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Cambia Traduzione: NUOVA CEI - NUOVA RIVEDUTA - NUOVA DIODATI - Trad. CEI 1974
Giovanni 2, 13-25
13 Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
14 Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
15 Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi,
16 e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
17 I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.
18 Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».
19 Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
20 Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?».
21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
22 Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
23 Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome.
24 Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti
25 e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo. ,

 


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   Commento audio di Don Fabio Rosini

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...Il Crocifisso innalzato svela che l'amore, che tante volte appare sconfitto, è in realtà vittorioso, capace persino di vincere la morte....



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Il vero tempio? Il Crocifisso risorto

di don Bruno Maggioni

...Il Crocifisso innalzato svela che l'amore, che tante volte appare sconfitto, è in realtà vittorioso, capace persino di vincere la morte....


In questo episodio del Vangelo di Giovanni (2,13-25) colpisce il gesto fortemente polemico di Gesù: «fece una sferza, cacciò tutti dal tempio, rovesciò per terra le monete dei cambiavalute». Non credo che questo gesto voglia semplicemente significare che il culto debba svolgersi con decoro: non come un chiassoso mercato, ma nel silenzio e nel raccoglimento.

Troppo poco. Il gesto polemico di Gesù si riallaccia ai profeti, i quali hanno spesso polemizzato con il culto che si svolgeva al tempio, non certo per abolirlo, ma per purificarlo. I profeti ricordavano continuamente che il culto non è solo adorazione: è nel contempo missione e conversione. Tanto è vero che l'elemento essenziale del culto al tempio era l'ascolto della Parola, e questa impegna la vita. Soprattutto i profeti ricordavano che nel tempio si incontra il Dio vivente: non un Dio chiuso nel tempio e preoccupato di sé, ma un Dio interessato a ciò che succede fuori.

Ma l'evangelista Giovanni non si accontenta di presentarci Gesù che, al modo degli antichi profeti, ci richiama al vero culto. Afferma che Gesù - e precisamente il Cristo morto e risorto - è il vero tempio: «Egli parlava del tempio del suo corpo». Che significa affermare che Gesù è il vero tempio? Duplice era il significato del tempio nel Primo Testamento: luogo dell'incontro con Dio e luogo del raduno delle tribù. Dunque una dimensione verticale e orizzontale. Gesù è tutto questo, afferma il vangelo di Giovanni. È in Lui che possiamo fare un'autentica esperienza di Dio ed è in Lui che possiamo fare un'autentica esperienza di fraternità.

Incontrare Dio è il desiderio di tutta la Bibbia, l'interrogativo che la percorre da un capo all'altro: dove e come posso incontrare il Signore? In Gesù, risponde Giovanni. A Filippo che gli chiedeva «Signore, mostraci il Padre», Gesù risponde: «È tanto tempo che sei con me e ancora non lo sai? Chi vede me vede il Padre» (14,8-9). E il desiderio della Bibbia (e di ogni uomo) è anche un altro: uscire dalla dispersione e incontrarci insieme, abbandonare le contrapposizioni e vivere da fratelli.

Ma dove e come è possibile? Attorno al Cristo e alla sua Croce, risponde Giovanni: «Quando sarò innalzato da terra, cioè in Croce, attirerò tutti a me». «Tutti» dice l'universalità più completa. E «attirare» non dice una forza che ti costringe, ma una bellezza che ti affascina. Il Crocifisso innalzato svela che l'amore, che tante volte appare sconfitto, è in realtà vittorioso, capace persino di vincere la morte. Questa è una lieta notizia che ogni uomo vorrebbe sempre sentire.

Fonti: immagine Kellerio2007 - testo tratto qumran2.net - immagine e commento audio di Don Fabio sono resi disponibili da catechista.it - commento video di Padre Raniero Cantalamessa