“Padre Nostro …” - parole da perdere la testa per la GIOIA

“Padre Nostro …” - parole da perdere la testa per la GIOIA

Se ci fermiamo solo un attimo e poniamo la nostra attenzione alle prime parole della preghiera che Gesù ci ha insegnato, non possiamo rimanere immuni dal meravigliarci: “Padre Nostro …” (Mt 9,9). Sono parole che fanno venire il capogiro e che stravolgono e cambiano tutto.

Gesù ci sta dicendo di chiamare papà colui che ha creato ogni cosa dal nulla, colui a cui niente è impossibile, colui che raccoglie in un vaso tutto il mare (cifr Sal 33,7).

Tali parole diventano doppiamente sconvolgenti perché non solo rivelano Dio come Padre, ma svelano anche la straordinaria dignità di ogni uomo.

Due semplici paroline come “Padre Nostro” hanno il potere di cambiare lo sguardo dell’uomo verso Dio, verso se stessi e verso ogni persona che abbiamo accanto.

Ecco la nostra verità: siamo figli di Dio. È un regalo che il Padre stesso per mezzo del Figlio ha rivelato e grazie alla croce l’abbiamo ricevuto. Quale dignità ha l’uomo!

Dio è un Padre affettuoso, tenero, che protegge e guida i suoi figli e con i quali vuole stare.

Ecco che le parole “Padre nostro” diventano la “mia” risposta alla chiamata del Suo amore. È come se dicessi: “Ciao Papà, eccomi, ti voglio bene, voglio stare con te”.

Queste parole sono la personale ricerca da parte di ogni figlio dello sguardo del Padre. Come non rispondere a un Padre che ci ama di un amore infinito e gratuito?

 Ogni uomo è unico e prezioso agli occhi di Dio. Ricordiamolo ogni volta che le situazioni esterne ci spingono a pensare il contrario.

Non permettiamo alla frustrazione, allo scoraggiamento o alla difficoltà del momento che stiamo vivendo di rubarci la dignità che abbiamo, ma chiediamo aiuto al nostro Papà in modo che può venire a rialzarci, a curarci le ferite, a prenderci per mano per ricominciare da dove c’eravamo fermati.

Ma perché Dio fa questo?  Semplice, un Padre che ama vuole vedere i suoi figli felici.

Voi dunque pregate così: Padre nostro…” (Mt 6,9) 


Fonti: immagine di Brett Davles