    8. Il vello di Gedeone considera, anima mia:
    la rugiada del cielo raccogli
    e spremi la lettera della legge
    per bere l’acqua che ne scende.
    Beati i perseguitati per causa di giustizia,
    poiché è loro il regno dei cieli.
     
    9. Attirasti su di te, anima mia,
    la condanna che colpì il sacerdote Eli.
    Se egli iniquità di figli tollerava
    tu, ignava, in te tolleri la tragedia delle passioni.
    Beati siete quando vi oltraggeranno
    e vi perseguiteranno,
    e diranno ogni malvagia parola contro di voi,
    mentendo, a causa mia.
     
    10. Al tempo dei Giudici, anima mia,
    in segno di lutto un levita alle dodici tribù di Israele
    inviò le membra della sposa violentata a morte,
    volendo così la crudeltà denunciare
    e l’ingiustizia di Beniamino.
    Gioite ed esultate,
    poiché grande è la mercede vostra nei cieli.
     
    11. Anna, la madre di Samuele,
    senza che se ne udisse la voce, pregava.
    E, sterile, generò il figlio implorato.
    Ricordati di noi, Signore,
    quando sarai giunto nel tuo Regno.
     
    12. Ecco il grande Samuele tra i giudici s’avanza
    che a Rama nacque ma crebbe nella casa di Dio
    Lui imita, anima mia,
    e le tue azioni giudica
    prima di quelle altrui.
    Ricordati di noi, o Re,
    quando sarai giunto nel tuo Regno.
     
    13. David eletto re
    l’unzione ricevette dell’olio sacro:
    e tu, anima mia, se il Regno desideri
    su di te l’unzione riversa delle tue lacrime.
    Ricordati di noi, Sovrano,
    quando sarai giunto nel tuo Regno.
     
    14. Misericordia della tua creatura,
    dell’opera delle tue mani abbi compassione
    nella tua misericordia.
    Risparmia quanti hanno peccato
    e me fra tutti ché più ho peccato
    disprezzando i tuoi comandamenti.
     
    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    Nel principio, nella generazione, nella processione
    adoro il Padre che genera,
    glorifico il Figlio generato,
    celebro lo Spirito che con il Padre e il Figlio risplende.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Madre di Dio, il frutto soprannaturale del tuo grembo adoriamo
    senza dividere la gloria del tuo Figlio
    poiché lo confessiamo una sola persona in due nature.


    SETTIMA ODE
     
    Irmòs
    Abbiamo peccato, davanti a te operato
    ingiustizia e iniquità.
    Dei tuoi comandamenti non ci curammo
    e ai margini li lasciammo della nostra vita.
    Ma tu, Dio dei nostri padri,
    non rigettarci nell’ora suprema. (due volte)
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    Tropari
    1. Peccai, caddi, i tuoi comandamenti trasgredii.
    Nell’iniquità concepito,
    ferite assommai alle mie piaghe.
    Di me abbi misericordia, Dio dei padri nostri,
    fammi grazia nel tuo amore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    2. Mentre le asine del padre suo cercava,
    Saul il vaticinato regno trovò in sovrappiù.
    Non anteporre mai, anima mia,
    al Regno di Cristo la mandria delle passioni.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    3. David, l’antenato del Signore,
    due volte peccò quando dal desiderio fu accecato
    che all’assassinio lo spinse.
    Ma tu, risucchiata dal vortice del peccato,
    anima mia, passioni ancor più gravi porti in te.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    4. Un tempo David all’ingiustizia aggiunse iniquità,
    con l’omicidio aggravò l’adulterio.
    Ma subito doppiamente si pentì.
    Molto più grave è il tuo male, anima mia,
    che davanti a Dio non ti penti.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    5. David cantando il suo pentimento
    a tutti palesò il proprio peccato.
    E grida: Dio dell’universo, misericordia di me,
    contro te solo ho peccato.
    Nel tuo amore purificami.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    6. Quando sul carro fu ricondotta
    l’arca dell’alleanza
    e dai buoi fu per essere rovesciata,
    Uzzà su di essa il forte braccio tese
    scatenando per tale gesto l’ira di Dio.
    La sua sacrilega audacia non imitare, anima mia,
    ma con rispetto tratta le cose sante.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    7. Ben sai, anima mia, che al naturale ordine
    si ribellò Assalonne
    infangando con il suo abominio il letto paterno.
    E tu quella folle passione
    imitasti, avida di piaceri.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    8. Alla tua carne soggiogasti
    la tua libera dignità, anima mia.
    A tuo Achitofel eleggesti l’Avversario
    e docile i consigli ne seguisti.
    Ma vani li rese Cristo
    perché tu fossi salvata.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    9. Salomone l’ammirabile,
    di gratuita sapienza insignito,
    contro Dio peccò, e dalle sue vie si allontanò.
    E tu, anima mia, a questo modello
    ispirasti la tua vita peccaminosa.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    10. Amante un tempo della sapienza,
    questo re incatenato di passioni
    l’amante divenne d’idolatriche femmine.
    Dalle vie di Dio s’allontanò
    e tu l’imitasti, anima mia.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    11. Roboamo seguisti, anima mia,
    che l’eredità scialacquò di suo padre;
    e l’esempio del suo nemico Geroboamo,
    servo malvagio e infedele.
    Basta col percorrere le loro strade!
    Grida al Signore: misericordia di me, peccatore!
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    12. L’un sull’altro ti caricasti, anima mia,
    dei crimini di Manasse,
    che si prostrò agli idoli
    e ripetute profanazioni operò.
    Che aspetti a imitare la sua penitenza
    e a seguirlo nella conversione?
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

    13. Nell’iniquità imitasti Acab, anima mia.
    Ecco, immondezzaio diventasti
    e caldaia ribollente di passioni.
    Guardati di dentro, senza finzioni,
    e la tua sporcizia confessa a Dio.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    14. Agli ordini del profeta Elia disobbedì Acab.
    Lo stesso facesti tu, anima mia;
    e così i tempi di siccità e di fame
    ti sono piombati addosso.
    Piuttosto la vedova imita di Zarepta
    che cibo diede al giusto.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    15. Folgorò due volte Elia
    cinquanta guerrieri inviati da Acazia,
    dopo che i falsi profeti di Gezabele
    a confusione di Acab aveva fatto perire.
    A questi vani attacchi rinuncia, anima mia;
    grida al Signore: misericordia di me peccatore!
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    16. Si dileguarono i miei giorni come sogni al risveglio.
    Piango sul mio giaciglio, nuovo Ezechia,
    perché filo sia aggiunto alla mia vita.
    Ma a te Isaia verrà, anima mia;
    solo Dio, Signore d’ogni cosa.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    17. Ai tuoi piedi mi getto,
    e voce mi sono le lacrime:
    più della prostituta peccai.
    Più di ogni altro la tua legge ho ignorato.
    Abbi misericordia della tua creatura,
    o mio Signore, al tuo ovile riconducimi.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    18. La bellezza deturpai della tua immagine
    e disprezzai i tuoi comandamenti.
    Offuscarono le passioni la mia bellezza
    e senz’olio è rimasta la mia lampada,
    della tua pietà avvolgimi, mio Salvatore,
    e dammi gioia, come canta David.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    19. Convèrtiti, pentiti, svela ciò che è nascosto.
    Dì a Dio che i cuori scruta:
    solo tu, Signore, i miei segreti conosci.
    Nel tuo amore abbi di me compassione.
    Come canta il profeta David.
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    20. L’aiuto implorasti della pura Madre di Dio,
    respingendo così le torturanti passioni
    e vane rendendo le astuzie del nemico.
    Vieni ora in aiuto a questo tuo servo smarrito.
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    21. Desiderasti Cristo e lo seguisti,
    Egli sulla strada del pentimento ti condusse.
    Senza sosta implora questo Dio d’amore
    che ci liberi da ogni pericolo e ci protegga.

    Santo di Dio, prega per noi.
     
    22. Radicato io sia, per tua intercessione,
    sulla roccia della fede.
    del timore di Dio circondami,
    e dai trabocchetti salvami del nemico.
     
    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    O Trinità semplice, indivisibile, una sola essenza,
    unità santa, tre luci nella luce,
    unica sorgente e triplice santità,
    ti canto e ti glorifico, vita della mia vita,
    o Dio dell’universo.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Ti celebriamo, Madre di Dio,
    ti benediciamo e ti veneriamo:
    generasti l’Uno della santa Trinità,
    tuo Figlio e tuo Dio,
    il cielo aprendoci sulla terra.


    OTTAVA ODE
    Ήχος pl. d’
     
    Irmòs
    Celebrate sacerdoti ed esalta, o popolo,
    in tutti i secoli l’eterno Re di gloria
    davanti al quale tremano le potenze del cielo
    e rabbrividiscono gli angelici cori.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    Tropari
    1. Braci d’impalpabile fuoco, o Apostoli,
    le scorie delle mie passioni bruciate
    comunicandomi la fiamma dell’amore divino.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    2. Veneriamo queste trombe del Verbo
    che le mura senza fondamento del nemico
    fanno crollare
    e sorgere quelle della conoscenza di Dio.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    3. Apostoli del Signore, templi della vera santità,
    nel mio animo spezzate gli idoli delle passioni
    voi che i templi e le statue del nemico
    avete polverizzato.
    Santissima Madre di Dio, salvaci.
     
    4. Colui che nulla può contenere, tu contenesti,
    e portasti colui che tutto porta.
    Allattasti colui che tutto nutre,
    Cristo, sorgente di vita.
     
    Stesso Irmòs
    Celebrate sacerdoti ed esalta, o popolo,
    in tutti i secoli l’eterno Re di gloria
    davanti al quale tremano le potenze del cielo
    e rabbrividiscono gli angelici cori.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    Tropari
    1. Con l’arte dello spirito edificaste la Chiesa,
    santi Apostoli di Cristo.
    In essa Cristo benedite per tutti i secoli.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    2. Con la loro proclamazione gli Apostoli detronizzarono gli idoli.
    Esaltino Cristo per tutti i secoli.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    3. Fatti cittadini del cielo
    il mondo voi proteggete, Apostoli santi.
    A ogni pericolo sottraete
    quanti vi celebrano.
     
    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    Triplice sole, Signore di luce,
    Padre, Figlio e santo Spirito
    che la gloria di un solo trono condividete,
    per tutti i secoli Ti celebro.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Popoli tutti, cantiamo la Madre di Dio,
    della sapienza altissimo trono,
    che sola fra le genitrici
    può essere madre chiamata e vergine.
     
    Del Grande Canone
     
    Irmòs
    Ogni carne vivente e la creazione tutta glorificano
    colui che le potenze celesti esaltano,
    colui che con tremore adorano gli angeli di fuoco;
    e lo esaltino e lo benedicano per tutti i secoli. (2 volte)
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    Tropari
    1. Misericordia di me peccatore, o mia salvezza.
    Il mio spirito converti a te.
    Il mio pentimento accogli, ascolta il mio grido:
    contro te solo peccai, misericordia di me.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    2. Fu rapito Elia in cielo su un carro di fuoco
    come su un carro di virtù.
    La sua ascesa imita, anima mia.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    3. Prese il mantello di Elia, Eliseo,
    e doppia forza dal Signore ricevette.
    Ma tu tale grazia non conosci,
    anima mia dissoluta.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    4. Col mantello d’Elia il Giordano percosse Eliseo
    e come strada si aprirono le acque del fiume.
    Ma tu tale grazia non conosci,
    anima mia dissoluta.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    5. Al giusto un tempo aprì le porte
    della sua casa la Sunammita.
    Ma tu né straniero accogliesti,
    né pellegrino, anima mia.
    Per questo dalla camera nuziale
    sarai scacciata in pianto.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    6. L’avido Ghecazi sempre imitasti, anima mia.
    Almeno ora che le vele della tua vita stai ammainando,
    all’amore del denaro rinuncia
    se vuoi evitare il fuoco
    che su di te richiamano i tuoi delitti.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    7. Ozia seguisti, anima mia,
    e due volte tanto della sua lebbra ricevesti,
    poiché folli sono i tuoi pensieri
    e ingiuste tutte le sue opere.
    Via tutte le bardature
    e questi tuoi pensieri!
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    8. Ben sai, anima mia,
    che pentimento colse i Niniviti davanti a Dio,
    e sacco fu la loro veste e cenere il loro giaciglio.
    Ma tu la loro conversione non imitasti
    E nel male eccelli su ogni peccatore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    9. Ben sai, anima mia,
    che Geremia in fangosa cisterna gettato
    su Sion faceva lamento e al lutto la pressava.
    I suoi accenti di dolore
    imita e sarai salva.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    10. Se ne fuggì Giona a Tarsis
    paventando la conversione dei Niniviti.
    Profeta era, e non ignorava la misericordia di Dio
    sempre pronta a tramutare
    minacce in salvezza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    11. Ben sai, anima mia,
    che nella fossa chiuse Daniele
    le fauci dei leoni,
    e che la fornace dei Caldei
    spensero i tre giovani
    con la loro fede.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    12. Figure esemplari dell’antica alleanza
    t’ho squadernato davanti, anima mia.
    Degli amanti di Dio imita i gesti
    e dal peccato degli smarriti distogli il cuore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    13. Pietà, mio Salvatore, giusto Giudice.
    Dal fuoco liberami, salvami
    dal terribile meritato giudizio.
    Prima che morte i miei occhi chiuda,
    con la forza della penitenza trasformami.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    14. Con la stessa voce del ladrone a te grido:
    di me ricordati, o Signore.
    Lacrime amare verso con gli occhi di Pietro.
    Come il pubblicano t’invoco: Pietà di me
    e il mio pianto unisco a quello della peccatrice.
    La mia preghiera accogli,
    come un giorno esaudisti
    quella della Cananea.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    15. Tu che solo sei medico
    guarisci l’inferma anima mia.
    Con olio e vino le mie ferite lenisci:
    di pentimento questo è il frutto
    e lacrime queste di tenerezza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    16. Come la Cananea t’invoco:
    Misericordia di me, figlio di David.
    Con lo stesso tremore dell’emorraissa
    l’orlo tocco del tuo mantello
    e come Marta e Maria su Lazzaro
    lacrime verso.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    17. Come vaso di profumo, o mio Salvatore,
    la mirra delle mie lacrime spando sul tuo capo.
    Con la stessa voce della peccatrice
    Implorante il tuo amore, a te grido.
    La mia preghiera accogli, e perdonami.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    18. Più d’ogni altro ho ferito la tua bontà.
    E tuttavia accoglimi, mio Salvatore.
    Nell’amore e nel timore mi pento.
    Misericordia di me peccatore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    19. La tua creatura risparmia, o Salvatore,
    alla mia ricerca affrettati, Pastore di somma bontà,
    poiché pecorella smarrita io sono.
    Dal lupo salvami, che insidia
    le pecore fuoriuscite dal gregge,
    ai tuoi verdi pascoli riconducimi.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    20. Quando a giudizio siederai, o Cristo,
    sfolgorerai la tua terribile gloria
    e spavento tutti afferrerà.
    Lingue di fuoco corrusche s’innalzano
    e trema ogni uomo
    davanti al tuo terribile tribunale. 
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    21. Fosti illuminata, Maria,
    dalla Madre della luce senza tramonto
    che la notte fugò delle tue passioni.
    Ricevesti la grazia dello Spirito.
    Questa grazia fa risplendere, o Maria,
    su quanti ti celebrano nella fede.
    Santa di Dio prega per noi.
     
    22. Si meravigliò san Zosima, o Maria,
    quando il miracolo in te vide
    d’una nuova creazione:
    un angelo in carne umana contemplava.
    Stupito e ammirato rese gloria
    a Cristo per tutti i secoli.

    Santo di Dio, prega per noi.
     
    Sant’Andrea, in familiare conversare
    puoi rivolgerti al Signore.
    A lui la tua supplica rivolgi
    perché dai lacci sia liberato della mia ingiustizia,
    mentre ti glorifico nella comunione dei santi.

    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    Padre d’ogni eternità,
    Figlio con Lui non meno eterno,
    Spirito consolatore, di giustizia e di bontà,
    Padre del Verbo,
    Verbo del Padre senza origine,
    Spirito che vivifica e tutto compie,
    Trinità, Unità, di noi abbi misericordia.

    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Come di porpora,
    del tuo sangue si rivestì l’Emmanuele,
    per questo, Vergine immacolata,
    giustamente veneriamo
    la tua divina maternità.
     
    Ogni carne vivente e la creazione tutta glorifichino
    Colui che le potenze celesti esaltano,
    Colui che con tremore adorano gli angeli di fuoco;
    e lo esaltino e lo benedicano per tutti i secoli.


    NONA ODE
     
    Irmòs
    Con cuore sincero ti confessiamo, Madre di Dio,
    la salvezza per mezzo tuo a noi venne,
    Vergine senza macchia.
    Per questo con gli angelici cori
    a una sola voce ti cantiamo. 
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    Tropari
    1. Sorgenti dell’acqua viva, Apostoli, voi siete.
    L’anima mia irroratene
    che peccato divoratore ha disseccato.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    2. Nell’abisso di perdizione
    le acque mi sommergono.
    Tendimi la mano e salvami
    come per Pietro facesti, Signore.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    3. Sale di sostanzioso insegnamento voi siete.
    La palude del mio spirito prosciugate
    e fugate da me le tenebre dell’ignoranza.
    Santissima Madre di Dio, salvaci.
     
    4. Tu che la gioia partoristi,
    il dolore dammi del pentimento,
    e io potrò trovare un giorno
    divina consolazione, o mia regina.

    Altro Irmòs
    Tra cielo e terra mediatrice
    tutte le generazioni ti esaltano,
    poiché la pienezza della divinità
    ha posto in te la tenda, o Vergine.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    Tropari
    1. I nostri inni e i nostri cuori
    vi esaltano, Apostoli gloriosi,
    poiché fiaccole del mondo voi siete
    che le tenebre scacciano dell’errore.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    2. Mistici pesci catturaste
    nell’evangelica rete
    e alla mensa di Cristo
    continuamente li portate,
    o Apostoli beati.
    Apostoli di Cristo, pregate per noi.
     
    3. Di noi ricordatevi, o Apostoli santi,
    quando davanti a Dio pregate.
    Dalle prove egli sottragga
    quanti vi cantano con cuore sincero.
     
    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    Ti celebro, Unità delle Tre Persone,
    Padre, Figlio e santo Spirito,
    divinità coessenziale,
    d’ogni eternità unica potenza e Trinità.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Tutte le generazioni ti proclamano beata,
    o Vergine e Madre,
    poiché dalla maledizione ci liberasti
    generando per noi il Signore, Gioia nostra.
     
    Irmòs
    Dopo il concepimento senza seme d’uomo
    misterioso parto sopravvenne.
    Per questo a giusto titolo
    tutte le generazioni
    Vergine e Madre ti proclamano.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    Tropari
    1. Ferita è la mia intelligenza
    e le forze del corpo stanno spegnendosi;
    il mio spirito è tutto una piaga
    e la luce della mia mente languisce.
    La vita se ne fugge, e la fine
    sulla soglia si profila.
    Che farai, anima sperduta,
    quando scruterà il Giudice i tuoi segreti?
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    2. Ricordati degli scritti di Mosè, anima mia,
    quanto avvenne alla creazione,
    e la storia di giusti e di peccatori.
    Non i giusti imitasti, ma i peccatori,
    anima mia sviata da Dio.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    3. Senza forza in te è la Legge
    e senza frutti l’evangelo.
    Disinteresse alimenti
    sulle pagine della Scrittura.
    Vane rendi le parole
    di profezia e di giustizia.
    In cancrena si volgono le tue ferite, anima mia,
    lontana come sei dal medico
    che solo le può guarire.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    4. Guarda ora, anima mia,
    agli esempi che il Nuovo Testamento t’offre
    per condurti sulla strada del pentimento.
    Degli uni imita la fede
    e fuggi la durezza degli altri.
    A Cristo domanda perdono
    in preghiera e digiuno,
    e l’umiltà della tua vita.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    5. Si fece bambino Cristo
    e alla mia carne s’unì.
    Di suo volere, la nostra natura assunse
    in tutto ma non nel peccato.
    In tal modo ti manifesta, anima mia,
    l’immensità del suo amore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    6. Uomo si fece Cristo,
    e ladri chiamò al pentimento, e prostitute.
    Pentiti, anima mia,
    poiché la porta sta aprendosi del Regno
    ad eterna dimora di pubblicani
    e di prostitute dal cuore rinnovato.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    7. Accolse Cristo magi e pastori,
    e bimbetti chiamò
    a rendergli col sangue testimonianza.
    Nel tempio, di gloria illumina
    il vecchio Simeone e l’annosa vedova.
    Ma te infelice, anima mia,
    quando a giudizio sarai chiamata
    se tali esempi non imitasti.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    8. Quaranta giorni digiunò il Signore nel deserto
    e poi dolorò di vuoto
    nel suo stomaco d’uomo.
    Coraggio, a lui guarda, anima mia:
    digiuno e preghiera contro il nemico
    armi vittoriose saranno anche per te.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    9. Cristo la tentazione conobbe
    e la diabolica prova.
    Pietre gli furono mostrate
    con l’invito a trasformarle in pane.
    Sulla montagna fu condotto
    perché potesse con uno sguardo solo
    abbracciare i regni della terra.
    Questa visione temi, anima mia;
    vigila in preghiera senza sosta.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    10. Nel deserto risuona una voce
    come di solitaria colomba:
    voce della fiaccola che Cristo precede
    chiamando a penitenza.
    Ma Erode cadde nei lacci d’Erodiade.
    Attenta, anima mia,
    fuggi le reti degli empi
    e al Signore ritorna.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    11. Il deserto era casa al precursore della grazia.
    Giudea e Samaria a lui venivano
    per confessare i propri peccati
    e il battesimo ricevere con cuore sincero.
    Tu sola, anima mia,
    non imitasti la loro conversione.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    12. Santo è il matrimonio
    e casto il letto nuziale
    dopo che Cristo in carne d’uomo venuto
    alle nozze li benedisse di Cana.
    L’acqua in vino cambiò (oh primo miracolo!)
    per trasformarti, anima mia.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    13. Cristo il paralitico rialzò
    e il tettuccio gli comandò di portare.
    Il figlio risuscitò della vedova
    e il servo del centurione risanò.
    Poi incontrò la Samaritana
    e a lei per te affidò, anima mia,
    la rivelazione del vero adorare
    in spirito e verità.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.

    14. La donna emorroissa guarì
    quando ella l’orlo toccò del suo mantello.
    I lebbrosi purificò, ai ciechi restituì la vista,
    gli zoppi raddrizzò,
    con una sola parola sordi e muti guarì,
    e la donna ricurva,
    dandoti così, misera anima mia,
    le primizie della salvezza.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    15. Ai poveri annuncia la buona novella
    Cristo, Verbo incarnato.
    Malati e infermi guarì,
    alla mensa s’assise dei pubblicani
    e strinse rapporti d’amico coi peccatori.
    Gli bastò una lieve carezza sulla Figlia di Giairo
    per richiamarne la vita.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    16. Il pubblicano fu salvato,
    e casta divenne la prostituta,
    mentre nel suo orgoglio si perdeva il fariseo.
    Diceva il pubblicano: Perdono!
    e la prostituta: Misericordia!
    Ma si pavoneggiava il fariseo rendendo grazie.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    17. Pubblicano era Zaccheo
    e fu ugualmente salvato.
    Ma s’indignò il fariseo Simone
    quando accolse la prostituta
    Colui che dona ogni grazia.
    La prostituta imita
    nel suo abbandono fidente, anima mia.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    18. Non imitasti, povera anima mia,
    la prostituta che un vaso di profumo
    sui piedi di Cristo lacrimando versò.
    Coi suoi capelli la lista
    cancellò dei suoi peccati.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    19. Ben sai, anima mia, che le città,
    dove invano Cristo
    aveva annunciato la buona novella
    furono come Sodoma maledette
    e fino agli inferi umiliate.
    Il loro esempio respingi, apri il tuo cuore.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    20. Nella disperazione non impietrirti, anima mia,
    il coraggio emula della cananea;
    la grande fede ne conosci,
    e sai come dal Signore ottenne
    che la figlia sua guarisse
    con una sola potente parola.
    Col suo stesso accento grida
    dal profondo del cuore: Cristo,
    figlio di David, salvami.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    21. Compatisci, Figlio di David, salva longanime,
    tu che con una sola parola
    liberasti gli indemoniati.
    Possa udire la tua voce amante
    come sulla croce il malfattore
    In verità ti dico, sarai con me in paradiso.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    22. Dei due ladri con te crocifissi
    l’uno ti insultava, l’altro Dio ti riconosceva.
    E tuttavia non c’era differenza
    fra le loro disperate sorti.
    Anche a me come al ladro
    che confessava con pienezza di fede
    la tua divinità
    apri il tuo Regno di gloria, o Misericordioso.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    23. Ti vide la creazione crocifisso
    e da spavento fu presa.
    Rocce e montagne d’orrore si spaccarono
    e tremò la terra.
    Fu sconfitto l’inferno
    mentre la luce in pieno giorno
    s’oscurò davanti a te,
    Dio crocifisso.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    24. Frutti di pentimento non richiedermi
    poiché senza forze giaccio.
    Ma cuore contrito
    e povertà di spirito donami
    perché possa offrirteli
    come sacrificio gradito,
    tu che solo ci salvi.
    Misericordia di me, o Dio, misericordia di me.
     
    25. Mi scruti e mi conosci, o mio Giudice.
    Assieme agli angeli verrai
    a giudicare l’universo.
    In quel giorno volgi a me
    uno sguardo d’amore
    e fa’ grazia, o Gesù,
    a un peccatore che confini
    non conobbe al suo peccato.
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    26. Stupore d’angeli e d’uomini
    è l’indicibile bellezza della tua vita,
    in cui la pesantezza della carne fu sconosciuta
    e la natura superata.
    Come angelo nella nostra carne
    con levità di piedi camminavi
    e il Giordano solo sfiorandolo
    attraversavi, o Maria.
    Santa di Dio, prega per noi.
     
    27. Santa Madre Maria, il Creatore prega
    di perdonare quanti ti cantano:
    dai ripetuti e duri assalti
    di angoscia e tormento
    Egli ci liberi, e dalle tentazioni,
    affinché possiamo, sciolti da ogni male,
    continuamente esaltare
    il Signore che ti ha glorificata.

    Santo di Dio, prega per noi.
     
    28. Sant’Andrea, padre tre volte beato,
    pastore di Creta,
    per quanti ti celebrano continuamente prega
    perché dall’angoscia siano liberati
    e dall’afflizione e dal peccato,
    essi che la tua memoria venerano
    con cuore fedele.
     
    Gloria al Padre, e al Figlio, e al santo Spirito.
     
    Doxasticòn
    Indivisa Trinità,
    noi cantiamo le Tre Persone nell’Unità.
    Il Padre glorifichiamo,
    esaltiamo il Figlio, lo Spirito adoriamo.
    Dio unico, unica e triplice vita
    che l’universo illumina.
     
    E ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amìn.
     
    Theotokìon
    Madre purissima di Dio, custodisci la Chiesa.
    In te nella fede essa regna, in te la sua forza.
    Dalle tentazioni essa trionfa per mezzo tuo,
    il nemico scaccia e guida sul retto sentiero
    quanti le appartengono.
     
    Catavasìa
    Dopo il concepimento senz’opera di uomo
    un misterioso parto sopraggiunse.
    In modo verginale Dio s’incarna
    e la nostra natura rinnova.
    Per questo tutte le generazioni
    a giusto titolo ti proclamano
    Sposa e Madre di Dio.

[1] L’invocazione è a santa Maria Egiziaca.
[2] Melchisedek

il testo è tratto da: Oodegr.com

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Un rimedio per i pensieri impuri

Mon, 27/01/2020 - 19:39

Un fratello disse a un anziano: “Che farò? Poiché i pensieri vergognosi mi uccidono!”. L’anziano gli disse: “Quando la madre vuole svezzare suo figlio, si strofina i seni con una pianta amara. E quando il bambino viene a succhiare secondo la sua abitudine, si discosta, a causa dell’amarezza. Metti dunque anche su di te una pianta amara”. E il fratello gli disse: “Qual è questa pianta amara che ho bisogno di prendere?”. E l’anziano rispose: “È il ricordo della morte e dei castighi del mondo a venire”.

Detti anonimi dei Padri del deserto, N182

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Matta el Meskin citato da papa Francesco… ancora!

Sat, 21/12/2019 - 15:10

Oggi 21/12/2019, papa Francesco ha citato per la seconda volta un testo di padre Matta el Meskin, sempre nell’ambito del suo discorso annuale di auguri natalizi alla Curia Romana. La prima volta fu nel 2016 quando concluse la sua prolusione con le parole di abba Matta. Si rimanda al breve articolo scritto in quell’occasione.

Stavolta, con una citazione di padre Matta inaugura il suo discorso. La citazione è tratta dall’antologia italiana di testi natalizi “L’umanità di Dio”, pubblicata da Qiqajon. Il testo originale in arabo si intitola Mīlād al-masīḥ wa-milād al-’insān (“Nascita di Cristo e nascita dell’uomo”).

Dice papa Francesco:

Anche quest’anno il Signore ci offre l’occasione di incontrarci per questo gesto di comunione, che rafforza la nostra fraternità ed è radicato nella contemplazione dell’amore di Dio rivelatosi nel Natale. Infatti, «la nascita di Cristo – ha scritto un mistico del nostro tempo – è la testimonianza più forte ed eloquente di quanto Dio abbia amato l’uomo. Lo ha amato di un amore personale. È per questo che ha preso un corpo umano al quale si è unito e lo ha fatto proprio per sempre. La nascita di Cristo è essa stessa una “alleanza d’amore” stipulata per sempre tra Dio e l’uomo»[1].

Nel video, che si può vedere qui, si vede papa Francesco cercare la nota a piè pagina e poi dire: “Così Matta el Meskin” (il testo è letto dal minuto 6’48’’ a 7’21’’).

Qui il testo integrale del suo discorso.

Segue la meditazione integrale di padre Matta el Meskin da cui papa Francesco ha tratto la sua citazione. In grassetto il brano citato.

Natale, alleanza d’amore tra Dio e gli uomini

Malgrado la grotta fosse così buia e così umile, sappiamo come gli angeli, accompagnati da una moltitudine dell’esercito celeste, immersi nella luce che da essa emanava, intonavano in cielo il cantico di gloria a quel Dio che, nella sua straordinaria umiltà, ha elevato l’uomo alla sua altezza. Così vediamo come Cristo, mentre era ancora un piccolo neonato nella culla, sia riuscito ad allargare la sfera della sua nascita e la portata della sua incarnazione. Guardate come sia riuscito a raccogliere intorno a sé, nelle sue prime ore di vita, i saggi venuti dalla lontanissima Persia e i poveri pastori, che nel freddo inverno palestinese trovarono riposo e consolazione.

Da allora, attraverso le immagini della sua umiltà che sono rimaste impresse nei cuori di coloro che lo amano, Cristo non ha smesso di attirare milioni di persone, generazione dopo generazione, per comporre il suo grande corpo che presenterà, a suo tempo, a Dio suo Padre. Cristo non è nato senza difficoltà, pianti e sofferenze. Nacque in inverno, nella stagione in cui la natura è più dura. Chissà se le parole rivolte un giorno ai suoi discepoli: “Pregate che ciò non accada d’inverno” (Mc 13,17), non echeggiassero un ricordo rimasto da qualche parte nel suo inconscio. Fu come se, nascendo, Cristo fosse già stato crocifisso dalla natura trovando come luogo dove far riposare il suo corpo fragile e tenero solo un mucchietto di paglia ruvida in una mangiatoia fatta di fango.

Eppure, nello stesso modo, assistiamo alla nascita dell’umanità nell’inverno di relazioni umane gelate, della crudeltà dell’uomo verso i suoi simili, della mancanza di sincerità, dell’assenza di misericordia, di gravi conflitti razziali, di sentimenti di estraniamento persino dalle proprie terre. Tutto avviene in una lunghissima notte in cui i popoli oppressi e oppressori attraversano insieme le doglie del parto, mentre l’umanità si dibatte sotto il fardello dei suoi istinti scatenati che rendono la rinascita più penosa e dolorosa. Ecco il mondo intero entrare di nuovo in un lungo inverno di doglie. Ma ora deve prendere coscienza della casa delle sue sofferenze. La sofferenza del mondo, infatti, non viene per caso. È certamente una sofferenza che porterà a un rinnovamento. Il mondo deve prenderne coscienza, accettarla e comprendere da dove proviene per capire dove porterà. Deve svestire il suo vecchio modo di pensare, razzista, classista e sciovinista, preparandosi a indossare il pensiero di Cristo, trattando tutti da fratelli. Solo così la pace regnerà davvero sulla terra e ogni uomo proclamerà la gloria di Dio.

La nascita di Cristo è un enorme avvenimento divino che ha abbracciato la terra e tutte le generazioni degli uomini. Esso è capace non solo di svegliare chi dorme rispetto alla ricerca della salvezza ma anche di risuscitare i morti putrefatti nei loro peccati! La nascita di Cristo è la testimonianza più forte ed eloquente di quanto Dio abbia amato l’uomo. Lo ha amato di un amore personale. È per questo che ha preso un corpo umano al quale si è unito e l’ha fatto suo proprio per sempre. La nascita di Cristo è essa stessa un’“alleanza d’amore” stipulata per sempre tra Dio e l’uomo. Dio si è impegnato a Betlemme nel corpo da lui assunto, che non abbandonerà mai, in un’unione con noi che supera ogni comprensione e ogni logica. È un’alleanza che sancisce la grande riconciliazione e l’unione indissolubile tra divino e umano. Con questa nascita divina e verginale è stata inaugurata un’era di intimità e di affetto straordinaria tra Dio e ogni singolo uomo. Si tratta di un tale livello di intimità che è eguagliato soltanto dalla relazione tra due amanti. Dio ne ha parlato un giorno, rivolgendosi a Cristo come se, in lui, si rivolgesse all’umanità intera, a ogni uomo: “Tu sei il mio Figlio, l’ amato, nel quale mi sono compiaciuto” (Mc 1,11).

La nascita di Cristo è, dunque, un’alleanza d’amore stipulata da Dio con ogni uomo, un attestato di un incredibile abbassamento sottoscritto da Dio a Betlemme, nella persona di Gesù Cristo. In lui, Dio è disposto ad abbassarsi tutte le volte chiamando l’uomo all’amore e all’unione con lui. Nascendo, Cristo non ha offerto un modello temporaneo di amore che unì Dio a noi a Betlemme e che sarebbe finito con il compiersi del Natale. Si tratta, invece, di uno spazio divino aperto, illimitatamente, a tutti gli uomini e che non smetterà di restare aperto fino a che “tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato … perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro” (Gv 17,21.26).

 

[1] Matta El Meskin, L’umanità di Dio, Qiqajon-Bose, Magnano 2015, 170-171.

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“Piegò i cieli e discese” (Sal 17,10): una riflessione natalizia

Thu, 19/12/2019 - 18:47

In un brano sull’Incarnazione scriveva padre Matta el Meskin:

Nel Natale Dio è apparso mite, con la voce fioca di un neonato: le fondamenta del cielo si scossero con la loro gloria, si piegarono, si abbassarono (cf. Sal 17 [18],10), e sulla terra le schiere dell’Altissimo scesero per lodare Dio, commosse profondamente, perché stupefatte dalla sua umiltà. Così, se le creature peccatrici non riescono a sopportare la gloria celeste di Dio, le buone creature celesti non riescono a sopportarne l’umiltà. È per questo che soltanto i cuori timorosi di Dio vengono scossi dal mistero del Natale[1].

Abba Matta mostra uno dei tanti paradossi dell’Incarnazione di Dio: Dio nasconde la sua gloria ai terrestri perché i terrestri peccatori non riuscirebbero a sopportarla e si mostra come la più umile delle creature scuotendo il cielo, i cui abitanti non riescono a sopportare un tale abbassamento e una tale umiltà. E conclude abba Matta: soltanto gli uomini e le donne che percepiscono la gloria di Dio nel proprio cuore sono capaci di commuoversi per la meraviglia della Natività nella carne di Dio.

Soffermiamoci però sul salmo citato. Abba Matta cita il salmo 18, o 17 secondo la versione greca, in cui si dice che “[Dio] piegò il cielo e discese” (Sal 17,10; LXX). Il riferimento è dunque salmico. Che cosa significa “piegò il cielo e discese”? “Piegare il cielo” è un’immagine che ci deve far pensare a un evento straordinario, qualcosa che scardina completamente l’universo così come era conosciuto fino ad allora. Dio era solo in cielo, e si rivelava soltanto temporaneamente ai terrestri. Dio scendeva, sì, ma per portare un particolare messaggio, giusto il tempo del messaggio, o poco più. Il cielo si apriva talvolta ma poi si richiudeva. C’era uno iato fortissimo tra ciò che era di Dio e ciò che era degli uomini, tra il cielo e la terra. Ora, in Gesù Cristo, Dio è come se scardinasse il cielo, come se togliesse le “viti” con cui lo aveva fissato, e lo “piegasse” perché possa aprirsi alla terra, e così aprire un passaggio. Ora, alzando gli occhi al cielo, respiriamo. Ma c’è di più, molto di più, in gioco. Dio non “ripiega” più questo cielo, ma lo lascia ormai così, scardinato, aperto, spalancato.

Questo passaggio non è, però, in prima battuta un passaggio da “sotto” verso “sopra”, un salire dell’uomo. L’uomo non può salire se non quando Dio discende. L’uomo non può “piegare la terra e salire”, scappare dalla valle di lacrime nella quale si trova, se non quando Dio decide di “piegare il cielo” e di “scendere”. E allora, ecco, che il salmo ci dice che Dio, dopo aver scardinato il cielo, piegandolo, “discese”. “Venne giù”, dice alla lettera la versione copta dei salmi. Discese in una donna, una nostra consanguinea, una donna conterranea, una donna come tutte, ma non come tutte, nel senso che fu prescelta da Dio. Dio, dunque, discese nel suo ventre e la santificò, rendendola sua propria Madre secondo la carne e Madre di tutti i credenti. Nel momento in cui la Vergine Maria disse all’Arcangelo “Sia fatto secondo la tua parola”, anzi non appena disse “sia fatto”, la prima cellula divinoumana esplose di luce all’interno del suo utero. Il Dio-uomo, Cristo, era stato concepito. Così come Dio disse “sia la luce” e “la luce fu” così, nell’Incarnazione, la Vergine disse “sia fatto” e fu fatto. E di nuovo… fu luce.

Un evento straordinario, questo del concepimento del Dio-uomo, dal quale sarebbe derivato un effetto fondamentale: quando la Vergine Maria disse “sia fatto”, si trasformò in lei, donna benedetta tra le donne, la sua prima cellula umana in umanodivina, così permettendo a tutta l’umanità di poter essere divinizzata nel suo Figlio Gesù. Ora cielo e terra sono un’unica realtà spalancata: Dio ora è all’opera nel riunire tutte le cose, nei cieli e sulla terra, tà pànta, ripetiamo: tutte le cose, tutto, all’unico capo dell’universo, Cristo, il Dio-uomo (cf. Ef 1,10).

“Piegò i cieli e discese”, dunque. Così preannunciava il salmo, secoli prima dell’Incarnazione del Logos di Dio. Ma nella mente di un monaco copto c’è anche altro. In un brano della Salmodia di mezzanotte, i monaci copti cantano:

L’uno della Trinità, consustanziale al Padre, guardò la nostra bassezza e la nostra amara schiavitù. Piegò i cieli dei cieli, e venne nel grembo della Vergine, divenendo uomo come noi, eccetto il solo peccato. Nacque a Betlemme, secondo le voci dei profeti, ci guarì e ci salvò, poiché noi siamo il suo popolo[2].

Ecco dunque come interpreta la liturgia il brano salmico. Guardando la nostra bassezza, il nostro essere schiavi di un circolo vizioso di vita biologica che porta inevitabilmente alla morte, il Logos non poté non “abbassarsi”. È in preda a un tremore d’amore che egli “piegò i cieli”, anzi “i cieli dei cieli” e discese. Lo fece “poiché egli fu vinto dalla sua tenerezza” dice il quinto brano della theotokia del lunedì.

Vinto dalla sua tenerezza, divenne uomo come noi, tranne che per il peccato che ci aveva deturpato. Questa sua discesa non fu una semplice visita. Se si scende, si può sempre risalire e lasciare tutto uguale. Il Logos scese per “guarire” e per “salvare”, due termini che nelle lingue semitiche e in copto sono strettamente collegati. “Salvezza” vuol dire principalmente guarigione, dal peccato, dalla morte, dal buco nero del nulla. Egli è il Salvatore, con la “esse” maiuscola, in qualsiasi circostanza di questa o dell’altra vita in cui non siamo “sani”.

In un altro brano della Salmodia, a cui probabilmente pensa padre Matta el Meskin, leggiamo:

Nella cura della tua bontà, hai piegato i cieli, e sei sceso verso di noi. Come medico vero che sa dare la giusta medicina, hai curato tutte le nostre malattie[3].

Ecco un’ulteriore esegesi del Salmo 17. È perché Dio si cura di noi (cf. 1Pt 5,8) e perché è buono, che ha piegato il cielo ed è disceso. E questo essere di Dio ci è stato mostrato chiaramente dalla vita di Gesù Cristo. Ancora una volta lo scopo del “discendere” è “terapeutico”: lui solo conosce qual è la giusta medicina, lui solo sa come guarire le nostre malattie. Da soli non possiamo nulla. Ma il Signore, da buono e amorevole medico com’è, si è piegato sulle nostre piaghe, curando, fasciando, guarendo.

Quale grande mistero l’aver “piegato il cielo” e l’esser “disceso”!

A colui che “piegò il cielo e discese” e permise a noi di “piegare la terra e di risalire” siano gloria, onore, potenza, adorazione e inni di gratitudine, in questo Avvento e in ogni momento, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

[1] “al‑Ḫalīqa kulluhā tahallalat bi-mağī᾿ika” (Tutto il creato ha gioito per la tua venuta), in ᾿A῾yad al-uhur al-’īlahī, pp. 96-99

[2] Ottavo brano della theotokia del giovedì, in Salmodia copta, pp. 219-220.

[3] Ventisettesima strofa dello psali del lunedì, in Salmodia copta, p. 253

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“Unto us”, un canto natalizio che ci piace

Tue, 17/12/2019 - 09:16

Questa è una di quelle canzoni di Natale che ci piacciono. “Unto us”, “Per noi”, qui cantata da Aaron Shust. Si rifà a un antico canto natalizio medievale Puer nobis nascitur che interpreta in chiave moderna. Una canzone che non parla di neve, di alberelli, di panettoni, di spumanti, di “oh oh oh”, di improbabili Babbi Natali, ma di Gesù Cristo, unico vero centro di questa festa. E lo fa con il linguaggio di Dio, il linguaggio delle Sacre Scritture. Ci ricorda, visto che ce lo dimentichiamo costantemente: “Se qualcuno aspettiamo in questa e nell’altra vita è lui, se qualcuno cantiamo in questa e nell’altra vita è lui”. Tutto il resto – il panettone, le paillettes, i Babbi Natali, i panettoni, gli spumanti, gli alberelli innevati – è di contorno all’evento irripetibile e incredibile dell’Incarnazione del Verbo. Se ci fermassimo al “contorno”, senza gustare il “piatto principale”, ci perderemmo il meglio. Sarebbe come se, davanti a un’opera di un artista famoso (scegliete quello che vi piace) ci mettessimo a fissare la cornice snobbando le meravigliose e irripetibili combinazioni di colori e di forme… E allora cantiamo “alleluia” perché Dio, nella sua grande generosità e misericordia, si è fatto carne ed è venuto, non solo a visitarci, ma a rimanere con noi e in noi, per sempre. In Cristo, Dio è Emmanuele, Dio-con-noi. Chiediamogli che, facendosi Dio-con-noi, ci faccia ogni giorno un po’ di più noi-con-Dio. Gioiamo, cantiamo, ringraziamolo e lodiamolo con inni spirituali. Il tempo a nostra disposizione è breve, usiamolo per rendere gloria a Dio per ogni cosa, a Natale e in ogni tempo.

 

Unto us (Aaron Shust) Per noi (trad. italiana) Unto us a Child is born Unto us a Son is given God with us, go and tell Emmanuel has come from Heaven And His name will ever be The Prince of Peace The Wonderful Counselor He’s the Great and Mighty Lord Bow before our Holy Savior [Chorus:] Unto us a Child is born Hope to all the world Unto us the Son of God has come Sing Hallelujah Everlasting Father Name above all names God is with us Sing Hallelujah   Unto us a Child is born Unto us a Son is given God with us, go and tell Emmanuel has come from Heaven And His name will ever be The Prince of Peace The Wonderful Counselor He’s the Great and Mighty Lord Bow before our Holy Savior Per noi è nato un Bambino A noi è stato dato un Figlio Dio con noi: va’ e di’ “Emmanuele è venuto dal Cielo” e il suo nome sarà per sempre Principe della Pace Consigliere mirabile Egli è il Signore grande e potente Inchinatevi davanti al nostro Santo Salvatore   [Coro] Per noi è nato un Bambino Speranza del mondo intero Per noi è venuto il Figlio di Dio Cantate “Alleluia!” Padre eterno Nome al di sopra di ogni nome Dio è con noi Cantate “Alleluia!” Per noi è nato un Bambino A noi è stato dato un Figlio Dio con noi: va’ e di’ “Emmanuele è venuto dal Cielo” e il suo nome sarà per sempre Principe della Pace Consigliere mirabile Egli è il Signore grande e potente Inchinatevi davanti al nostro Santo Salvatore

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