Il sano stupore nell'ascoltare la Parola

Il sano stupore nell'ascoltare la Parola

Ogni volta che ci fermiamo ad ascoltare la parola di Dio, non possiamo rimanere impassibili difronte a essa. Infatti, aprire e leggere la Bibbia con un atteggiamento di accoglienza ci scomoda dal nostro nido fatto d’idee, paure e proiezioni che sono tutte e solo nostre.

Maria, dall’annunciazione in poi, è una preziosa guida e un esempio su come affrontare il normale smarrimento che si prova ad accogliere la parola di Dio.

Leggendo il brano dell’annunciazione (Lc 1,26-38) , la prima scoperta è quella di vedere come Maria rimane turbata davanti al saluto dell’angelo. Lei non capisce e questo fatto la turba profondamente.

Immaginiamo la scena: Maria, una ragazzina di tredici anni circa, ha davanti un angelo che la saluta in un modo nuovo e inaspettato. Maria si ritrova a vivere una situazione che sicuramente non rientra nelle azioni quotidianamente svolte da una donna e, quindi, quello che vive ha la caratteristica dell’eccezionale, del nuovo, del mai vissuto prima. 

Ponendo attenzione al testo, all'inizio leggiamo “l’angelo entra da lei”, mentre alla fine sappiamo che “l’angelo si allontanò” lasciando Maria nuovamente sola. L’angelo non entra solo nel luogo dove Maria si trova, ma irrompe anche nella sua vita quotidiana, spezza la routine e rappresenta una novità inaspettata. Questo entrare e uscire dell’angelo indica come il fatto sia del tutto eccezionale rispetto all’ambiente della giovane.  Maria viene “scomodata” al punto che dopo aver ascoltato il saluto, ne rimane turbata.

Questo è un punto importante.
Se Maria non fosse rimasta turbata all’arrivo dell’angelo, quanto successo sarebbe stato del tutto normale e scontato perché già vissuto in precedenza e, quindi, già conosciuto. No, il turbamento di Maria è ciò che succede nella vita di ogni uomo che apre il cuore alla Parola di Dio.

Il rimanere “turbati” come Maria è cosa del tutto sana, perché, come lei, la parola di Dio che ascoltiamo non ci appartiene e quindi non è frutto delle nostre capacità o delle nostre azioni. La parola “entra” in noi e ci scuote, ci scomoda, ne facciamo esperienza e ci chiama fuori dai nostri miseri incastri.

Maria è per noi un modello perché:

·         Lei accoglie la parola di Dio e ne rimane turbata

·         Lei non cade in una reazione incontrollata, ma risponde a questa novità cercando di comprendere il senso di quanto sta vivendo: “da dove viene questo?”, “qual è la sua fonte?”.

·         Fatto discernimento sulla provenienza, Maria si fa custode della parola “ricevuta” perché lo riconosce ... un dono prezioso.

·         Maria comprende che la parola di Dio non è cosa statica, ma dinamica e per questo dirà “avvenga per me secondo la tua parola”.

La parola di Dio ci scomoda e ci stupisce ogni volta, ma non accettare questo sano stupore significa non entrare in relazione con essa; significa non esercitare il proprio discernimento; significa perdere un’occasione di vita restando con le nostre limitate e scontate ovvietà. 


Fonti: immagine di Lorenzo Sernicola