Abramo - Ambiente Culturale

 


        Per comprendere quale volto Dio rivelò ad Abramo occorre delineare sia pur brevemente l’ambiente culturale in cui si svolse la vita del patriarca.

 

La Scrittura ci informa che il padre di Abramo, Terach, era nato in Ur dei Caldei, una città della bassa Mesopotamia; ebbe tre figli: Abram, Nacor e Aran. Il terzogenito Aran morì prematuramente «mentre il padre era ancora vivo» (Gen. 11,28) dice il testo sacro, lasciando la moglie e un figlio, Lot. Probabilmente il clan di Terach conduceva una vita nomade poiché la Bibbia ci parla di una loro migrazione verso l’area nord -ovest della Mesopotamia: Carran. Tutti i popoli vivevano nel paganesimo tributando culto agli idoli e anche Terach, come sappiamo dal libro di Giosuè 24, 2 serviva altri dei.

 

La tradizione rabbinica dando al nome Ur il significato di fornace, commenta il passo in cui il Signore dice ad Abramo «ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei» (Gen 15, 7), affermando che Abramo fu tratto dalla vuota fornace di chi non conosce Dio. Inoltre, partendo dal v. 2 del cap. 24 di Giosuè, commentatori rabbinici narrano come già nella casa del padre, prima della chiamata divina Abramo riteneva gli idoli cosa vana:

 


Abramo

Autore: Riva, Sr. Maria Gloria 
Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele

Abramo, Ambiente Culturale

 

Per comprendere quale volto Dio rivelò ad Abramo occorre delineare sia pur brevemente l’ambiente culturale in cui si svolse la vita del patriarca. La Scrittura ci informa che il padre di Abramo, Terach, era nato in Ur dei Caldei, una città...

 

Nella casa paterna di Abramo si servivano gli dèi. Si fabbricavano idoli che poi si vendevano al mercato. Un giorno toccò ad Abramo di andare a venderli. si avvicinò un tale e gli chiese: «Quanto costa questa statua?» Tre mine gli rispose e gli chiese: «Quanti anni hai?» Quegli gli rispose: «Trent’anni». Allora gli disse [Abramo]: «Hai trent’anni e vuoi adorare quello che io ho fatto appena oggi?» Allora quello si girò e se ne andò (Seder Eliyahu Rabbah 6).

Generalmente nel midrash si spiega il testo del Cantico dei Cantici alla luce storia di Israele. In un trattato (Tanhuma Lek leka 1-5) che parla della chiamata divina fatta ad Abramo, si applica al patriarca il versetto 8 del Cap 8 del Cantico: Una sorella piccola abbiamo che non ha ancora seni. Attraverso un gioco di parole possibile in ebraico sorella (ahot) diviene egli ha confessato l’unità (ihah [iyed]) e non ha ancora seni (shadayim) diviene poiché egli ancora (she - ’adayin) non aveva figli.

Abramo dunque pur vivendo immerso nell’idolatria, prima ancora di conoscere la promessa di Dio circa la sua discendenza (cioè prima di avere i due figli), aveva già in cuore il desiderio di confessare l’unità di Dio. Egli, dicono i rabbini, fu padre della fede anche per il proprio padre Terach. Fu infatti per dare ascolto ad Abramo e sfuggire alla tentazione del culto agli idoli che Terach lasciò i Caldei per recarsi a Carran (cfr. Seder Eliyahu Rabbah 6).

 

 


Fonti: testo tratto da culturacattolica.it - immagine di Caravaggio - dettaglio