commento

Cambia Traduzione: NUOVA CEI - NUOVA RIVEDUTA - NUOVA DIODATI - Trad. CEI 1974
Luca 2, 41-52
41 I suoi genitori si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
42 Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa.
43 Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
44 Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
45 non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
46 Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava.
47 E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
48 Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
49 Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
50 Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
51 Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.
52 E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini. ,

Prima Lettura: 1Sam 1,20-22.24-28 | Salmo: Sal 83 | Seconda Lettura: 1Gv 3,1-2.21-24
 


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   Commento audio di Don Fabio Rosini

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...«Non sapevate che è necessario che io sia nelle cose del Padre mio?»...


 

La necessità di obbedire al Padre

di don Bruno Maggioni

...«Non sapevate che è necessario che io sia nelle cose del Padre mio?»...


Il ritrovamento di Gesù fanciullo nel tempio potrebbe sembrare un semplice episodio di vita familiare. E invece il suo significato è molto più profondo.

Il suo senso è tutto racchiuso nella domanda della Madre e nella risposta del Figlio (2,48-49). Troviamo qui la prima parola di Gesù, l'unica nei racconti dell'infanzia. Una parola, per giunta, di cui i genitori non compresero il significato. Si tratta dunque di una parola inaspettata e dal significato molto profondo.
A volte si sottolinea che con il suo gesto e le sue parole Gesù abbia inteso prefigurare il futuro distacco dalla famiglia e affermare la propria libertà e il primato della propria missione.

È certamente un'interpretazione che ha molta parte di verità. Però resta ancora debole, in ogni caso ancora troppo all'esterno del mistero di Gesù. Dicendo «tuo padre», Maria pensava a Giuseppe. Dicendo «mio Padre», Gesù pensava a Dio. Il contrasto è significativo, quasi duro. Gesù afferma la sua origine dal Padre. E nella domanda rivolta ai genitori («Non sapevate che è necessario che io sia nelle cose del Padre mio?»), Egli svela la sua obbedienza senza riserve al Padre. Le «cose» del Padre mio è un'espressione generica, ma proprio per questo significativa. Le «cose» possono essere la casa, gli interessi, i desideri, la volontà, i progetti: un'espressione volutamente generica per suggerire la totalità.

Ma è ancora più suggestiva l'espressione «essere in», che a volte si traduce con un semplice «occuparsi». In realtà «essere in» è ben più del semplice occuparsi: esprime un atteggiamento che tocca la persona e l'esistenza. Ma è in quel «è necessario» – che più avanti Gesù riprenderà per indicare la sua obbedienza fino alla Croce – che si nasconde il segreto più sconcertante della rivelazione di Gesù, quello più difficile da capire.

«Ma essi non compresero» annota l'evangelista. Che cosa non hanno compreso? L'appartenenza di Gesù al Padre? La sua separazione dalla famiglia? O quel «è necessario» che Gesù ripeterà più avanti (9,22), lungo la sua missione, per esprimere la «necessità» della Croce?. Quel che è certo è che sia il gesto di Gesù sia le sue parole rimasero enigmatici. Nascondevano qualcosa che si sarebbe svelato dopo. È l'identità profonda di Gesù che ancora non si è svelata, tutta racchiusa in quel «è necessario». Bisognerà aspettare la Croce perché possa svelarsi nella sua chiarezza.

Fonti: immagine tratta dalla rete - testo tratto da qumran2.net - immagine e commento audio di Don Fabio sono resi disponibili da catechista.it