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Cambia Traduzione: NUOVA CEI - NUOVA RIVEDUTA - NUOVA DIODATI - Trad. CEI 1974
Giovanni 12, 20-33
20 Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci.
21 Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
22 Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.
23 Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato.
24 In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
25 Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
26 Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà.
27 Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora!
28 Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
29 La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato».
30 Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi.
31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
32 E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».
33 Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Prima Lettura: Ger 31,31-34 | Salmo: Sal 50 | Seconda Lettura: Eb 5,7-9
 


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   Commento audio di Don Fabio Rosini

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Il Cristo [...] si è affidato alla libertà degli uomini, ha lasciato loro la possibilità di dire sì e di dire no. [...] ha preferito la via dell'amore che rispetta la libertà, che è il segno obbligato di ogni vero amore.


 

Sulla croce il volto del Dio con noi

di don Bruno Maggioni

Il Cristo [...] si è affidato alla libertà degli uomini, ha lasciato loro la possibilità di dire sì e di dire no. [...] ha preferito la via dell'amore che rispetta la libertà, che è il segno obbligato di ogni vero amore.


Alcuni greci esprimono il desiderio di vedere Gesù. Questo offre a Gesù l'occasione per un breve discorso intorno al significato della sua vita e della sua morte. È l'ultimo discorso pubblico di Gesù. Con probabilità questi greci non sono giudei, ma pagani. E così diventano il simbolo di quella universalità che sarà, appunto, il frutto della croce. I greci vogliono vedere Gesù: non è una curiosità, ma un vero desiderio di conoscere e di credere: questo è il senso del verbo vedere in Giovanni.

Gesù risponde con una parabola, che illumina il senso della sua vita intera: egli è come un seme che va nella terra (cioè che si dona sino alla morte) per portare frutto. E il frutto è descritto poco più avanti: «Quando sarò innalzato attirerò tutti a me».

I greci, che volevano sapere chi è Gesù, sono invitati a comprendere il mistero della croce. È interessante notare come per farsi conoscere e svelare la sua persona, Gesù parli della croce. Il mistero da comprendere è dunque la croce. Ma la croce è divenuta, a volte nel nostro modo comune di intendere, semplicemente sinonimo di fatica, di sofferenza e di fallimento. La croce è ben altro. È la manifestazione dell'amore di Dio, della sua comunione e della sua solidarietà nei nostri confronti. Gli scritti di Giovanni ne offrono una testimonianza abbondante: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito» (3,16); «Non c'è amore più grande di chi dona la vita per i propri amici» (15,13).

Come in tutto il vangelo di Giovanni, Gesù parla della croce in termini di gloria: «Quando sarò innalzato», «quando sarò glorificato». La croce è gloria, purché si intenda la gloria dell'amore, non certo la gloria della potenza. Sulla croce vediamo un amore forte, ostinato, che gli uomini cercano di scoraggiare ma che non si lascia scoraggiare. Tutto questo invita a scorgere Dio non anzitutto là dove c'è la potenza, la forza del genio, il fascino della bellezza. Ma là dove c'è l'amore, là dove c'è il seme che muore.

Il Cristo non è sceso dalla croce con schiere di angeli per imporre la sua verità. Non ha usato la sua potenza di Figlio per sottrarsi al rifiuto. Si è affidato alla libertà degli uomini, ha lasciato loro la possibilità di dire sì e di dire no. Tutti si aspettavano un Dio che, proprio perché tale, si imponesse a tutti. Invece Dio ha preferito la via dell'amore che rispetta la libertà, che è il segno obbligato di ogni vero amore.

Fonti: immagine di Kenny Teo (zoompict) - testo tratto da qumran2.net - immagine e commento audio di Don Fabio sono resi disponibili da catechista.it - commento video di Padre Raniero Cantalamessa