STORIA: La data del martirio di Pietro di Margherita GUARDUCCI

Margherita GUARDUCCI
La data del martirio di Pietro
tratto da: 30 Giorni, anno XIV, marzo 1996, p. 79-82.

Per la studiosa che ha seguito gli scavi sotto la basilica vaticana, l'apostolo viene crocifisso il 13 ottobre del 64. Ecco perché...

Che Pietro abbia subito il martirio a Roma durante l'impero di Nerone è cosa universalmente riconosciuta. La data tradizionale è il 67; data comune a Pietro e Paolo. Tuttavia, mentre per il martirio di Paolo, essa resta largamente accettata anche dagli studiosi, le ricerche, soprattutto in tempi recenti, tendono ad anticipare il martirio di Pietro al 64 (l'anno dell'incendio di Roma e della prima grande persecuzione contro i cristiani). Questi studi, come quello condotto dall'epigrafista e archeologa Margherita Guarducci, hanno portato ad individuare il periodo in cui, con estrema probabilità il Principe degli apostoli venne martirizzato in Vaticano. Per la prima volta, in un saggio pubblicato nel 1968, l'archeologa è giunta a stabilirne addirittura il mese e il giorno. Il testo che segue rappresenta una sintesi di questa approfondita ricerca ed è tratto da: «La data del martirio di san Pietro», in «La parola del passato: Rivista di studi antichi», n. 267, Napoli 1968.

Il testo che più autorevolmente ci informa del martirio di Pietro a Roma è la prima epistola di san Clemente romano ai Corinzi, datata generalmente intorno al 96 d.C. Le parole di Clemente, a loro volta, non possono andare disgiunte da un celebre passo degli «Annales» di Tacito XV, 38-45, in cui lo storico parla del famoso incendio scatenatosi a Roma nella notte fra il 18 e il 19 luglio del 64 e delle sue conseguenze. Dal confronto di queste due testimonianze sembra risultare che Pietro sia stato martirizzato durante la persecuzione anticristiana scatenata da Nerone dopo l'incendio, e che luogo del martirio siano stati gli «horti» vaticani. Le informazioni fornite da Tacito sono, senza dubbio, molto autorevoli, perché l'autore degli «Annales» scriveva in un'epoca assai prossima agli avvenimenti e disponeva di testimoni oculari, nonché di documenti di prima mano, quali gli «Acta senatus» e gli «Acta diurna», cioè, rispettivamente, i verbali delle sedute senatorie e i diari ufficiali dello Stato romano. Stando dunque a Tacito, i cristiani, che anch'egli descrive come una «ingente moltitudine» («multitudo ingens»), vennero condannati a morte non tanto per aver provocato l'incendio, quanto perché colpevoli di «odio contro il genere umano» («odium humani generis»). Era questa una colpa grave perché, identificandosi allora il genere umano con l'impero stesso, ricevere questo tipo di accusa equivaleva ad essere considerati nemici dell'impero. Le esecuzioni dei condannati, seguita ad informarci Tacito, ebbero luogo nel corso di grandiosi spettacoli circensi («circense ludicrum»). per i quali Nerone aveva messo a disposizione i suoi «horti», vale a dire il suo circo in Vaticano, che degli «horti» era il principale ornamento. E' naturale, del resto, che il luogo prescelto fosse proprio il circo Vaticano, perché, dopo l'incendio, era rimasta l'unico spazio disponibile a Roma per lo svolgimento di quel genere di spettacoli che Nerone desiderava. Il Circo Massimo, infatti, dove di solito a Roma avvenivano i «circensia ludicra», era inservibile, a causa dell'incendio. Tacito aggiunge ancora un particolare interessante: Nerone stesso onorò gli spettacoli del Vaticano con la sua presenza, mescolandosi alla folla in veste di auriga e percorrendo così la pista del circo. Gli spettacoli durarono alcuni giorni. Si tratta ora di stabilire in quale periodo si svolsero.

L'ottobre del 64 Tacito colloca senza esitazione questi fatti tra gli avvenimenti dell'anno 64. Se si esamina la serie degli eventi enumerati dallo storico fra l'incendio di Roma (18-19 luglio) e la fine dell'anno, si giunge a stabilire che gli spettacoli del Vaticano ebbero luogo nella prima metà di ottobre. D'altra parte, non è difficile dimostrare che tra la fine del 64 e la morte di Nerone, avvenuta il 9 giugno 68, non vi sono altri periodi in cui collocare una persecuzione anticristiana nei termini in cui la descrivono Tacito e Clemente. Fra l'altro, è utile notare che l'intervallo compreso tra la fine di settembre 66 e l'inizio del 68 può venire escluso senza ombra di dubbio, essendo occupato dal viaggio di Nerone in Grecia. Ma, a conferma della datazione proposta per lo svolgimento degli spettacoli circensi e quindi per il martirio di Pietro, sopraggiungono due importanti scritti anonimi in lingua greca, contenuti in un papiro oggi conservato a Vienna: l'«Apocalisse di Pietro» e l'«Ascensione di Isaia». Ritengo che questi scritti (appartenenti alla cosiddetta «letteratura apocalittica», un genere molto diffuso tra la fine del I e la metà del II secolo, che fa uso di un linguaggio profetico e simbolico per interpretare gli avvenimenti storici dell'epoca) così bene informati sulla storia del periodo neroniano debbano essere attribuiti ad un'età non lontana dagli eventi del 64 (forse non posteriore all'80) e siano probabilmente frutto del medesimo ambiente giudeo-cristiano. Gli autori dei due scritti, dopo aver parlato delle infamie di Nerone, annunciano come imminente la sua punizione. Secondo l'autore dell'«Apocalisse», sarà proprio il martirio di Pietro a segnare l'inizio della rovina dell'imperatore. Questa affermazione trova riscontro nel testo dell'«Ascensione», in cui si afferma che il regno di Nerone durerà dopo la morte dell'apostolo, ancora per «3 anni, 7 mesi e 27 giorni». Se si calcolano 3 anni, 7 mesi e 27 giorni a partire dalla morte di Nerone (9 giugno 68) si giunge all'anno 64, e precisamente al 13 ottobre: la data cade proprio nel periodo in cui, sulla base del passo di Tacito, abbiamo collocato lo scatenarsi della persecuzione neroniana.

Nel «dies imperii» di Nerone Il dato cronologico ottenuto calcolando a ritroso 3 anni, 7 mesi e 27 giorni rispetto alla morte di Nerone è confermato da un altro decisivo argomento. Il 13 ottobre non era un giorno qualsiasi: era l'anniversario dell'ascesa al trono di Nerone, il suo «dies imperii». Per giunta, il 13 ottobre 64 cadeva il decimo anniversario del suo regno («decennalia», 13 ottobre 54/13 ottobre 64).

Il «dies imperii» era una ricorrenza importante nel calendario ufficiale dei romani in età imperiale. Numerose fonti attestano che tra il I e il IV secolo esso veniva celebrato più o meno solennemente con sacrifici, feste, gare, elargizioni pubbliche da parte dell'imperatore. Nel corso di queste festività avevano regolarmente luogo sacrifici e spettacoli cruenti, legati all'antichissima credenza secondo cui il sangue versato riusciva a vantaggio dei vivi. E' stato infatti rilevato che a Roma le più importanti feste relative alla persona dell'imperatore, cioè il genetliaco («dies natalis») e l'anniversario dell'ascesa al trono («dies imperli») coincisero spesso con lo svolgimento di spettacoli cruenti, lotte di gladiatori, esposizioni di condannati alle fiere («venationes»); ed è stato pure notato che proprio in occasione di queste ricorrenze vennero talvolta sacrificati giudei e cristiani. Così, ad esempio, giudei di Alessandria vennero sacrificati nel «dies natalis» di Caligola; il martirio di san Policarpo coincide col «dies imperii» di Antonino Pio; quello dei cristiani di Lione col «dies imperii» di Marco Aurelio. E' molto probabile quindi che l'imperatore Nerone, amante di manifestazioni il più possibile spettacolari, per i suoi «decennalia» (festa in cui, nella persona dell'imperatore divinizzato, si esaltava la maestà dell'impero romano) abbia promosso spettacoli cruenti, facendosi perire quei cristiani che già erano stati condannati con l'accusa di essere nemici dell'impero. Dal confronto di questo insieme di testimonianze si traggono pertanto due importanti conclusioni. Anzitutto trova conferma l'ipotesi, fondata sulla testimonianza di Tacito, secondo cui la persecuzione neroniana, in cui anche Pietro subì il martirio, avvenne nell'ottobre del 64. In secondo luogo, appare estremamente probabile che la data del martirio del Principe degli apostoli debba essere identificata con il 13 ottobre di quell'anno.


Fonti: testo tratto da storialibera.it - Immagine: San Pietro di Carona 1755/1759 ca.

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